Ticino

Iniziative casse malati, dopo Pasqua il piano del Governo che (già) non convince

Il Consiglio di Stato ha incontrato la Gestione, presentando a grandi linee come intende attuare le due iniziative sulle casse malati – Delusi PS e Lega – Riget: «Antidemocratico legare il finanziamento all’entrata in vigore» – Piccaluga: «Compromessi a metà non li vogliamo»
Piccaluga e Sirica in un'immagine d'archivio, quando a novembre dello scorso anno incontrarono il Governo, sempre per parlare delle iniziative. ©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
24.03.2026 16:00

Son piccoli passi ma, per utilizzare le parole della co-presidente socialista, «finalmente qualcosa si muove». Sul fronte delle iniziative popolari sulle casse malati approvate nel settembre del 2025 dal popolo, qualcosa si sta effettivamente muovendo. E questa mattina il Governo è stato in audizione dalla Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, dove ha iniziato a delineare i prossimi passi per la concretizzazione della volontà popolare. Un’impostazione che, come vedremo, al momento non convince gli iniziativisti, né il PS né la Lega. E che, dunque, è destinata a far discutere.

Dalle tempistiche ai legami

A spiegare e riassumere quanto presentato dal Consiglio di Stato durante la riunione è stato il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica. Innanzitutto, spiega contattato dal Corriere del Ticino, «sul piano delle tempistiche sono in ritardo rispetto a quanto chiesto dal Parlamento (ndr. ossia di presentare un piano entro la fine di gennaio), ma ci è stato detto che la settimana dopo Pasqua arriverà il loro messaggio». Detto ciò, «pur non entrando nei dettagli, ci hanno spiegato a grandi linee i contenuti del messaggio». Spiegando, ad esempio, «che la prima tappa dell’applicazione avverrà con una visione complessiva. E, dunque, che l’applicazione sarà parziale e proporzionale». Detto in soldoni: se un’iniziativa sarà applicata al 20%, anche l’altra verrà applicata con la medesima proporzione. Il terzo punto spiegato dal Consiglio di Stato, spiega ancora Sirica, «è quello politicamente più rilevante». Concretamente, «pur senza esplicitarlo, hanno spiegato che senza reperibilità finanziaria – nel messaggio saranno contenute anche misure di risparmio e di maggiori entrate per finanziare le proposte – potrebbe cadere tutto». Ossia: senza misure per finanziare le proposte, la loro applicabilità potrebbe venire meno. Un aspetto che, ricordiamo, nelle scorse settimane ha portato la Gestione a valutare la possibilità di rivolgersi a un costituzionalista per capire se un eventuale legame tra l’applicazione delle misure e il loro finanziamento sia effettivamente compatibile con la Costituzione e le leggi. Su questo fronte, conferma infine Sirica, la volontà della Gestione è stata confermata e il mandato per rivolgersi a degli esperti per un parere è praticamente pronto. Questione di settimane.

La contrarietà dei proponenti

L’impostazione presentata dal Governo, come detto all’inizio, non convince il PS, soprattutto riguardo alla possibilità di legare l’attuazione delle proposte alla loro copertura finanziaria. «Finalmente qualcosa si muove», premette la co-presidente del PS, Laura Riget, ricordando che ormai «sono passati 7 mesi dal voto, mentre i premi aumentano e il potere d’acquisto della popolazione è sempre più sotto pressione». Entrando nel merito di quanto presentato dall’Esecutivo, Riget conferma l’apertura dei socialisti su un’applicazione transitoria delle iniziative. «Su questo punto – ricorda – abbiamo sempre detto che siamo pronti a discutere per trovare un compromesso». Ad essere per contro «molto problematico», per Riget, «è la possibilità di voler vincolare il finanziamento delle iniziative alla loro entrata in vigore». Fare ciò, secondo la co-presidente del PS, sarebbe «antidemocratico». Secondo i socialisti, infatti, occorrerebbe fare quanto si sta facendo a livello federale per la 13.esima AVS: «A dicembre i pensionati e le pensionate riceveranno la 13.esima. E nel frattempo la discussione sul finanziamento procede in maniera parallela». Come dire: facciamo entrare in vigore le iniziative sulle casse malati, anche solo parzialmente, e nel frattempo portiamo avanti le trattative, che saranno sicuramente complesse, su come finanziarle. Sia come sia, chiosa Riget, «la priorità del PS è che al più tardi dal 1. gennaio del 2027 vi sia un miglioramento concreto del potere d’acquisto dei cittadini».

Oltre al PS, però, l’impostazione presentata dal Governo non convince nemmeno la Lega dei ticinesi. Il coordinatore Daniele Piccaluga, infatti, è stato netto: «Se il Consiglio di Stato arriva con un progetto chiaro, in cui viene indicato come, quanto ed entro quando l’intera volontà popolare verrà applicata, noi potremmo entrare nel merito. Ma noi compromessi a metà e senza garanzie che quanto voluto dal popolo verrà messo in atto non li vogliamo, non saremo contenti e non li approveremo». In tal senso, per Piccaluga «la volontà popolare non è negoziabile» e «il Consiglio di Stato deve mettere in vigore quanto votato lo scorso settembre».

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