Ticino

Iniziative popolari da applicare e finanze in difficoltà, un nodo da sciogliere

La Commissione gestione e finanze chiederà a un costituzionalista se il Governo può legare l’applicazione di misure votate dal popolo (come quelle sulle casse malati) alla loro finanziabilità – Fabrizio Sirica: «Tema importante per evitare di giocare con i diritti popolari»
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
11.03.2026 06:00

La Commissione gestione e finanze va in pressing sul Consiglio di Stato in merito all’applicazione delle iniziative popolari sulle casse malati votate dai ticinesi nel settembre dello scorso anno. E lo farà, concretamente, incaricando un costituzionalista per dirimere una questione – giuridica, ma sullo sfondo anche parecchio politica – non da poco: può il Governo legare l’applicazione di una proposta votata dal popolo alla sua finanziabilità?

Le premesse

Come noto, già lo scorso novembre, alla luce della votazione popolare il Governo aveva chiarito che l’entrata in vigore delle due iniziative sarebbe potuta – citiamo dal comunicato stampa – «avvenire solo contemporaneamente all’approvazione delle misure di finanziamento». Finanziamento che, va detto, non sarà proprio evidente, visto che le due misure potrebbero costare alle casse cantonali alcune centinaia di milioni di franchi.

Il timore della Gestione, dunque, è che questo legame possa rimandare alle calende greche l’applicazione concreta delle due iniziative. Anche perché è facile intuire che le misure di risparmio che presenterà il Governo per coprire finanziariamente le iniziative non faranno certo l’unanimità in Parlamento. E, di conseguenza, trovare la quadra (da un punto di vista politico) attorno alle misure che presenterà il Consiglio di Stato richiederà parecchio tempo.

Ma ora, appunto, la Gestione vuole chiarire se quel legame sia o meno effettivamente compatibile con la Costituzione. Come riferito al termine della riunione odierna della Commissione dal presidente Fabrizio Sirica, l’organo parlamentare chiederà «un parere a un costituzionalista per capire se l’Esecutivo può subordinare l’applicazione delle iniziative popolari (quelle sulla casse malati, ma anche più in generale) alla loro copertura finanziaria. Oppure se ciò costituirebbe una violazione dei principi costituzionali». E questo perché, come detto, «già nelle sue prime dichiarazioni il Governo aveva spiegato che sarebbe andato in questa direzione».

Senza dimenticare che, aggiunge Sirica, «il Consiglio di Stato non sta rispettando le tempistiche chiesta dal Gran Consiglio» in merito all’applicazione delle due misure votate dal popolo. E questo perché, ricordiamo, nel Preventivo 2026 il Legislativo aveva chiesto all’Esecutivo» di presentare il relativo messaggio entro il 1. febbraio 2026. Tempistica che, appunto, non è stata rispettata. Il Governo, da questo punto di vista, si è sempre limitato a dire che il messaggio sarebbe arrivato durante la primavera di quest’anno.

Sia come sia, ora la Gestione ha come detto intenzione di fare chiarezza. «Un tema importante dal nostro punto di vista – chiosa Sirica – per non rischiare di ‘giocare’ con i diritti popolari».

Concretamente, nelle prossime settimane sarà dunque stilato il mandato. Ma non solo: su questo fronte un primo chiarimento tra Gestione e Governo potrebbe avvenire già il 24 marzo, quando il Consiglio di Stato sarà audizionato dalla Commissione in merito all’iniziativa parlamentare del PS che chiede di applicare almeno parzialmente l’iniziativa sfruttando i soldi che giungeranno quest’anno dalla BNS.

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