Lugano non è sovradimensionata

Lugano non dovrà mettere in atto delle limitazioni alla possibilità di costruire sul suo territorio. Ma neanche adottare misure di salvaguardia della pianificazione. E questo perché, sostanzialmente, ha fatto bene i compiti ormai già tre anni fa, quando ha trasmesso alla Sezione dello sviluppo territoriale (SST) del Dipartimento del territorio la verifica del dimensionamento sull’intero territorio comunale. Il verdetto è arrivato lo scorso dicembre: applicando il metodo di calcolo della cosiddetta scheda R6 – quella che, brevemente, si occupa della gestione delle zone edificabili – il Cantone ha certificato a Lugano un dimensionamento delle riserve pari a 111%, quindi un valore inferiore rispetto alla soglia massima del 120%. Un risultato, questo, che fa rientrare la Città nei parametri richiesti.
Nel dettaglio
Ma più nel dettaglio, che cos’è questa scheda R6 su cui si basa il metodo di calcolo? Ebbene, la scheda R6 del Piano direttore cantonale attribuisce ai Comuni il compito di verificare il dimensionamento delle proprie zone edificabili secondo il fabbisogno all’orizzonte di 15 anni, determinato in base alla ipotizzabile crescita della popolazione e dei posti di lavoro.
Lo scorso dicembre, dicevamo, la Sezione dello sviluppo territoriale del Dipartimento del territorio si è pronunciata sulla verifica del dimensionamento inoltrata a dicembre del 2023 dalla Città. E l’esito di tale verifica ricalca proprio quanto trasmesso. Il contenuto è stato in seguito introdotto nel Piano Direttore comunale (PDcom) e approvato dal Municipio nell’ottobre del 2024. « L’esito della verifica è perfettamente coerente con il concetto operativo definito dal Municipio per procedere a tappe con l’aggiornamento dei diversi Piani regolatori, seguendo il principio della nuova suddivisione territoriale adottata dal PDcom, contraddistinta da nove unità denominate Costellazioni», scrive la Città in una nota stampa che informa sull’esito delle verifiche della SST. E ancora: «La Città può quindi procedere con convinzione lungo il percorso tracciato dal PDcom, già avviato con interventi concreti come la revisione – attualmente in corso – del Piano regolatore di Brè-Aldesago. Questa revisione prevede una significativa riduzione delle capacità edificatorie in un comparto sensibile dal profilo paesaggistico, posto a monte del nucleo di Brè».