Sotto la lente

La Valle di Blenio diventa rosa: il mondo scopre le sue bellezze

La tappa regina del Giro d’Italia transiterà anche dal distretto: abbiamo tastato il polso agli addetti ai lavori - Gardenghi (sindaca di Acquarossa): «Grande occasione» - Milani (Nara):«Prove di destagionalizzazione? La neve resta vitale»
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Regazzi
Valentina Regazzi
27.04.2026 06:00

Martedì 26 maggio droni ed elicotteri sorvoleranno la Valle di Blenio, mostrando a 650 milioni di telespettatori le meraviglie che fanno da sfondo alla tappa ticinese del Giro d’Italia, dal massiccio dell’Adula, la montagna più alta del Ticino, alla catena in cima della Greina. Gli appassionati potranno salire gratuitamente grazie alla seggiovia del Nara, trascorrere qualche ora in montagna, magari pranzando in alta quota, per poi scendere con calma e godersi la gara che, in valle, prevede un circuito con due salite. Una giornata di grande sport e di festa per tutta la popolazione che, secondo Michela Gardenghi, la sindaca di Acquarossa interpellata dal CdT, rappresenta un’occasione unica per mostrare ai visitatori la rara bellezza del territorio. Per Matteo Milani, presidente degli Amici del Nara, il passaggio della carovana rosa conferma l’impegno di una regione che ha scelto di mettersi in gioco, con volontà ed orgoglio, sfruttando la possibilità di rafforzare il turismo estivo, pensato come completamento, e non alternativa, a quello invernale.

Una meta ideale per il ciclismo

«Da diverse settimane collaboriamo nell’organizzazione della tappa. Possiamo dirci onorati che una manifestazione di rilevanza internazionale passi sulle nostre strade - racconta la sindaca Michela Gardenghi -. Desideriamo mostrare al pubblico ciò che siamo davvero: la nostra regione è contraddistinta da una ricchezza di opportunità, si vive bene, si lavora bene ed è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici». La Valle del Sole intende proporsi agli spettatori del Giro come destinazione ideale per il ciclismo. È la stessa sindaca a sottolineare come la corsa rosa parli esattamente al bacino di visitatori che può essere interessato a fruire della montagna lungo tutto l’arco dell’anno. La regione sul fronte del turismo della bella stagione risulta già all’avanguardia: «L’offerta della mountain bike è già strutturata e ben consolidata. Nell’area del Nara, ad esempio, abbiamo discese e tracciati di buon livello, inclusa una pista molto conosciuta come la ‘Black wood line’, oltre a numerosi altri tracciati - riferisce Matteo Milani -. È un territorio ideale sia per chi pratica la bici a livello amatoriale, sia per chi cerca percorsi più tecnici e impegnativi».

L’inverno continua ad attirare

A questo si aggiunge un nuovo progetto: un collegamento che partirà da Campra e arriverà fino all’Alpe di Nara, lungo circa 9 chilometri, prevalentemente in quota e pensato proprio per il rampichino. «L’estate va ad affiancare l’inverno, permettendo una stagione più lunga e diversificata, - sottolinea Milani -. Tuttavia la destagionalizzazione non è la soluzione a tutti i problemi: può essere un supporto importante, ma non è sufficiente, da sola, a garantire la sopravvivenza degli impianti sciistici». La neve, infatti, continua ad attirare una clientela fedele e ben definita, senza la necessità di grandi campagne promozionali, costituendo una fonte di reddito significativo per il territorio. L’obiettivo resta, dunque, quello di assicurare condizioni adeguate affinché questa attrattiva possa essere mantenuta, ad esempio con l’innevamento programmato, su cui molte stazioni in Europa hanno investito per poter essere operative anche con temperature meno rigide rispetto al passato.

Negli anni un ritorno economico

Se la strategia mira ad affiancare nuove prospettive, il passaggio del Giro si inserisce come occasione ideale per dare frutto a questa visione. Un’occasione che il Comune ha scelto di non lasciarsi sfuggire, nonostante lo sforzo richiesto, anche sul piano finanziario, per una realtà di piccole dimensioni. La convinzione è che tale vetrina possa generare un ritorno economico sull’arco dei prossimi 5-10 anni. «La valle si è attivata per valorizzarsi e creare un contorno adeguato a una manifestazione di richiamo internazionale. Va riconosciuto l’impegno di chi si è speso per organizzare ciò che ruota attorno alla corsa», riferisce Milani.

La gara italiana è la seconda al mondo per importanza e coinvolge un numero significativo di ciclisti amatoriali che arrivano con alcuni giorni di anticipo per provare la tappa, oltre a molti altri che si spostano in camper. Mentre gli aspetti legati alla sicurezza restano in mano all’organizzazione generale, ai Comuni viene richiesto un supporto più specifico per tutto ciò che riguarda l’area adiacente al percorso. In questo senso Acquarossa si sta muovendo con l’Ufficio tecnico e i pompieri. Per affrontare le criticità della quotidianità, in particolare l’accesso alle sedi scolastiche, gli istituti hanno previsto un pranzo comunitario in sede, con il successivo spostamento di allievi e docenti verso alcuni punti del percorso. «Siamo consapevoli dei possibili inconvenienti che la chiusura, per più ore, delle strade può generare per la popolazione e le imprese. - Sottolinea la sindaca Gardenghi - Confidiamo, però, nella comprensione di tutti di fronte ad un evento dalla portata eccezionale». L’augurio, quindi, è quello di vivere giornate di festa, accompagnate da diversi eventi collaterali.

Ad Acquarossa sono in calendario tre giornate di animazioni dal 24 al 26 maggio, mentre martedì 26 maggio iniziative con musica, ristorazione e maxischermo si terranno a Leontica, a Torre e al Nara, dove la seggiovia sarà in funzione. Info sul sito www.bellinzona-cari26.ch.

La tappa: si salirà fino a Carì, l’Alpe d’Huez ticinese

Ben 3.000 metri di dislivello in appena 113 chilometri. La sua collocazione, all’inizio dell’ultima settimana di gara, la rende una delle tappe più difficili della corsa. I corridori partiranno da piazza Collegiata, si trasferiranno poi a Castione, il «chilometro zero». Dopo la salita fino a Biasca, i ciclisti si immetteranno nella Valle del Sole. Qui si svilupperà un circuito, da percorrere due volte, per un totale di quattro Gran premi della montagna. La prima ascesa di terza categoria, 5,3 km per 300 metri di dislivello, da Dongio a Torre. La seconda, di seconda categoria, si gioca su altri 300 metri di dislivello che conducono a Leontica. Uscita dalla Valle di Blenio ci si immette in Leventina, culminando con la durissima ascesa verso Carì. 

La mappa — (da www.giroditalia.it)
La mappa — (da www.giroditalia.it)
L'altimetria — (da www.giroditalia.it)
L'altimetria — (da www.giroditalia.it)
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