Ticino

Iniziative di cassa malati in aula, sarà battaglia sul «premio medio»

Presentati gli emendamenti in vista della discussione in Gran Consiglio – A far discutere sarà il «ritocco» proposto da PLR e Centro per modificare il parametro di calcolo del futuro «tetto» del 10% – Secondo i proponenti sarebbe più aderente alla realtà, per i socialisti servirebbero altri approfondimenti
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
06.06.2026 06:00

Si preannuncia un voto quantomeno intricato la prossima settimana in Gran Consiglio nella discussione che sancirà sulla carta (o meglio, nella legge) le date d’entrata in vigore delle iniziative di cassa malati votate dai ticinesi lo scorso 28 settembre. Intricato, in primis, poiché vi saranno due rapporti «parziali», uno per l’iniziativa della Lega, l’altro per quella del PS. A cui, come noto, andrà ad aggiungersi un terzo rapporto dell’UDC che tenterà di evaderle entrambe in un solo colpo. Ma, soprattutto, sarà un voto ingarbugliato perché sul tavolo del plenum saranno presenti pure diversi emendamenti – undici in totale – che, se approvati, potrebbero fare la differenza.

Senza particolari problemi

Partiamo però dal rapporto che, salvo sorprese, dovrebbe presentare meno «problemi», ossia quello chiamato a evadere l’iniziativa leghista che mira alla deduzione integrale dei premi di cassa malati dalle imposte. La maggioranza composta da PLR, Centro e Lega, tramite il rapporto di Natalia Ferrara (PLR) e Fiorenzo Dadò (Centro), propone essenzialmente l’entrata in vigore dell’iniziativa a partire dal 1. gennaio 2028. Un anno in più di tempo rispetto a quanto inizialmente previsto per permettere a Comuni e Cantone di compensare le entrate fiscali che mancheranno. Sul fronte del finanziamento vengono essenzialmente riprese le misure di risparmio presentate dal Governo: una dozzina di tagli alla spesa per circa 20 milioni di franchi, già a partire dal 2027. E a questi si aggiungerà una misura di competenza del Gran Consiglio (per un milione di franchi) che prevede di rendere più difficile l’accesso agli assegni di famiglia per coloro che hanno preso recentemente domicilio nel nostro cantone. Proprio su questa misura il PS e i Verdi promettono battaglia e hanno presentato due emendamenti per stralciare la misura. Ma, al netto di ciò, i partiti – con il sostegno di PLR, Centro e Lega e probabilmente anche del PS – dovrebbero avere i numeri per far passare il rapporto senza particolari problemi. Come detto, infatti, la questione si potrebbe complicare al momento di discutere il rapporto sulla proposta targata PS.

Questione di metodo

Il rapporto del capogruppo socialista Ivo Durisch (sottoscritto con «riserva» da PLR e Centro) propone essenzialmente quanto segue: sancire l’entrata in vigore dell’iniziativa dal 1. gennaio 2029; un periodo transitorio dal 2027 alla fine del 2028 durante il quale gli attuali sussidi di cassa malati verrebbero potenziati per 38 milioni di franchi a beneficio di circa 8 mila persone. Sul fronte del finanziamento, invece, propone un aumento straordinario dell’aliquota massima dell’imposta cantonale sulla sostanza (+0,5 punti per mille) e un aumento delle tariffe per le operazioni nel Registro fondiario relative ai trapassi a titolo oneroso e alle permute, per un incasso previsto di 5 milioni.

A intricare la discussione sul rapporto dei socialisti sarà però sicuramente un emendamento presentato da capigruppo e presidenti di PLR e Centro: Maurizio Agustoni, Alessandro Speziali, Matteo Quadranti e Fiorenzo Dadò. Emendamento che propone di inserire già oggi nella legge il principio secondo cui, nell’applicare l’iniziativa dal 2029 in poi, venga utilizzato il parametro del «premio medio cantonale» al posto dell’attuale «premio medio di riferimento». Ciò, in soldoni, permetterebbe di abbassare la fattura dell’operazione da 300 milioni a circa 130 milioni poiché, in sintesi, il nuovo parametro è più restrittivo – ma anche più aderente al costo effettivo pagato dai cittadini per i premi – di quello oggi in vigore. Una proposta, evidentemente, voluta anche per rendere più sostenibile dal punto di vista finanziario la proposta. E da sancire sin da subito poiché, spiega il capogruppo liberale radicale Matteo Quadranti, un cambiamento del genere richiederà molti aggiustamenti e dunque «chi sarà chiamato ad applicare quanto votato, per essere pronto dal 2029 dovrà essenzialmente iniziare a lavorarci domani. Ed è quindi importante che già oggi sappia in che direzione lavorare».

Tale emendamento, va poi detto, potrebbe anche determinare il risultato finale del voto. Già, perché come detto PLR e Centro hanno firmato il rapporto socialista con «riserva». E, se l’emendamento in questione non dovesse passare in aula, non è escluso che potrebbero poi togliere il loro sostegno a tutta l’operazione. Ma non solo. Come confermatoci da Quadranti, è anche «probabile» che il PLR (così come faranno Lega e UDC) non sosterrà il decreto presente nel rapporto socialista riguardante l’aumento dell’aliquota massima dell’imposta sulla sostanza. Insomma, quella fonte di finanziamento appare, ora come ora, molto traballante.

Dal canto suo, il capogruppo del Centro, Maurizio Agustoni, in merito al nuovo parametro proposto con l’emendamento, rileva che il ‘vecchio’ sistema, che utilizza un parametro più generoso, «si giustifica poiché quei sussidi sono destinati alle fasce basse e medio basse della popolazione». Ma, «siccome con l’iniziativa si estendono questi aiuti anche alle fasce medio e medio-alte, è chiaro che il parametro va cambiato, considerando ad esempio franchigie più alte o non considerando le assicurazioni infortuni, già pagate dai datori di lavoro». Con un parametro, appunto, più aderente a quanto effettivamente pagano i cittadini. Anche per evitare, aggiunge Agustoni, «situazioni in cui si andrebbe a sussidiare persone con un reddito di 180 mila franchi all’anno». Tutto ciò, evidenzia poi il capogruppo, senza dimenticare che anche con il nuovo parametro «l’importo messo a disposizione, di circa 130 milioni, è comunque significativo e non facilmente sostenibile».

Ma, dunque, per il Centro l’approvazione dell’emendamento è imprescindibile? Su questo fronte, Agustoni non si sbilancia: «L’obiettivo è fare di tutto affinché il Gran Consiglio fissi l’entrata in vigore delle iniziative. Vedremo che cosa succederà con tutti gli emendamenti che sono stati presentati.Ma confido che la maggioranza lavori con spirito costruttivo».

La reazione

Una mossa, quella dell’emendamento di PLR e Centro, che ovviamente è andata di traverso al PS. I socialisti, come spiega il capogruppo Ivo Durisch, si erano sì detti pronti a discutere modifiche tecniche ai parametri per stabilire i sussidi, ma non senza aver prima approfondito le conseguenze concrete di un tale cambiamento. Non a caso, Durisch presenterà a sua volta un emendamento per incaricare il Governo di presentare al Gran Consiglio entro il 31 marzo 2028 «un modello alternativo di potenziamento delle riduzioni dei premi di cassa malati, corredato da uno studio sugli impatti sulle diverse categorie di beneficiari, che consideri gli obiettivi dell’iniziativa popolare ‘per il 10%’ (...) e che possa prevedibilmente avere un costo supplementare per il Cantone, rispetto ai costi attuali, di 130-150 milioni annui». Come dire: c’è apertura a discutere per evitare un costo da 300 milioni ma, appunto, secondo il PSprima occorre fare tutti gli approfondimenti del caso. Anche perché, ribadisce Durisch al Corriere del Ticino, «non considero virtuoso il modello proposto dal Governo e ripreso dall’emendamento di PLR e Centro. Loro (ndr. con l’emendamento) modificano quanto votato dal popolo, senza aver approfondito il possibile impatto e, soprattutto, senza prima valutare e considerare altri modelli più efficaci, pur con lo stesso costo». Con ogni probabilità, chiosa Durisch, il PS sosterrà comunque il rapporto sull’iniziativa leghista «per rispetto della volontà popolare», ma «è un peccato che gli altri non facciano altrettanto con il loro emendamento».

Le altre proposte

Non va poi dimenticato che, detto di questo emendamento «caldo», il plenum ne discuterà molti altri. Uno, di Avanti con Ticino&Lavoro, riguarda il medesimo tema e, al contrario di PLR e Centro, propone di sancire l’utilizzo del «premio medio di riferimento», ossia l’attuale modello, anche per l’implementazione dell’iniziativa al fine di «garantire il pieno rispetto della volontà popolare». Altri due dell’MpS propongono invece l’attuazione di entrambe le iniziative già dal 2027. Oppure un altro, dell’UDC, chiede di stralciare dal rapporto del PS le misure di aumenti di entrate e sostituirle con misure di contenimento della spesa pubblica. Insomma, di carne al fuoco, nel dibattito, non ne mancherà di certo.

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