Inseguimento e scontro con la polizia sull'A2: «Agenti sempre più in pericolo»

Più protezione per gli agenti e strumenti adeguati a una professione sempre più complessa. È l’appello del sindacato OCST Funzionari di Polizia dopo l'incidente avvenuto giovedì sera sull’A2, in cui sono rimasti feriti due agenti della Polizia cantonale. Il sindacato esprime loro e alle famiglie «sincera vicinanza», con l’augurio di una pronta guarigione.
Lo scontro nella galleria
L’incidente è avvenuto nella galleria della Piumogna, dopo che il conducente di un’auto in fuga aveva percorso per una decina di chilometri l’autostrada contromano e forzato un posto di blocco. La vettura si è scontrata frontalmente con una pattuglia. I due agenti hanno riportato ferite di una certa gravità; il conducente, un 58enne domiciliato nel Canton Zurigo, ferite di media gravità.
E c'è stato anche un altro episodio nella notte in Ticino. Poco dopo le 4, infatti, una pattuglia della Polizia cantonale che stava circolando in direzione nord sull'autostrada, all'altezza della galleria di San Nicolao, ha notato un'auto, poi risultata rubata, che procedeva a velocità elevata sulla corsia di sorpasso, nonostante il semaforo rosso. Il conducente, di fronte alle intimazioni degli agenti, non si è fermato e ha proseguito la sua corsa. Poco dopo la galleria di Collina d'Oro, l'auto in fuga ha tamponato un veicolo che circolava regolarmente. Il conducente è fuggito a piedi.
Il precedente di Leontica
L’OCST richiama anche quanto accaduto lo scorso luglio a Leontica. Dopo avere sparato e ucciso la ex moglie a Faido, un cittadino svizzero di 59 anni si è dato alla fuga. La Polizia cantonale è intervenuta a Leontica in un'abitazione di proprietà del fratello del sospettato, dopo la segnalazione di colpi d'arma da fuoco. Lì, la trappola esplosiva: al momento dell'irruzione c'è stata un'esplosione che ha distrutto l'edificio, ferendo in modo non grave tre agenti.
Sono due episodi diversi, osserva il sindacato, ma entrambi richiamano i rischi — spesso imprevedibili — della professione. Una realtà che, secondo l’OCST, impone una riflessione sulla sicurezza degli agenti, sulla formazione e sugli strumenti a loro disposizione.
«Adeguare gli strumenti»
Il sindacato sostiene le proposte volte a rafforzare la tutela penale delle forze dell’ordine, anche attraverso pene più severe per chi ne minaccia intenzionalmente l’incolumità. Considera inoltre positivo il voto parlamentare su una mozione che propone di estendere da 24 a 48 ore la durata dell’arresto provvisorio di polizia. «Occorre adeguare gli strumenti a disposizione della polizia a una realtà sempre più complessa», afferma.
Il tema sarà affrontato anche durante l’assemblea dell’OCST Funzionari di Polizia, in programma il 26 novembre, con le testimonianze di alcuni agenti e dei loro familiari. «Dietro ogni divisa c’è una persona, una famiglia e qualcuno che aspetta il suo ritorno a casa», ricorda il sindacato.


