L'ex docente verso la scarcerazione, in attesa del processo del 18 gennaio

Il processo verrà celebrato di fronte alla Corte delle Assise criminali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, il 18 gennaio prossimo. Ma in attesa di comparire in aula penale, il 37.enne ticinese ex docente delle scuole Medie di Giubiasco - in carcere dal 17 marzo scorso con l’accusa di aver abusato di due allieve di età inferiore ai 16 anni - potrebbe tornare in libertà. È quanto ha prospettato mercoledì alle parti il Giudice dei provvedimenti coercitivi, a condizione che vengano adottate delle misure sostitutive dell’arresto. Tra queste - come riferito dalla RSI - vi è il versamento di una cauzione, il divieto di avvicinarsi alle adolescenti al centro delle sue attenzioni malsane e, in generale, a luoghi frequentati da minorenni. Ciò significa, salvo clamorose sorprese, che dunque potrebbero prestissimo spalancarsi le porte della prigione dopo quasi nove mesi di detenzione. L’insegnante, ricordiamo, deve rispondere dei reati di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute e messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo di licenza. Titolare della delicata inchiesta è la procuratrice pubblica Valentina Tuoni.
L’opposizione e la decisione
Il 37.enne un mese fa si era opposto alla carcerazione di sicurezza, chiesta dalla Procura, rivolgendosi alla Corte dei reclami penali. La quale ha pertanto chiesto al Giudice dei provvedimenti coercitivi ulteriori approfondimenti, in primis sul pericolo di recidiva. Ieri è giunta la decisione, ovvero la possibilità concreta che l’ex docente possa lasciare il carcere in attesa del dibattimento che si terrà fra poco più di due mesi.
I fatti sono stati commessi dall’autunno del 2024 al marzo 2026, quindi al momento in cui sono scattate le manette, perlopiù nell’automobile dell’uomo. In alcune occasioni ci sarebbe inoltre stato del consumo di alcool, con l’insegnante che avrebbe offerto delle bevande alle alunne. Con quale scopo? Una delle tante domande che, in aula penale, dovrebbero ottenere le risposte che non solo gli inquirenti aspettano da mesi.