Sotto la lente

La solidità della rete idrica presto estesa anche a Claro

La captazione sotterranea dell’acquedotto intercomunale ha permesso di far fronte alla siccità estiva – Mauro Minotti: «Un’opera fondamentale» – A breve luce verde del Cantone ai lavori per collegare anche il quartiere a nord
Tre pozzi verticali permettono di prelevare giornalmente migliaia di litri di acqua di falda. © CdT/Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
21.09.2026 06:00

Eccoli: gli ultimi scampoli di estate sono qui. Anzi, forse, sono già alle nostre spalle. E se la grande lotta con la canicola riprenderà - con ogni probabilità - l’anno prossimo, non si può che fare tesoro, ora, di quanto appreso nel corso del periodo di estrema siccità. A Bellinzona, come altrove, la stagione calda ha mostrato per l’ennesima volta quanto sia importante poter contare su una rete idrica solida. «Siamo estremamente soddisfatti», ci spiega Mauro Minotti, capodicastero Sicurezza e servizi industriali: «L’acquedotto intercomunale ci ha permesso di superare la crisi».

Realizzata nel 2018, l’opera consente - grazie a tre pozzi verticali - di prelevare acqua di falda, a 25 metri di profondità, dalla zona di riserva idrica di Gorduno-Gnosca: fino a 16 mila metri cubi al giorno passano in chilometri e chilometri di condotte per raggiungere i serbatoi principali dei vari quartieri. Dal 2022, questa può contare sul supporto complementare dell’acquedotto della Valle Morobbia che, raccogliendo acqua sorgiva nell’area, da Giubiasco si immette nella medesima rete. «Senza questi collegamenti quest’estate sarebbe stata molto più difficile», evidenzia il municipale. «Le sorgenti sulle quali contiamo solitamente risultavano prosciugate e avevano una portata di pochissimi litri. La captazione sotterranea ci ha permesso di ovviare a questi problemi fornendo acqua a tutti in maniera sufficiente». L’obiettivo, ora, è completare i lavori di connessione.

Unire i puntini

Claro, in particolare, rimane al momento isolata dalla rete intercomunale e costretta a fare affidamento sull’acqua di sorgente. Non a caso, ammette Minotti, il quartiere ha dovuto fare fronte a qualche difficoltà in più degli altri nell’utilizzo giornaliero di acqua e nella gestione delle riserve.

Il Municipio punta, con i lavori di collegamento per Claro, a risolvere alcuni grattacapi idrici riscontrati anche sull’altra sponda del Ticino, a Preonzo e Moleno, dove dei filtri sono già stati installati per combattere il ripetuto intorbidimento, a causa di temporali, delle acque provenienti dai riali. Ma per l’avvio delle opere bisognerà superare un ultimo scoglio: ottenere l’autorizzazione cantonale per la realizzazione di una camera di derivazione tra Preonzo e Claro, in zona rossa. Passata attentamente al vaglio, la domanda di costruzione in un’area sensibile dovrebbe essere approvata, da nostre informazioni, nei prossimi giorni, con un avvio dei lavori fra novembre e dicembre.

Occorre parsimonia

Il successo dell’acquedotto intercomunale non va tuttavia interpretato come un lasciapassare agli sprechi. Piscine piene e giardini anche troppo verdi hanno convinto il Municipio a correre ai ripari con una campagna di sensibilizzazione: «Quest’estate, in alcuni periodi, i consumi hanno raggiunto livelli molto superiori alla media, a volte raddoppiando i consueti 200 litri al giorno per abitante. Una tendenza osservata un po’ in tutti i quartieri. Fortunatamente gli inviti alla parsimonia sono stati generalmente accolti», conclude Minotti.