L'idea

L’ex piscina di Bignasco si tinge di verde

Per motivi di sicurezza il Municipio di Cevio è intenzionato a riempire la vasca della struttura dismessa da tempo – «Verrà finalmente restituita alla collettività un’area pregiata la cui futura destinazione sarà oggetto di ampia riflessione»
La struttura balneare è chiusa ormai dal 2020.
Spartaco De Bernardi
24.09.2026 06:00

Demolizione dei cordoli perimetrali, riempimento della vasca, rinverdimento della superficie ed eliminazione delle recinzioni che delimitano l’area. Questi i lavori che il Municipio di Cevio è intenzionato ad eseguire affinché possa esser «finalmente restituita alla collettività un’area comunale pregiata». E questo entro la prossima estate, recita il bollettino informativo che l’Esecutivo guidato dalla sindaca Wanda Dadò ha distribuito ieri a tutti i fuochi del Comune dell’Alta Vallemaggia. Chiusa dal 2020, la struttura balneare dovrebbe essere sottoposta a una completa ristrutturazione per poter tornare ad accogliere il pubblico.

Riapertura scartata

Mantenere in esercizio la struttura realizzata nel 1974, rammenta ancora il Municipio, avrebbe richiesto investimenti troppo onerosi per le finanze comunali. Da qui la decisione di non riaprirla. «Mantenere l’area dell’ex piscina nella situazione attuale, significherebbe conservare una grande infrastruttura inutilizzata e in progressivo degrado, senza alcuna prospettiva realistica di riattivazione», si legge nel bollettino informativo che tocca poi la questione della sicurezza. Il rischio che qualcuno, scavalcando le recinzioni, cada nella vasca vuota è tutt’altro che remoto con le conseguenti responsabilità del Comune. «Attendere la realizzazione del Lido Alpino (con due piscine coperte, un piccolo centro benessere e spazi dedicati alla ristorazione, ndr.) significherebbe rimandare una decisione che, di fatto, è già stata presa nel 2020», ribadisce l’Esecutivo di Cevio. Da qui l’idea, concretizzata con la presentazione di una domanda di costruzione, di riempire la vasca, rinverdire la superficie e smantellare la recinzione. L’obiettivo è quello di liberare uno spazio oggi inutilizzato occupato da una struttura ritenuta non più recuperabile, creando le condizioni per una sua futura riqualifica.

Riflessione comune

La prevista sistemazione a verde, precisa l’Esecutivo, rappresenta solo la prima fase del progetto e non pregiudica la destinazione futura dell’area che sarà oggetto di una riflessione più ampia. Riflessione nella quale sono già stati coinvolti i gruppi politici con lo scopo di raccogliere idee condivise con l’obiettivo di «sviluppare un’area attrattiva, fruibile e utile alla popolazione».