Mobilità

«Mendrisiotto più vivibile anche realizzando PoLuMe»

Critiche dall’Associazione traffico e ambiente in particolare alla Commissione regionale dei trasporti, rea di «mancare di coraggio nel difendere il voto popolare» contro il potenziamento delle autostrade nazionali – Rimproverate anche le altre Crt – Elia Brusadelli: «Le misure compensatorie aiuteranno l’intera regione»
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
11.07.2026 06:00

Il potenziamento dell’autostrada A2 tra Lugano e Mendrisio è un progetto talmente delicato, discusso e divisivo che ogni frase detta, ogni parola scritta e ogni ipotesi ventilata dagli attori ticinesi in gioco viene analizzata attraverso la lente di ingrandimento. Non a caso, la recente intenzione delle cinque Commissioni regionali dei trasporti (Crt) di incontrare il consigliere federale Albert Rösti per chiedere di inserire il progetto PoLuMe e il collegamento A2-A13 tra Bellinzonese e Locarnese nell’orizzonte 2045, quindi con lo stesso grado di priorità, è stata bersagliata dall’Associazione traffico e ambiente (ATA). Oltre ad asserire che le Crt «ignorano la volontà popolare» (con riferimento al progetto di potenziamento delle strade nazionali affossato in votazione nel 2024, ndr), ATA prende di mira quella del Mendrisiotto e Basso Ceresio, rea di «mancare di coraggio nel difendere il voto chiaro contro l’ampliamento delle autostrade espresso dalla regione».

Quella carta da giocare

Assodato che la maggioranza dei cittadini del Mendrisiotto non faccia i salti di gioia per PoLuMe – e il responso delle urne è stato chiaro –, il presidente della Crtm Elia Brusadelli rimette la chiesa al centro del villaggio, rimarcando che il sostegno della Commissione regionale a PoLuMe «è legato a tutta una serie di misure compensatorie e fiancheggiatrici non per fluidificare il traffico, ma per rendere più vivibile il Mendrisiotto». Detto in altre parole e con esempi concreti, senza PoLuMe «la riqualificazione della riva lago Maroggia-Capolago non verrebbe eseguita, così come la rimozione della strada cantonale nel nucleo di Bissone e l’interramento dell’autostrada». Insomma, ci sarebbe una serie di contraccolpi. Tutte argomentazioni «estremamente importanti», queste, che verranno messe nero su bianco in una seconda missiva (la prima verrà sottoscritta all’unisono da tutte e cinque le Crt) indirizzata a Berna, ma sottoscritta unicamente dalla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Un altro aspetto evidenziato nella presa di posizione dell’ATA sono i 450 milioni d’investimenti ferroviari destinati al Ticino per rafforzare ulteriormente il trasporto pubblico nell’ambito della consultazione federale «Trasporti ‘45». Ebbene, Brusadelli precisa al Corriere del Ticino che in tale investimento «è presente anche una quota per l’ampliamento della stazione di Mendrisio, che garantirebbe anche una continuità ai treni a lunga percorrenza. Per la regione rappresenta una misura estremamente importante, e anche questo aspetto verrà inserito nella nostra presa di posizione». Di contro, per l’Associazione traffico e ambiente le strategie «realmente efficaci» per ridurre il traffico sono il potenziamento del trasporto pubblico e valide alternative all’automobile». Riassumendo: le cinque Commissioni regionali dovrebbero quindi «abbandonare finalmente l’illusione che i problemi di congestione si risolvano con ampliamenti delle strade, opporsi a PoLuMe e rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini». La carta che invece vorrebbe giocarsi la Crtm – e di riflesso anche le altre Crt – è sì quella del focus sulle misure compensatorie e sulla mobilità a più livelli, ma è anche quella di mantenere «un approccio progettuale condiviso e non solo contrapposto: ad oggi nel Mendrisiotto persistono problematiche di paesaggio e di traffico, ma opporsi unicamente non migliora la qualità di vita dei cittadini e del territorio. Il Mendrisiotto ha già una ferita aperta, le misure fiancheggiatrici servono per tentare di sanarla», chiosa Brusadelli.

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