Ticino

La pensione di Claudio Zali al centro di in un'interpellanza

Le domande dell'MpS al Governo sul calcolo del vitalizio dal 1. ottobre e sulle conseguenze del prelievo previdenziale di 700 mila franchi nel 2015 – Tra le domande anche quella sul «piccolo dono» previsto per i consiglieri uscenti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
25.09.2026 18:10

Il prelievo previdenziale di circa 700 mila franchi effettuato da Claudio Zali per finanziare la sua abitazione primaria torna all’attenzione del Gran Consiglio. Giuseppe Sergi, deputato del Movimento per il socialismo (MpS), ha presentato al Consiglio di Stato un'interpellanza dal titolo «Claudio Zali e i suoi destini pensionistici», cofirmata da Matteo Pronzini.

L’atto torna su una vicenda che risale al 2015-2016. Il 27 novembre 2015 Zali presentò all’IPCT una domanda di prelievo anticipato per circa 700 mila franchi; il 2 dicembre il Consiglio di Stato autorizzò un prelievo di 700 mila franchi. Il denaro era destinato al finanziamento dell’abitazione primaria. Il caso era stato segnalato in Procura dal deputato dell’MpS Matteo Pronzini, il quale aveva ravvisato un potenziale abuso di autorità nell’agire del direttore del Dipartimento del territorio. Nel 2019, il procuratore generale Andrea Pagani ha emesso un decreto di non luogo a procedere.

Il vitalizio di Zali

Il nodo che Sergi e Pronzini sottopongono ora al Governo riguarda il calcolo del vitalizio che Zali dovrebbe ricevere dal 1. ottobre 2026, dopo l’uscita dal Consiglio di Stato. Nella loro ricostruzione, al passaggio dal Tribunale d’appello all’Esecutivo i contributi previdenziali versati da Zali sarebbero stati incamerati dallo Stato e gli anni di servizio cantonale precedenti all’elezione sarebbero stati conteggiati ai fini del vitalizio. Gli interpellanti sostengono che, con il sistema allora in vigore, Zali avesse raggiunto fin dal primo giorno in Governo il massimo del vitalizio senza versare contributi pensionistici durante il mandato.

Il Consiglio di Stato ha omaggiato Claudio Zali?

Sergi e Pronzini chiedono inoltre se il Governo abbia davvero omaggiato Zali con il «piccolo dono», non soggetto a imposta, previsto da una risoluzione del 2024 e, in caso affermativo, in cosa consista. Subito dopo interrogano l’Esecutivo su una Tesla bianca: Zali l’avrebbe avuta a disposizione durante il mandato, a differenza degli altri consiglieri di Stato e – secondo gli interpellanti – senza base legale. L’auto, chiedono, è stata restituita allo Stato? Le altre quattro domande riguardano il vitalizio: quale salario annuo venga preso a riferimento, chi abbia calcolato la rendita spettante a Zali, quale riduzione abbia comportato il prelievo dei 700 mila franchi e quali effetti abbia avuto sul periodo assicurativo la modifica del 2020 della previdenza dei membri dell’Esecutivo.

Il «tesoretto» che non c'è

La questione previdenziale di Claudio Zali era stata sollevata anche durante la conferenza stampa del Consiglio di Stato sulla sua permanenza in carica fino al 30 settembre. Rispondendo a una domanda, il cancelliere Arnoldo Coduri aveva affermato che lasciare un mese prima non avrebbe cambiato la pensione di Zali, poiché — secondo la sua ricostruzione — aveva già acquisito i relativi diritti grazie alla precedente attività di magistrato. L’uscita anticipata (all'inizio di settembre, quando gli sono state tolte le competenze sul Dipartimento del territorio, ndr.), aveva aggiunto Coduri, avrebbe forse permesso al Cantone di risparmiare «qualche franco» sul contributo sostitutivo AVS.

In questo articolo: