In vista del voto, a Bioggio spunta un volantino anonimo contrario

I contrari all’aggregazione che coinvolge i Comuni di Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate hanno battuto infine un colpo, dopo che nessun proponente del «no» si era fatto avanti per inserire le proprie ragioni nel materiale di voto che verrà a breve distribuito agli aventi diritto di voto. Nelle bucalettere dei cittadini di Bioggio (e solo di Bioggio, stando a quanto abbiamo potuto appurare) negli scorsi giorni è infatti stato consegnato un volantino anonimo che espone alcune ragioni per cui la prospettata aggregazione è da bocciare in votazione consultiva il prossimo 29 novembre. Ragioni che, facciamo i facili profeti, saranno oggetto di discussione in occasione dell’ultima serata informativa aperta alla popolazione, in programma lunedì 9 novembre alle 20.30 al Centro diurno per la terza età.
Perché no, perché sì
Come accennato, il volantino non è stato «rivendicato» ed è dunque difficile capire chi o quante persone rappresenti. Di certo vi è che, rispetto ad altri progetti aggregativi, la voce dei contrari si è levata insolitamente tardi, tanto appunto da non essere inclusa nel materiale di voto (il termine ultimo era il 15 ottobre). Tenendo presente queste anomalie, passiamo ai contenuti del volantino. Lo stesso è rivolto principalmente ai cittadini di Bioggio (il cui voto sarà decisivo per la riuscita o meno dell’aggregazione), come ben si deduce dall’affermazione vi sarà «un aumento del carico fiscale per il cittadino di Bioggio a favore dei cittadini di Aranno, Neggio e Vernate (a che pro?)». La Commissione aggregativa prospettava infatti un moltiplicatore d’imposta massimo del 75%, a fronte del 65% attuale a Bioggio. Tuttavia, sulla base di dati fiscali più aggiornati, nelle scorse serate pubbliche il vicesindaco di Bioggio Daniele Bianchi aveva annunciato che anche la «grande Bioggio» potrebbe beneficiare del 65% (si veda l’edizione del 2.6). Inoltre, argomenta il municipale di Neggio Gracco Barberis, i tre Comuni porteranno in dote a Bioggio circa cinque milioni di gettito fiscale proveniente dalle persone fisiche, rendendo Bioggio meno dipendente da quello delle aziende: «Si passerà dall’attuale 50-50 a un 65-35, dando maggiore stabilità». Il moltiplicatore politico sarà in ogni caso deciso dal Municipio della nuova entità comunale.
Un altro motivo per cui, citiamo, «l’aggregazione proposta non ha alcun senso» è il presunto «azzeramento delle possibilità di affittare/vendere immobili con residenza secondaria da parte di Bioggio». Questo perché, si argomenta, già oggi Aranno, Neggio e Vernate sono ben oltre la soglia massima consentita del 20%, mentre Bioggio la sfiora soltanto, situandosi al 17%: «Il nuovo Comune aggregato non avrebbe più spazio per residenze secondarie».
Vengono inoltre citati, per dire «no», motivi geografici - «Neggio e Vernate appartengono morfologicamente ai Comuni di Pura e Magliaso» - e motivi amministrativi: «Non sono previsti licenziamenti o riduzioni di personale: quali vantaggi porta allora l’aggregazione?». Dal punto di vista dei favorevoli, i due punti si riassumono in una sola parola: «collaborazioni». Anche se «guardano» da un’altra parte, Neggio e Vernate si appoggiano infatti già oggi a Bioggio per l’Ufficio tecnico (Aranno anche per il segretariato), ed è anche questo il motivo per cui non sono previste riduzioni del personale, d’altronde raramente prospettate in questa fase dei processi aggregativi. Inoltre la nuova sede scolastica condivisa, di recente inaugurazione, è stata dimensionata pensando all’aggregazione con Bioggio.
L’occasione privilegiata per parlarne sarà, come detto, lunedì prossimo.

