Lugano si gioca l'aeroporto

LUGANO - Quella dell'aeroporto di Lugano è un'estate caldissima e con elevato rischio di temporali. Particolarmente elettrico il mercato dei voli di linea, con Swiss ed Etihad Regional impegnati in una battaglia commerciale e normativa, ma non è da meno il fronte delle discussioni sul futuro di Lugano Airport, perché all'orizzonte c'è un cambiamento che si preannuncia comunque storico. Gli investitori privati invocati dal Municipio per la gestione dello scalo infatti non vogliono limitarsi a «partecipare», per usare un termine ricorrente a Palazzo Civico. Vogliono tenere in mano il volante, e questo ha sollevato una domanda di fondo: la Città sarà disposta a cedere il controllo dell'aeroporto, almeno per un determinato periodo di tempo? Oppure troverà altre formule per coinvolgere i privati, mantenere la governance e far sopravvivere lo scalo senza continue iniezioni di denaro pubblico?Una risposta, o almeno qualche indizio, dovrebbero fornirla gli attesi messaggi municipali sulla ricapitalizzazione della Lugano Airport SA (richiesta di 3 milioni di franchi) alla quale in teoria dovrebbe partecipare anche il Cantone, azionista di minoranza, nonché sulla creazione di nuovi hangar da affittare ai proprietari di velivoli privati (si parlava di 3,6 milioni).L'offerta privata più dibattuta finora è quella della cordata locale coordinata da Enrico Meneghetti, di origini italiane, pilota d'elicottero, imprenditore e presidente della Enma Holding SA. «Il nostro gruppo, di cui fanno parte diversi investitori ed operatori che già hanno interessi commerciali nel perimetro dell'aeroporto, punta sul potenziamento dell'aviazione generale (dove a creare utili è il traffico di aerei ed elicotteri privati, la loro manutenzione e altre attività connesse, ndr) partendo da una riorganizzazione degli spazi che consenta maggiori servizi e possa supportare meglio l'aviazione di linea, che non dovrebbe più pesare economicamente sull'aviazione generale e superare quindi i limiti attuali».L'obiettivo finale è «razionalizzare la gestione, aumentare l'efficienza e l'offerta dei servizi ed incrementare lo sviluppo dello scalo nel rispetto del quadro legislativo vigente». La cordata, che ha presentato il suo progetto al Municipio in giugno assieme alla Ruag, l'azienda specializzata nella manutenzione e controllata dalla Confederazione, propone di costituire una società di gestione (come l'attuale Lugano Airport) composta dai singoli promotori, dalla Città e dal Cantone, se interessato, nella quale i privati siano gli azionisti di riferimento in quanto finanziatori diretti, e poi una società immobiliare composta dagli investitori privati, dai soci della società di gestione e dai proprietari dei fondi interessati dal progetto (Città inclusa) che dovrebbe realizzare le infrastrutture necessarie da mettere poi a disposizione con la formula dell'affitto. La palla ora è nel campo del Municipio.
