Rassegne

Moon+Stars col vento in poppa

A due giorni dal termine gli organizzatori stilano un bilancio dell'edizione 2026 che ha fatto registrare un incremento degli spettatori (superata quota 75.000) e dell'apprezzamento da parte di pubblico e addetti ai lavori - «Un buon punto di partenza per la nuova era che ci condurrà al 2032»
©PABLO GIANINAZZI
Mauro Rossi
17.07.2026 20:50

Mancano ancora due giornate, domani e domenica,  alla conclusione ma per Moon+Stars (nuova denominazione ufficiale della rassegna locarnese) è già tempo di tracciare un bilancio. Che, stando all’organizzazione, è estremamente positivo. E non solo sul fronte delle presenze, con oltre 75.000  biglietti staccati –  cifra che fa segnare un nuovo primato da quando, nel 2020, Dani Büchi ha rilevato la rassegna e, più o meno contemporaneamente, ha visto ridurre per motivi di sicurezza la capienza massima di Piazza Grande. Ma anche e soprattutto su quello dell’immagine e del grado di soddisfazione espresso dal pubblico «che  quest’anno abbiamo visto particolarmente soddisfatto e felice», ha commentato il sindaco di Locarno Nicola Pini. «Mai come quest’anno abbiamo percepito un generale sentimento di serenità e di contentezza nelle piazze – ha aggiunto – che ha avuto il suo apice in due momenti: il concerto di giovedì sera di Max Pezzali e la visione pubblica, alle 3 di notte di domenica, dell’incontro di calcio tra Svizzera e Argentina. Due momenti in cui si è percepito un grande senso di comunità del quale, in questi tempi difficili c’è davvero il bisogno».

Il concerto di Max Pezzali, giovedì sera, è stato in effetti uno dei momenti topici dell’intera rassegna. Visto alla vigilia come un’autentica scommessa in quanto programmato alla fine di una tournée dell’artista negli stadi italiani conclusasi solo pochi giorni fa con un doppio «sold out» a San Siro e privo di qualsiasi interesse per il pubblico di lingua tedesca – storicamente il più numeroso e maggiormente propenso, rispetto a quello ticinese, a sostenere il costo dei  non proprio economici biglietti per Piazza Grande – era da molti pronosticato come il potenziale anello debole della catena di «quasi sold out» della rassegna. Invece si è rivelato non solo un gran successo al botteghino, ma è stato accompagnato da un entusiasmo che lo stesso organizzatore Dani Büchi ha definito «mai visto», con ottomila e forse più persone che hanno cantato a squarciagola ogni canzone, dalla prima all’ultima nota facendo passare in secondo piano le leggere imperfezioni tecniche che hanno caratterizzato lo show,  quali  una falsa partenza,  una infelice regolazione dei volumi  che ha penalizzato la voce del cantante e bilanciato male il suo rapporto con gli strumenti e un inizio dei «bis» ritardato di una decina di minuti a causa di forti folate di vento. Il concerto di Pezzali è stato, insomma, un gigantesco karaoke che ha ribadito come l’ex 883 sia ormai diventato, sul fronte italico, il vero erede di Vasco Rossi, non tanto musicalmente quanto per la trasversalità del suo pubblico e per l’affetto che gli testimonia.

Ma attribuire solo al positivo esito della «scommessa» Pezzali il successo di Moon+Stars 2026 è riduttivo. Tutto quest’anno ha infatti funzionato al meglio. Sul fronte meteorologico in primis con neanche una serata piovosa; sul già citato fronte dell’affluenza con tre «sold out» – One Republic, Lewis Capaldi e la serata odierna con Stubete Gäng, Trauffer e Heimatliebi; per ciò che riguarda la qualità media degli spettacoli, con punte di assoluta eccellenza tra i «veterani» Roxette, Kim Wilde, One Republic, Duran Duran, Jamiroquai e delle «scoperte» Jessie J e Giant Rooks e un’unica perplessità, in chi vi scrive, legata a Lewis Capaldi – il suo risicato show, un’ora e venti scarsa, è apparso, al di là della sua ottima voce, invero modesto sul fronte delle canzoni. Anche per la «Food+Music Street» che quest’anno ha ampliato la sua offerta con un palco supplementare per gli spettacoli e uno per seguire le partite di calcio del mondiale il bilancio è, a detta degli organizzatori, soddisfacente. «L’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza a tutto tondo è stata positiva», fanno rilevare. «I feedback ricevuti sia da parte del pubblico, locarnese e non, sia dagli artisti sono andati  ben oltre le nostre aspettative, e questo è un buon punto di partenza per la nuova era di Moon+Stars, che abbiamo inaugurato quest’anno e che ci porterà fino al 2032». Un periodo che si annuncia ricco di sfide non solo sul fronte artistico (a proposito: ieri sono state già comunicate le date della prossima edizione, dal 15 al 25 luglio  2027) ma anche temporale: il riferimento è alla manifesta intenzione del Locarno Film Festival di voler mutare il proprio posizionamento nel calendario, anticipandolo di qualche settimana e quindi entrando in collisione con Moon+Stars. «Si tratta di una questione sulla quale da domani inizieremo a chinarci», ha spiegato il sindaco locarnese. «E sono sicuro che, come molti altri problemi, in questi anni, sono stati risolti con il dialogo tra le parti, anche in questo caso riusciremo a trovare una quadra». C’è da augurarselo anche perché la dimensione che anno dopo anno Moon+Stars sta guadagnando e l’impatto in termini  di immagine ed economico che sta avendo,  lo rende oggi un competitor con il quale rischia di diventare difficoltoso scontrarsi. 

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