Mobilità

Trasporti ’45 sorride ad Acapulco: briciole invece per strada e ferrovia

Il Consiglio federale ha aperto la consultazione sul progetto di potenziamento delle infrastrutture per i prossimi vent’anni – Fabio Regazzi: «Chiaramente c’è delusione» – Unica nota positiva, i quasi 60 milioni di franchi destinati alla galleria del Locarnese
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
19.06.2026 21:01

Detto, fatto. È con un’interpellanza del «senatore» Fabio Regazzi che la deputazione ticinese è tornata a fare pressione sul dossier «Trasporti ’45».

Oggi, il Consiglio federale ha infatti aperto la procedura di consultazione sul progetto di sviluppo dell’infrastruttura del trasporto nazionale per i prossimi vent’anni, ma il Ticino – com’era emerso nei giorni scorsi – è rimasto a bocca asciutta. Per la prima fase realizzativa, gli investimenti sul fronte della rete ferroviaria sono infatti rimasti fortemente al di sotto delle aspettative.

«Chiaramente c’è delusione», premette Regazzi. «I progetti per i quali si chiedeva un finanziamento non erano né capricci né opere particolarmente onerose. Le richieste avanzate dal Cantone sono assolutamente giustificate e necessarie per sviluppare l’offerta ferroviaria, sia per i passeggeri sia per le merci, in particolare sull’asse nord-sud».

L’interpellanza vuole quindi essere un pungolo, aggiunge il consigliere agli Stati. Da un lato per segnalare il disappunto, dall’altro per porre domande e stimolare risposte. «Vedremo di che ordine saranno, e sulla base di quelle si potranno valutare ulteriori passi».

Sui motivi della scarsa considerazione federale verso i progetti ticinesi – per un costo complessivo di 450 milioni di franchi – Regazzi ipotizza una sorta di compensazione «negativa». «Il ragionamento che viene fatto a Berna ormai l’abbiamo capito: con AlpTransit il Ticino è stato ampiamente servito, e quindi per questa tornata tocca stare un po’ a cuccia, da spettatori più che da attori. Il che va bene solo fino a un certo punto».

Non a caso, la deputazione ticinese negli scorsi giorni ha espressamente dichiarato di volersi adoperare per convincere il Consiglio federale a rivedere le proprie decisioni, inserendo le opere proposte dal Ticino già nella prossima fase realizzativa.

Tra le domande poste da Regazzi, una in particolare sarà decisiva: ovvero se il Consiglio federale è disposto a riesaminare, nell’ambito della preparazione del Messaggio 2027, gli interventi proposti dal Ticino, «qualora venisse dimostrata la loro necessità per il raggiungimento degli obiettivi d’offerta fissati dalla Confederazione stessa». Vedremo.

«Disguido comunicativo»

Non meno deluso il consigliere di Stato Claudio Zali che, in qualità di direttore del Dipartimento del territorio, ha portato avanti le richieste elaborate dal Ticino. Il Cantone aveva infatti sviluppato un concetto d’offerta ben più ambizioso, che comprendeva il raddoppio dei ponti sulla Verzasca e sul Ticino – attualmente a binario unico lungo la linea Locarno-Bellinzona – con l’obiettivo di permettere la circolazione di treni InterCity diretti a Zurigo, oltre al potenziamento delle stazioni di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.

«È possibile che vi sia stato un disguido comunicativo, perché queste opere non sono state inserite nella perizia commissionata al Politecnico federale. Gli esperti ci hanno fatto capire che, se avessero saputo di queste opere, le avrebbero validate, perché hanno senso e sono giustificate», ha commentato al Corriere del Ticino il direttore del DT. Il quale si è quindi detto fiducioso di poterle recuperare: «Sono opere ritenute necessarie per permettere un aumento delle frequenze auspicato anche dalla Confederazione. Come Cantone ci siamo già attivati scrivendo una lettera al Consiglio federale e tematizzando la questione con la deputazione».

PoLuMe e A2-A13

Per quanto riguarda invece la rete stradale, il Consiglio federale ha confermato l’intenzione di assegnare al progetto di potenziamento dell’A2 tra Lugano e Mendrisio (PoLuMe) l’orizzonte realizzativo del 2045. «A seconda dell’avanzamento del progetto è anche ipotizzabile che dopo la consultazione il potenziamento Lugano Sud–Mendrisio venga rinviato all’orizzonte realizzativo 2055, e viceversa il collegamento Bellinzona–Locarno all’orizzonte 2045», ha precisato Berna. Un’eventualità che tuttavia non piace a Zali: «Da una parte è brutto essere messi davanti a scelte del genere, che sono un po’ delle forzature, perché entrambe le opere hanno superato lo scoglio della perizia e corrispondono a reali necessità. Detto questo, se proprio mi si obbligasse a scegliere, credo di dover condividere la visione attuale: il PoLuMe è un’opera più urgente del collegamento A2-A13».

Acapulco e il jolly giocato

L’unica vera notizia positiva per il Ticino arriva dal Locarnese: il Consiglio federale ha infatti chiesto al Parlamento di approvare un contributo federale di 57,63 milioni di franchi per la galleria stradale Moscia-Acapulco, inclusa la riqualifica della litoranea nel tratto Ascona–Brissago. Le condizioni poste dal Parlamento nel 2023 per sbloccare il finanziamento sono infatti state soddisfatte. Il via libera è arrivato perché il Ticino ha dimostrato che la progettazione è a buon punto e che il progetto include misure a favore del trasporto pubblico e della mobilità lenta. Determinante anche il fatto che, nell’ambito dei programmi di traffico d’agglomerato delle generazioni precedenti, risultano inutilizzati fondi per oltre 400 milioni di franchi.

«È una buona notizia, anche se mi rimane un po’ di dispiacere: avevamo un jolly da giocare con la Confederazione e lo abbiamo speso su questo progetto. Con le cifre che erano in ballo, avrei preferito usarlo per la circonvallazione. Detto questo, ben venga: il Locarnese si è mobilitato bene e ha ottenuto un risultato importante per un’opera che ha alle spalle una lunga storia».

«Al Ticino le briciole»

Per ProGottardo – Ferrovia d’Europa, «Trasporti ’45» è una «chiusura al futuro». Con una nota, l’associazione ha criticato la visione «miope» del Consiglio federale, che si limita all’orizzonte 2045 senza delineare alcuna strategia a lungo termine oltre il 2050. Il punto più dolente riguarda il completamento dell’asse transalpino nord-sud. A farne le spese, secondo l’associazione, il Ticino che deve accontentarsi delle «proverbiali briciole» e si ritrova in crescente difficoltà nell’affrontare – si legge – «i problemi del traffico, del carico ambientale e dello sviluppo economico e territoriale».

A livello nazionale

Ma che cosa prevede, nel resto del Paese, il pacchetto «Trasporti ’45»? Per cominciare ricordiamo che il progetto posto in consultazione è lo strumento con cui la Confederazione pianifica e finanzia lo sviluppo dell’infrastruttura del trasporto nazionale per i prossimi vent’anni. L’obiettivo dichiarato è uno «sviluppo mirato e coordinato di ferrovia, strade e traffico d’agglomerato». Le priorità sono state stabilite sulla base della nota perizia del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e delle valutazioni degli uffici competenti.

La rete ferroviaria

Tra gli interventi a breve termine confermati oggi figurano gli investimenti nell’area di Renens (VD), che dal 2030 consentiranno di migliorare i collegamenti tra Bienne (BE) e Losanna/Ginevra. Sono inoltre previsti lavori per introdurre la cadenza quartoraria tra Berna e Zurigo e quella semioraria tra Berna e Lucerna e tra Basilea e Zurigo. Il loro costo complessivo supera i 13 miliardi di franchi.

L’opera più onerosa è la prima tappa della stazione di transito di Lucerna (3 miliardi di franchi), seguita dalla galleria di base II dello Zimmerberg e dall’ampliamento della stazione di Ginevra Cornavin (1,8 miliardi ciascuno).

Il Consiglio federale ha inoltre delineato gli interventi che potrebbero confluire nel successivo messaggio, previsto nel 2031. Si tratta del potenziamento della linea Losanna–Ginevra (tra Morges e Perroy), della seconda fase della stazione sotterranea di Lucerna e di un nuovo passante ferroviario a Basilea.

Le strade nazionali

Per quanto riguarda la rete autostradale, il decreto federale che sarà sottoposto al Parlamento il prossimo anno comprenderà due interventi sull’A1: l’ampliamento a sei corsie tra Aarau Est e la diramazione di Birrfeld, nel canton Argovia (570 milioni di franchi), e quello tra Perly e Bernex, nel canton Ginevra (1 miliardo).

Non saranno invece portati avanti 31 interventi, per un valore complessivo di circa 16 miliardi di franchi, finora inseriti nel Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali. Tra questi figurano anche alcuni progetti respinti in votazione popolare nel 2023.

Nell’orizzonte realizzativo 2045 trovano invece posto otto interventi, tra cui il Rheintunnel di Basilea, anch’esso bocciato alle urne nel 2023. Sempre con orizzonte 2045 è previsto, come visto sopra, l’ampliamento dell’A2 tra Lugano e Mendrisio, che potrebbe tuttavia cedere la priorità al collegamento A2-A13 tra Bellinzona e Locarno, a seconda dell’esito della futura consultazione.

IVA e FOSTRA

Per finanziare il potenziamento della rete ferroviaria, il Consiglio federale propone di prorogare oltre il 2030 il supplemento IVA dell’uno per mille destinato al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF). La misura dovrebbe generare circa 8 miliardi di franchi di entrate supplementari entro il 2045.

Il finanziamento delle strade nazionali e del programma Traffico d’agglomerato sarà invece garantito dal Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). Per la pianificazione, il Consiglio federale parte inoltre dal presupposto che la tassa sui veicoli elettrici entrerà in vigore come previsto nel 2030.