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Ma quando finirà questo vento fastidioso?

Nell'ultima settimana, il Ticino è stato toccato da forti raffiche sia in montagna che in pianura e sono state diramate alcune allerte – Marco Gaia (MeteoSvizzera): «Il vento ci terrà compagnia almeno fino a venerdì in giornata, si indebolirà gradualmente»
©Chiara Zocchetti
Federica Serrao
01.04.2026 11:59

Vento, vento e ancora vento. Gli ultimi giorni, in Ticino, sono stati caratterizzati da forti raffiche. Dopo una prima allerta diramata mercoledì scorso, che ha fatto registrare, giovedì, venti oltre i 100 all’ora in montagna, le ultime ore sono state ancora particolarmente ventose. Tanto da portare molti ticinesi a chiedersi quando finirà questo fenomeno così fastidioso. 

Come ci viene confermato da MeteoSvizzera, il peggio sembra essere passato. Ma è ancora presto per tirare, ufficialmente, un sospiro di sollievo. «Il vento sta perdendo forza e le velocità massime delle raffiche che sono state raggiunte nei giorni scorsi non verranno più registrate nelle prossime ore», spiega Marco Gaia, responsabile previsioni e consulenze di MeteoSvizzera. «Il vento, però, ci farà compagnia almeno fino a venerdì in giornata, indebolendosi gradualmente. Le valli superiori saranno l'ultima zona in cui cesserà».

Una massa d'aria polare

Le raffiche di questi giorni, come detto, sono state particolarmente forti. Ma nel resto della Svizzera, è arrivata anche la neve. «La massa d'aria di partenza era fredda, perché ha avuto origine in una zona polare ed è arrivata dritta sulla regione alpina», sottolinea l'esperto di MeteoSvizzera. «Ha interessato soprattutto il versante nord-alpino, dove la neve è ritornata a fare capolino fino in pianura. A Zurigo, per esempio, era tutto imbiancato». In Ticino, la situazione è stata leggermente diversa. «Nel nostro cantone, la diminuzione della temperatura è stata un po' mitigata, perché una volta scavalcate le Alpi, l'aria è scesa sul versante sud-alpino e, come capita sempre, si è riscaldata». 

Per capire meglio questo fenomeno, dobbiamo ricordare che ogni 100 metri l'aria si scalda di un grado. Se prendiamo come esempio il passo del Gottardo – che si trova sui 2200 metri – e il piano di Magadino – che è, invece, sui 200 metri sul livello del mare –, l'aumento di temperatura tra queste due località, tra cui ci sono 2000 metri di differenza, è di 20 gradi. Tradotto: quando si verificano situazioni dove la massa d'aria è di zero gradi sul passo del Gottardo, sul piano di Magadino si registrano 20 gradi. «Diversamente, se la massa d'aria in cima al Gottardo parte con -10 gradi, avremo 10 gradi sul piano di Magadino».

Per queste ragioni, negli scorsi giorni, MeteoSvizzera non ha parlato di favonio, che porta con sé l'idea di un vento caldo. «In questo caso, era lo stesso vento, ma con un "abito diverso": essendo più freddo, è stato chiamato, semplicemente, "vento da nord"».  

Raffiche notevoli

Bisognerà, insomma, pazientare ancora qualche giorno per salutare il vento. Ciò che è certo, è che i valori delle raffiche di questa settimana non sono passati inosservati. «Il vento da nord, nei giorni in cui ha soffiato maggiormente, in pianura ha raggiunto valori attorno ai 90-95 km all'ora». Dati, questi, come sottolinea l'esperto, degni di nota. «Non capita tutti i giorni di avere del favonio che tocca i 100 km/h». 

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