Locarno, spettatori in aumento grazie ai film nelle sale

Come sta andando Locarno79? Nel bilancio provvisorio non si parla di record, ma i numeri sono in crescita: nella prima settimana, considerando tutte le sedi del Festival, gli spettatori sono aumentati dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. È un dato, ovviamente, intermedio, ma che consente già di tracciare una linea positiva, anche in un’edizione segnata dalla canicola.
«Quel +1,6% è sicuramente positivo. Ma si tratta di una cifra e bisogna interpretarla come tale», commenta con il CdT il direttore generale Raphaël Brunschwig. Il dato, aggiunge, va considerato alla luce della riduzione della capienza di piazza Grande.
Meno posti in piazza
La crescita è diffusa tra le varie sedi del Festival, che un comunicato ufficiale definisce «venue». Piazza Grande registra una lieve flessione, spiegata con il caldo e la «scelta strategica» di rivedere la capienza «per garantire i più elevati standard di sicurezza e il massimo comfort per il pubblico». Questo significa che gli spettatori potenziali complessivi di piazza Grande sono inferiori rispetto agli anni precedenti. Inoltre, è precisato, è stato rafforzato il controllo degli ingressi «per assicurare a tutti gli ospiti un'esperienza ottimale, evitando il ripetersi di situazioni verificatesi in passato».
La leggera flessione alla proiezione serale sotto le stelle è comunque compensata dalla crescita nelle sale.
Il precedente dell’overbooking
Il tema della piazza Grande era emerso lo scorso anno, quando alcune centinaia di persone non erano riuscite ad accedere a una serata molto attesa, dedicata alla due volte Premio Oscar Emma Thompson, pur disponendo di un biglietto, un abbonamento o un accredito. I giornali del gruppo Tamedia avevano addirittura titolato: «Kein Platz auf der Piazza», nessun posto in Piazza.
Il Festival aveva respinto la definizione di «overbooking», spiegando che il sistema combina biglietti venduti, abbonamenti, accrediti e partner, mentre il numero dei presenti varia ogni sera. Quest’anno, come detto, sono stati presi alcuni correttivi. E si è tentato di intervenire con più controllo e una gestione più attenta degli ingressi.
Non solo cifre
Ma torniamo al bilancio. Per Brunschwig, i numeri raccontano soltanto una parte della storia. «Al di là della cifra, è davvero bello vedere l’energia che si percepisce nella Piazza, nelle sale, alla Factory, al Castello visconteo, agli eventi all’hotel Belvedere e in Rotonda», commenta. A questo si aggiungono gli appuntamenti collaterali, dalla Giornata della Diplomazia al Monte Verità, e agli eventi dei partner: occasioni che «mettono insieme così tante persone che non si incontrerebbero, senza l’occasione fornita dal Festival».
Due o tre sold out al giorno
In media, durante la prima settimana, due o tre proiezioni al giorno hanno registrato il tutto esaurito. Proiezioni dei Locarno Kids Screenings, titoli dei concorsi come Ketticè e La ilusión de un verano sin fin, il fuori concorso Der Engelmacher, i cortometraggi di Isabella Rossellini e alcuni film della Retrospettiva. The Invite di Olivia Wilde (alla quale è seguito Taxi Driver) ha riempito tutte le sedie di piazza Grande, «mostrando i primi risultati positivi del nuovo approccio». Il dato suggerisce che il pubblico non si muove soltanto seguendo le grandi star, ma mostra interesse per il cinema, i film in concorso, le opere prime, le proposte storiche e di ricerca.
Verso la seconda settimana
Il meglio è passato? Secondo Brunschwig non esiste una parte «più forte» del programma. «Nei prossimi giorni sono attesi Darren Aronofsky, Asia Argento e Rick Baker, oltre al film di chiusura Ni vue, ni connue, con Isabelle Huppert. Questo dimostra lo sforzo del direttore artistico per equilibrare 10 giorni di Festival. Nelle scelte diamo prova di grande equilibrio». La 79. edizione di Locarno arriva al giro di boa con un risultato positivo, senza grandi proclami: più spettatori, sold out distribuiti nelle varie sezioni e una piazza tuttora capace di fare notizia. I bilanci si stilano alla fine. E c’è ancora tanto da vedere.
