Lupo, dopo l'incontro ravvicinato a Sessa ordinato l'abbattimento

«Ero a passeggio con il cane lungo i sentieri sopra Sessa, fra Sessa e la dogana, quando a un certo punto siamo stati aggrediti da un lupo». E ancora: «Ci è corso incontro, ringhiandoci addosso. Fortunatamente, io conosco benissimo la procedura da seguire se si incontra un lupo: questo perché, al lavoro, l’ho dovuta leggere più volte. In questo modo, siamo riusciti a farlo scappare». Così, lo scorso gennaio, si esprimeva un nostro lettore, protagonista di un incontro ravvicinato con il predatore. «Il problema è che stiamo parlando del secondo avvistamento, a Sessa, dall’inizio dell’anno» aveva aggiunto il nostro interlocutore. Il quale, dopo l’incontro ravvicinato, aveva chiamato i guardiacaccia. Sull’accaduto era stato stilato un rapporto per l’Ufficio della caccia e della pesca.
Ieri, 4 febbraio, il Consiglio di Stato si è chinato sull'accaduto. Autorizzando, nello specifico, «l’abbattimento di un singolo lupo del branco Carvina all’interno del perimetro definito nella planimetria allegata, che costituisce parte integrante della presente decisione». Nel dettaglio, scrive l'Esecutivo, «in caso di necessità l’Ufficio della caccia e della pesca è autorizzato a modificare questo perimetro in funzione degli eventi e di nuovi elementi». L'abbattimento, leggiamo, «verrà eseguito dalla Polizia della caccia» mentre la validità della decisione è di 60 giorni. Contro la stessa, «è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sul Foglio ufficiale». Pubblicazione avvenuta oggi.
Nel motivare la sua decisione, il Consiglio di Stato ribadisce che, dai fatti descritti nel verbale redatto dai guardacaccia in data 9 gennaio 2026, alla presenza della persona coinvolta, è emerso come questo incontro abbia avuto «carattere aggressivo, in quanto durante il giorno un lupo si è avvicinato spontaneamente a una persona fino a una distanza di circa 3 metri, manifestando un comportamento minaccioso». Non solo, «un comportamento aggressivo e minaccioso da parte di un lupo nei confronti di una persona accompagnata da un cane, avvenuto in pieno giorno e non sollecitato né provocato, costituisce un evento insolito e motivo di preoccupazione».
Il Consiglio di Stato ha pure fatto notare che, a circa 500 metri dalla zona interessata, in data 5 gennaio 2026, era stato avvistato «un lupo in un contesto urbano durante le ore diurne», e che in data 20 gennaio 2026 era stata registrata «una predazione su animali da reddito in località Nerocco, Comune di Lema, a una distanza di soli 2,5 chilometri dalla zona dell’incontro sopra descritto».
Tutti fatti, questi, verificatisi all’interno del comprensorio attribuito al branco Carvina: «Già in precedenza, e segnatamente in data 29 luglio 2025, un lupo nel comprensorio del branco Carvina aveva manifestato un comportamento aggressivo nei confronti di una persona nel vicino Comune di Arosio» scrive sempre il Consiglio di Stato. Quanto accaduto, insomma, «suggerisce un comportamento problematico, con pericolo potenziale per l’uomo, come anche indicato nell’Allegato 5 della Strategia lupo svizzera». Ai sensi dell’art. 9c dell’Ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (OCP), ricorda l'Esecutivo, «qualora un lupo appartenente a un branco rappresenti un pericolo grave e imminente per le persone, il Cantone può, in deroga all’art. 4c cpv. 1 OCP, ordinarne l’abbattimento senza la preventiva approvazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)».
D'altro canto, l’elevato numero di persone residenti negli agglomerati del Malcantone, nonché di coloro che li frequentano abitualmente, ha aumentato «il potenziale rischio per l’incolumità pubblica». Nel caso specifico, riassumendo, sussistevano «pertanto i presupposti per l’emanazione di un ordine di abbattimento di un lupo».
