Insoddisfatti, alcuni deputati incontreranno il medico licenziato

Non sono per niente soddisfatti, alcuni deputati di diversi partiti, delle risposte fornite dal Consiglio di Stato sulla vicenda del caposervizio responsabile della chirurgia della mano all’Ospedale Civico e Italiano. Il quale, ricordiamo, aveva segnalato in un rapporto lacune nella presa a carico dei pazienti. Caposervizio che, nel frattempo, è stato licenziato dall’EOC. La vicenda era emersa nel maggio dello scorso anno e aveva portato alla presentazione, da parte di diversi deputati, di alcuni atti parlamentari per chiarire la situazione. Le risposte del Governo alle due ultime interrogazioni, risalenti a giugno e luglio 2025 (primo firmatario Marco Noi dei Verdi), sono infatti giunte a maggio di quest’anno. Ma, come detto, non hanno soddisfatto i deputati. Tanto che, mercoledì, lo stesso Marco Noi (assieme ai colleghi Ambrosetti, Beretta-Piccoli, Buzzi, Merlo, Ostinelli, Petralli, Pronzini, Quadranti e Savary) ha inoltrato all’Esecutivo un’altra interrogazione.
Nell’atto parlamentare vengono innanzitutto riportate le risposte del Governo. Ad esempio, quelle in cui l’Esecutivo spiega di non ravvisare – visti gli approfondimenti svolti da EOC e le verifiche compiute dall’autorità sanitaria cantonale – «elementi nuovi che impongono ulteriori analisi, da affidare ad esperti esterni». Secondo il Governo, dunque, l’audit indipendente auspicato in un’altra interrogazione non si giustificherebbe visti gli accertamenti già svolti. E a tal proposito il Governo spiega pure che a seguito dell’indagine interna (commissionata da EOC e affidata a un’avvocata esperta di queste situazioni) «l’EOC ha adottato misure sanzionatorie nei confronti di alcuni collaboratori e provveduto a dare avvio a un piano d’azione per implementare le raccomandazioni dell’incaricata». Come dire: senza entrare nei dettagli di tutte le risposte, per il Governo la situazione è stata sanata.
Non la pensano così, come detto, i deputati che hanno nuovamente interrogato l’Esecutivo. «Spiace molto doverlo dire – si legge nelle considerazioni degli interroganti –, ma leggendo tutto ciò che il Consiglio di Stato scrive, si trae purtroppo la sgradevole impressione che esso o si accontenti di poco o nasconda molto di più di quello che voglia rivelare». I deputati lamentano ad esempio il fatto che il Governo, nello svolgere le sue verifiche, non abbia sentito direttamente il medico licenziato, ma pure, più in generale, una «mancanza di volontà politica del Consiglio di Stato di esercitare appieno il proprio ruolo di autorità di vigilanza». Al Governo, in estrema sintesi, secondo gli interroganti è mancata la necessaria equidistanza. Motivo per cui, «a fronte della chiara mancanza di volontà politica del Consiglio di Stato di svolgere un’indagine veramente equidistante e oggettiva sull’intera situazione», i firmatari dell’interrogazione «non vedono altra soluzione che prendere il lead dell’inchiesta, proponendosi quali interlocutori per tutte quelle persone (ex dipendenti, attuali dipendenti EOC e potenziali vittime) che con l’audit commissionato dalla direzione EOC non ritengono per niente sistemata e chiusa l’intera faccenda». Insomma, come spiegato al Corriere del Ticino da Marco Noi, l’intenzione dei deputati, «che come tali abbiamo un obbligo di vigilanza, è di sentire le persone che sono state escluse da questo audit». Compreso, va da sé, il medico licenziato, «il quale si è già detto disponibile a incontrarci».

