Iniziative di cassa malati presto in aula, ma non tutti i nodi sono sciolti

I rapporti per sancire nero su bianco l’entrata in vigore delle iniziative popolari sulle casse malati votate dai ticinesi lo scorso anno sono pronti ad approdare in Gran Consiglio. Oggi, in Commissione gestione e finanze i «fronti» hanno sottoscritto le rispettive proposte: una per evadere l’iniziativa della Lega, che chiede la deducibilità integrale dei premi dalle imposte; un’altra per evadere parzialmente l’iniziativa del PS, la quale chiede che il premio di cassa malati non superi il 10% del reddito; e, infine, una «terza via» presentata dall’UDC per far entrare in vigore da subito entrambe le iniziative.
Ora, come vedremo, rispetto a quanto aveva prospettato il Consiglio di Stato per l’applicazione delle due iniziative, i partiti hanno proposto alcuni ritocchi e novità. Ma non solo: è pure probabile, soprattutto per quanto concerne l’iniziativa del PS, che (come spiegato qui la scorsa settimana) tramite emendamenti la maggioranza apporterà ancora alcuni correttivi alla manovra. Sulla versione finale, dunque, ci si conterà direttamente in aula.
Il testo leghista
Ma andiamo con ordine, spiegando in primis quanto previsto per l’applicazione dell’iniziativa popolare della Lega. Essa chiedeva di poter dedurre dalle imposte i premi di cassa malati fino a 18.000 franchi per i coniugi e 9.000 franchi per i single. Il Governo, dal canto suo, aveva proposto una fase transitoria, aumentando dal 2027 tali soglie da 5.500 a 6.500 franchi per i single e da 10.900 a 13.000 per i coniugati, per poi prevedere l’entrata in vigore completa dal 2029.
La maggioranza della Commissione, invece, con il rapporto di Natalia Ferrara (PLR) e Fiorenzo Dadò (Centro), sottoscritto anche dalla stessa Lega, prevede l’entrata in vigore completa dell’iniziativa (così come votata dal popolo, senza fasi transitorie) dal 2028. E questo, come spiegatoci da Ferrara, per «permettere al Cantone e ai Comuni di trovare le risorse necessarie» per compensare le entrate fiscali che mancheranno. Si stima, infatti, che verrà a mancare una cinquantina di milioni al Cantone e altrettanti agli Enti locali. Proprio per quanto riguarda i tagli alla spesa per compensare le minori entrate, nel rapporto (per la parte cantonale) si propone in sostanza di aderire alle misure proposte dal Governo già dal 2027, ad eccezione dei provvedimenti legati ad aumenti di imposte (che vengono invece ripresi nell’altro rapporto per finanziare la proposta del PS). Tra i tagli, ricordiamo, figurano ad esempio 5 milioni di franchi di riduzione dei contributi per il trasporto pubblico, 5,5 milioni di contributi per l’USI, oppure la riduzione di 1,5 milioni nel settore dei rifugiati e altrettanti per il settore dei disabili. Per un totale di una ventina di milioni. È dunque ovvio che per compensare il costo complessivo di 50 milioni saranno necessari, da qui al 2028, altri tagli alla spesa.
Il testo socialista
Arriviamo quindi all’attuazione dell’iniziativa del PS. Il rapporto del capogruppo del PS, Ivo Durisch, propone (come fatto dal Governo) una fase transitoria dal 2027 al 2029, durante la quale verranno potenziati gli attuali sussidi di cassa malati, aumentando i beneficiari di circa 8 mila persone. A differenza dell’Esecutivo, però, il rapporto del PS mette nero su bianco l’entrata in vigore completa dell’iniziativa (come votata dal popolo) dal 1. gennaio 2029. Detto altrimenti: viene posta una data certa in cui verrà applicata. Ad ogni modo, in questa fase non viene però ancora chiarita la portata complessiva dell’iniziativa. Come noto, infatti, il Governo ha proposto un nuovo metodo di calcolo dei sussidi che permetterebbe di abbassare la «fattura» totale da 300 milioni a 130 milioni, utilizzando un nuovo parametro: il premio medio effettivo al posto del premio medio di riferimento. Al netto dei tecnicismi, il PS nel rapporto si dice aperto a valutare correttivi di questo tipo, ma a due condizioni: garantire un significativo allargamento del sostegno al ceto medio e soddisfare in larga misura gli obiettivi sostanziali dell’iniziativa popolare. E in ogni caso, prima di fare questi ragionamenti, i socialisti chiedono di avere simulazioni concrete per capire come il nuovo metodo di calcolo impatterebbe sui beneficiari dei sussidi.
Riguardo al finanziamento, poi, il PS per la fase transitoria riprende quanto proposto dal Governo: l’aumento dell’aliquota massima cantonale dell’imposta sulla sostanzadall’attuale 2,5‰ al 3‰; l’aumento delle tasse sulle tariffe per le operazioni nel Registro fondiario; un’ottimizzazione delle entrate dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Per il finanziamento a regime, dal 2029, i socialisti si dicono – citiamo dal rapporto di Ivo Durisch – disponibili «a lavorare in modo simmetrico tanto sul fronte delle entrate quanto su quello delle uscite (...), senza esprimere per ora posizioni preconcette su quali specifiche misure e su quale ripartizione esatta tra entrate e uscite adottare».
Oltre alle proposte dei partiti di Governo, oggi l’UDC ha pure firmato il proprio rapporto (relatore il capogruppo Alain Bühler) che prevede, in estrema sintesi, l’entrata in vigore di entrambe le iniziative già dal 2027 con una proposta di contenimento strutturale della spesa pubblica cantonale, senza aumenti d’imposta, per finanziare tutto il «pacchetto».
L’incastro fra partiti
Come visto, dunque, tutte le proposte sono ora sul tavolo. Ma, va detto, la partita non è ancora completamente chiusa. Se da una parte il rapporto di Ferrara e Dadò sull’iniziativa fiscale di via Monte Boglia ha il sostegno di PLR, Centro e Lega (ed è stato sottoscritto con riserva pure dal PS) e dovrebbe quindi avere i numeri per passare in aula, dall’altra il rapporto per attuare l’iniziativa socialista è stato sottoscritto con riserva da diversi partiti. Partiti che potrebbero poi decidere solo al momento del voto finale il loro sostegno, in base anche a eventuali correttivi apportati tramite emendamenti. Ad esempio, si potrebbe già chiarire l’utilizzo del premio medio effettivo, che come detto abbasserebbe la fattura a circa 130 milioni. In tal senso, Ferrara ha spiegato che il punto, per il PLR, «non sono solo i potenziali 300 milioni, ma anche il fatto che l’iniziativa deve aiutare chi ne ha davvero bisogno», evitando di allargare la cerchia dei sussidiati a chi non ne necessita. E in questo senso, appunto, il premio medio effettivo andrebbe nella giusta direzione. Ma, come detto, su queste questioni tanto tecniche quanto importanti ci si conterà solo al momento del voto finale.

