Lugano violenta, altra aggressione con coltello

Episodi di estrema violenza, come accoltellamenti e ruvidi pestaggi fuori dalle discoteche, nei quartieri più popolari, al Parco Ciani e a Lugano Marittima. Ma anche manifestazioni non autorizzate in centro con conseguenti disagi al traffico e alla circolazione stradale. Da quando Lugano è diventata «grande», raggiungendo quasi i 70 mila abitanti, e soprattutto negli ultimi due-tre anni, la Città sta conoscendo fatti ed episodi di violenza che inquietano e interrogano la popolazione e i loro rappresentanti politici. Alla casistica si sono aggiunti, proprio in queste ore, un accoltellamento avvenuto sabato alle due di notte in via Pelli ai danni di un 19.enne afgano residente nella regione (per il quale è stato fermato un 20.enne cittadino italiano residente in Italia) che rischia la vita e una lite alle prime luci dell’alba di oggi, domenica, in piazza Cioccaro, dove un ventenne cittadino svizzero residente nel Mendrisiotto è stato colpito alla mano da una bottiglia, rimediando una ferita che ha necessitato il suo trasporto in ospedale. Nella notte del 15 agosto in via Pelloni a Molino Nuovo un altro giovane, un 24.enne cittadino iracheno residente nella regione, è stato accoltellato alle spalle sull’uscio di casa. Due gravissimi accoltellamenti in sette giorni.
I precedenti degli ultimi mesi
A guardarli così, tutti questi episodi (ma ce ne sono anche altri) sembra quasi di leggere un bollettino di guerra. Sì, perché a questi se ne aggiungono, appunto, anche altri, tutti accaduti a Lugano e tutti verificatisi negli ultimissimi mesi. Il 6 giugno, poco dopo le 23, alla foce del Cassarate, e meglio a Lugano Marittima, è scoppiata una rissa tra giovani con un minorenne rimasto ferito alla testa da un lancio di bottiglia. Il 4 luglio, attorno alle 22, a Breganzona, c’è stato un pestaggio in un bar con un giovane finito all’ospedale. Pochi giorni dopo, il 9 luglio, poco prima delle 18, si è verificata una gravissima aggressione al Parco Ciani. Ad avere la peggio è stato un 32.enne kosovaro domiciliato nel Luganese. Arrestati in quattro: un 36.enne iraniano, un 35.enne etiope, un 33.enne albanese e un 46.enne italiano domiciliato nel Mendrisiotto. Le ipotesi di reato nei loro confronti: tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi. Passano alcuni giorni e il 19 luglio, alle 3 di notte, in via Stauffacher, fuori dal Seven, si verifica un’aggressione a un 24.enne. Il 14 agosto, il giorno prima dell’accoltellamento a Molino Nuovo, poco dopo le 5 di mattina, in via Cantonale a Lugano, un’altra rissa con armi da taglio.
«Episodi preoccupanti»
Proprio martedì scorso sul CdT, a seguito dell’accoltellamento a Molino Nuovo, Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza della Città di Lugano, aveva espresso vicinanza alla popolazione, comprendendo i loro timori. Oggi in molti hanno infatti paura a uscire di casa di sera nel quartiere. Ora che a questo episodio se n’è aggiunto un altro, in via Pelli, Valenzano Rossi non cambia idea. «Questi episodi - dice oggi al nostro giornale - sono davvero preoccupanti. In particolare perché sono coinvolti giovani adulti che non esitano a estrarre il coltello». A giocare un ruolo importante, secondo la municipale, forse sono l’età e la provenienza dei «protagonisti». In questo senso, «la realtà non è un videogioco e questa facilità nell’uso delle armi bianche, anche a margine di diverbi, è davvero inquietante».
Inquietudine e paura. Oggi sembrano insomma questi gli stati d’animo ad aleggiare su Lugano, una città che sembra finita dentro una spirale di violenza forse mai vista prima. «Polizia cantonale e Magistratura - riprende Valenzano Rossi - dovranno chiarire se tra i due accoltellamenti ci sia un legame e quali tipi di autori e vittime siano coinvolti. Difficile senza questi elementi, come Città, ipotizzare delle misure». Uno dei primi pensieri è infatti quello di capire come cercare di arginare questa spirale di violenza. Anche se le soluzioni non sono facili da trovare. Ancora la capodicastero Sicurezza. «Considerata la provenienza delle persone coinvolte va anche capito che tipo di presenza avessero sul territorio e con quali finalità. Una volta chiariti contesto e dinamica, trattandosi di reati di competenza della Polizia Cantonale, chiederemo un incontro per capire in quali ambiti si possa intervenire, e a quale livello, per prevenire che situazioni analoghe si ripetano».
Chi opera a favore della sicurezza ha insomma desiderio di fare quadrato. Ma non solo. Di capire come fronteggiare un fenomeno che sembra sempre più sotto gli occhi di tutti. Nel fare ciò, nel prevenire, appare però evidente che debbano essere soddisfatti alcuni requisiti. Almeno secondo Valenzano Rossi. «Le forze dell’ordine - spiega - devono essere dotate di strumenti moderni ed efficaci di monitoraggio e di intervento così da poter assicurare un adeguato livello di sicurezza. Penso sia un’evidenza che ci si debba interrogare anche sull’adeguatezza delle normative ai tempi e all’accresciuta violenza». Questo anche perché, fa presente la municipale, «in altri Stati europei si stanno inasprendo le leggi che riguardano il diritto penale minorile e dei giovani adulti e introducendo prescrizioni restrittive in relazione alle armi bianche. Mi auguro che anche da noi il tema diventi una priorità».
Gli episodi più gravi
Nel frattempo però la cronaca nera non cambia. Almeno a Lugano. Come dimostrano i casi precedenti a quelli menzionati. A fine giugno a essere condannato a sei anni di carcere è stato un venitseienne italiano che il 17 novembre 2024, fuori da una discoteca luganese, si è macchiato di tentato omicidio, colpendo al volto un 22.enne, pure italiano. Sette anni di galera. È stata invece questa la condanna inflitta lo scorso settembre a un 22.enne del Luganese che la notte del 6 luglio del 2024 ha partecipato a un pestaggio fuori da una discoteca. Per un pestaggio avvenuto sempre fuori da una discoteca il 30 luglio 2023, a fine giugno di quest’anno è stato inoltre condannato a dieci mesi sospesi per due anni un 23.enne italiano residente nel Luganese. Nel 2024, a seguito di una rissa scoppiata in centro nell’ottobre 2023, sono stati invece condannati per tentato omicidio due giovani di poco più di vent’anni.
