"La TV, un sogno che si avvera"

Federico Soldati alla RSI come presentatore del Rompiscatole: intervista
Fabrizio Coli
21.08.2013 08:56

LUGANO - Venticinque anni e una carriera già affermata come mentalista, esperto di quella branca dell?illusionismo che, lavorando con raffinatezza sulla psiche del pubblico, emoziona gli spettatori con numeri che hanno quasi del paranormale. Federico Soldati ormai è un personaggio molto conosciuto, di sicuro dopo il successo ottenuto nel 2012 al programma Italia?s Got Talent, dove arrivò in finale, e dove la sua puntata fece qualcosa come 8 milioni di spettatori. Ora per il giovane ticinese, impegnato anche a terminare gli studi in legge a Lucerna, sta per cominciare una nuova avventura, quella di presentatore televisivo. Dal 2 settembre lo vedremo infatti sulla RSI nel ruolo di conduttore del quiz il Rompiscatole.Federico Soldati, come nasce questa nuova avventura?«Sono tanti anni che ho il sogno nel cassetto di poter presentare un programma televisivo. In diverse occasioni ho anche partecipato a dei provini per la RSI. Dopo Pasqua mi è stato proposto di partecipare ai provini del Rompiscatole perché cercavano un nuovo presentatore. Alcuni mesi  più tardi ho ricevuto la lieta notizia. Dopo parecchi anni di tentativi alla fine, chi l'ha dura la vince».Chi ti ha preceduto è un personaggio molto noto e amato dal pubblico, Matteo Pelli, ora passato a Radio 3i.«Questo da un lato un poco mi spaventa. Matteo Pelli però è un mio carissimo amico, ci vediamo molto spesso anche in privato. Il fatto che io prenda il ruolo che era suo prima del passaggio a Radio 3i è una coincidenza e Matteo stesso è molto felice per questa mia nuova avventura. Mi ha dato anche diversi consigli! Sicuramente ci sarà un cambiamento di stile per quanto riguarda il modo di presentare. Lui in televisione ci è nato, la sua facilità, la sua naturalezza, non saranno facili da ottenere. Io, che sono alla prima esperienza in Tv, arrivo invece dal mondo dello spettacolo, dell?intrattenimento. Ho un modo di presentare che sicuramente è più legato al teatro. Dovrò abituarmi al mezzo televisivo dunque. Però cercherò di fare dei miei timori la mia arma vincente. Non so come mai, ma quando sono da solo tendo a sentirmi più vulnerabile, mentre quando sono di fronte a tanta gente, che sia il pubblico degli spettacoli o quello che può stare davanti alla televisione, mi sento più efficace, sento di dover dare un risultato, mi sento, positivamente, sotto pressione. Quindi sapere di essere in Tv, con della gente che guarda da casa e dove ho delle responsabilità, stranamente mi tranquilizza».Nel programma ci saranno spazi anche per momenti di mentalismo?«Inizialmente non sono previsti numeri di magia o mentalismo. Primo perché si tratta di un quiz della durata di sette minuti, che non sono molti. E poi, essendo la mia prima esperienza televisiva, soprattutto all?inizio per me sarà prioritario concentrarmi sul ruolo di presentatore, sulle regole del gioco e sull?empatia col pubblico che seguirà da casa. Più in là, quando avrò preso il ritmo, è probabile che si aggiungeranno però anche degli inserti magici».

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