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Maltempo sul Ticino, ma che cos'è una supercella?

Parliamo di temporali particolarmente grandi, sviluppati e pericolosi che, spiega MeteoSvizzera, «provocano sovente forti grandinate e violente raffiche di vento»
© MeteoSvizzera
Marcello Pelizzari
10.06.2026 11:05

Supercella. Nel descrivere l'evento abbattutosi ieri sera sul Mendrisiotto, MeteoSvizzera non ha avuto dubbi: si è trattato di un super-temporale. Ma di che cosa stiamo parlando, nello specifico? «Le supercelle – spiega proprio l'Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera – sono dei temporali particolarmente grandi, sviluppati e pericolosi». Temporali che, leggiamo, «provocano sovente forti grandinate e violente raffiche di vento. Una volta sviluppate possono durare per ore, rigenerandosi continuamente. La loro direzione di spostamento si lascia prevedere con difficoltà».

Ma come nasce una supercella?

Non tutti i temporali sono uguali, ribadisce MeteoSvizzera. «Quando il vento è relativamente debole, e soffia con più o meno la medesima direzione a tutte le quote, si sviluppano di solito temporali singoli, che durano relativamente poco. Se per contro salendo in quota la velocità del vento aumenta in modo importante e/o la direzione da cui soffia cambia in modo significativo, allora ci sono gli ingredienti che possono favorire lo sviluppo delle cosiddette supercelle temporalesche. Alla loro base possono avere un diametro fino a 50 chilometri e si estendono in verticale per raggiungere (o addirittura superare) la tropopausa, a più di 10 chilometri di quota».

Perché una nuvola temporalesca si sviluppi al punto da dare vita a una supercella «è necessario non solo che il temporale sia ben sviluppato», ma che siano presenti altresì «dei forti tagli di vento in quota. Questi tagli di vento possono essere provocati dalla variazione con la quota della velocità e/o della direzione del vento. A seguito delle violente correnti ascensionali, l’aria che entra dal basso ad alimentare il temporale, muovendosi verso l’alto, rafforza il suo moto rotatorio e nel contempo i tagli di vento inclinano la nuvola temporalesca. Si crea un vortice all’interno di tale nuvola. Se questo processo continua e si rafforza, esso può portare allo sviluppo di un tornado».

Quanti danni può provocare?

All’interno della nuvola temporalesca, spiega sempre MeteoSvizzera «le correnti ascensionali e quelle discendenti fanno sì che le idrometeore (le gocce di pioggia o i cristallini di ghiaccio) seguano un movimento di “su-giù”, ripetuto numerose volte. In questo modo possono svilupparsi dei chicchi di grandine che a ogni “su-giù” si ingrandiscono fino a raggiungere diversi centimetri di diametro. Poiché le supercelle si spostano velocemente le zone colpite dalla grandine sono solitamente delle fasce di territorio, strette e lunghe. Nelle zone toccate dai venti discendenti si possono verificare delle raffiche estremamente violente, addirittura a volte possono formarsi anche dei tornado».

E quanto dura?

Domanda delle domande: quanto durano eventi del genere? Le supercelle, come detto, «hanno di regola una durata di vita particolarmente lunga». Parliamo di ore, appunto. «Poiché all’interno della nuvola temporalesca le zone con le correnti ascensionali e quelle con le correnti discendenti sono ben distinte, la supercella può facilmente rigenerarsi. Inoltre, la sua elevata velocità di spostamento permette a queste celle temporalesche di coprire grandi distanze; sugli schermi radar nelle sale previsioni esse possono essere osservate per 3-12 ore e, in casi estremi, addirittura fino a 24 ore».

Spesso, conclude MeteoSvizzera, «le supercelle si dividono in diverse celle secondarie, che non sono trasportate nei dintorni solo passivamente dai venti a quota media, ma che deviano chiaramente a sinistra o a destra dalla cella principale. Una spiegazione molto semplificata di questo fenomeno può essere data mediante un’analogia con il pallone da calcio: il tiro a effetto nel calcio consiste nell’imprimere col piede al pallone un movimento rotatorio in direzione della porta. Analogamente al pallone rotante, sul bordo della zona con le correnti ascendenti rotanti della supercella temporalesca si forma una depressione su questo lato. Gli effetti delle correnti ascensionali affluenti agiscono preferibilmente su questo lato del temporale, facendo avanzare tutta la cella nella corrispondente direzione. Purtroppo anche i moderni modelli numerici di previsione meteorologica non sono ancora in grado di prevedere da che parte tenderà a deviare una supercella».

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