Lugano

Molino Nuovo, «Anche noi siamo preoccupati per questa crescente violenza»

La capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi condivide i timori di chi abita nel quartiere - «È giusto interrogarsi ma è anche necessario che la Giustizia dia risposte esemplari»
Il palazzo davanti al quale è avvenuto l'accoltellamento a Molino Nuovo. ©CDT/Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
18.08.2026 06:00

«Condivido appieno la preoccupazione e lo sdegno dei cittadini». Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza della Città di Lugano, reagisce così alla paura e all’inquietudine degli abitanti di Molino Nuovo di fronte al grave fatto di sangue accaduto sabato mattina nel quartiere. « Episodi violenti come quelli recenti - sottolinea - colpiscono profondamente e incidono sul senso di sicurezza. Le statistiche confermano Lugano come città più sicura della Svizzera, ma questo non significa che sia immune dalla tendenza preoccupante dell’aumento della violenza, che cresce anche nel resto del Paese». La preoccupazione per la violenza crescente «è dunque anche la nostra», prosegue Valenzano Rossi. Per questo «continueremo a presidiare il territorio, confidando però che la giustizia faccia il suo corso e che gli autori di questi reati vengano puniti adeguatamente». Fatti di sangue come quelli di sabato, ricorda la municipale, sono di competenza della Polizia cantonale e il loro perseguimento compete poi alla magistratura penale. «La Polizia di Lugano intende in ogni caso mantenere un controllo di prossimità attivo del territorio. I recenti episodi confermano che la reazione della nostra polizia è tempestiva, gli autori vengono rapidamente intercettati e assicurati alla giustizia. Anche la videosorveglianza, laddove presente, si conferma uno strumento fondamentale, soprattutto per le indagini. Fatico a capire chi vorrebbe spegnerla, sottraendo strumenti preziosi alla sicurezza dei cittadini».

Lugano è tra le città più sicure della Svizzera eppure il senso di insicurezza tra la popolazione pare essere aumentato. Come si può spiegare? «Non c’è necessariamente una contraddizione - riprende Valenzano Rossi -. Lugano rimane statisticamente una città molto sicura, ma episodi particolarmente violenti e fenomeni di degrado hanno un impatto molto forte sulla sensazione di sicurezza. Sarebbe sbagliato liquidare questi fatti come semplice percezione o paura: dobbiamo interrogarci sui fenomeni che la generano e soprattutto la giustizia deve dare risposte esemplari, altrimenti passa il messaggio che siano accettabili quando non lo sono affatto». La capodicastero Sicurezza si spiega meglio. «Purtroppo - chiarisce - in diversi episodi le persone coinvolte sono già note alla giustizia. Recidivi di reati e violenza. È quindi ora di chiedersi se il nostro sistema giudiziario e sanzionatorio disponga ancora di strumenti sufficientemente efficaci di fronte a forme di violenza crescente e a soggetti recidivi. Non è accettabile che la Polizia debba continuamente intervenire per gli stessi autori». Tutto questo quando «una parte di questi fenomeni - continua la municipale - è spesso legata al mondo della droga e alle fragilità che vi ruotano attorno. Anche qui dobbiamo poter agire con maggiore incisività: con strumenti sociali moderni ed efficaci per chi ha bisogno di aiuto, ma con grande fermezza verso chi sfrutta queste fragilità e viene sul nostro territorio per svolgere attività criminali». Nel frattempo «la Polizia deve cercare di prevenire, presidiare e intervenire, e continuerà a farlo - aggiunge -. Ma poi occorre che l’intero sistema funzioni: chi delinque deve essere perseguito, giudicato e, quando ne ricorrono i presupposti, sanzionato in maniera efficace». Nello stesso tempo «i giovani vanno presi a carico e «rimessi in carreggiata» prima che sia troppo tardi. Solo così possiamo continuare a garantire quel livello di sicurezza che i cittadini di Lugano giustamente si aspettano».

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