Il dibattito

Navigazione sul Lago Maggiore: «È ora di dirigere la rotta verso le Fart»

dipendenti della SNL, riuniti in assemblea, invitano tutte le parti a remare nella stessa direzione - Chiesto al Consiglio di Stato di assumere il ruolo di mediatore per superare l’incertezza sul loro futuro professionale - La replica della società: «La presenza della presidente del Governo alla riunione del personale è un fatto deplorevole»
La tensione per il cambio di rotta rimane altissima. © CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
30.09.2026 18:28

«È ora di dirigere la prua verso le Fart». Lo ha detto il Consiglio di Stato quando, lo scorso luglio, ha deciso di non più affidare la gestione della linea di battelli tra Locarno e Magadino alla Società navigazione del Lago di Lugano (SNL) alla luce del servizio ritenuto insoddisfacente. Lo hanno ribadito le istituzioni politiche, turistiche e, in generale, economiche del Locarnese plaudendo la scelta del Governo. E ora lo affermano forte e chiaro anche i dipendenti della SNL direttamente toccati da questo cambio di rotta. Dipendenti - 35 in tutto, 12 dei quali assunti con contratto che sono estremamente preoccupati per la situazione di incertezza riguardo al loro futuro professionale. «Dal prossimo 14 dicembre nessuno sa quali saranno i servizi di navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore. In questo clima di incertezza non possiamo accettare le pressioni che SLN sta esercitando sui propri dipendenti», ha ribadito Angelo Stroppini, segretario del Sindacato del personale dei trasporti (SEV), incontrando i media all’indomani dell’assemblea del personale di SNL impiegato appunto sul Verbano. Alla prima parte della riunione hanno preso parte anche la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti e il delegato cantonale per le relazioni esterne Francesco Quattrini, i quali hanno illustrato il progetto per il passaggio di gestione dalla SNL alle Fart della linea Locarno-Magadino.

Botta e risposta

Una presenza, quella della presidente del Governo, stigmatizzata da SNL che non esita a definirla «un fatto deplorevole». Nel comunicato stampa diramato pochi minuti dopo il termine della conferenza stampa convocata dai sindacati SEV, UNIA e OCST, la società luganese solleva dubbi riguardo all’imparzialità istituzionale: «Un sindacato che non è firmatario del contratto collettivo di SNL (ossia il SEV, ndr.) riunisce il personale di un’azienda nei locali dell’azienda (le Fart, ndr.) alla quale il Governo vuole trasferire, con la forza e contro le regole del diritto, il servizio di navigazione sul Verbano. E a quell’incontro partecipa la presidente del Governo. Il problema è evidente». Da qui la domanda retorica: «Può un Governo utilizzare tutto il proprio peso istituzionale per imporre il trasferimento di un’attività imprenditoriale privata da un’azienda a un’altra, della quale per di più esso stesso è l’azionista di maggioranza?».

Votata una risoluzione

Questo scambio di accuse, senza esclusione di colpi, testimonia il clima rovente che sta caratterizzando il prospettato cambio di rotta per la gestione della navigazione sul bacino svizzero del Verbano. Clima che i 35 dipendenti (tra fissi e stagionali) vorrebbero torni ad essere sopportabile. E per questo hanno messo nero su bianco le loro richieste in una risoluzione sottoscritta quasi all’unanimità. Innanzitutto chiedono alla SNL il ritiro immediato delle misure contrattuali prospettate a cinque di loro. L’altro invito rivolto al loro datore di lavoro è quello di assicurare una fattiva collaborazione per una transizione ordinata verso le Fart di tutta la navigazione sul Lago Maggiore, nonché di garantire la consueta continuità lavorativa fino al «passaggio di testimone» in modo da scongiurare vuoti salariali. Al Cantone le maestranze chiedono di fungere da intermediario affinché il personale impiegato sul Verbano venga ripreso dalle Fart. Ai sindacati, infine, i lavoratori domandano di intavolare trattative con le Fart in modo da negoziare per i futuri loro dipendenti condizioni di lavoro in sintonia con le altre compagnie di navigazione elvetiche.

Due parlamentari nel mirino

Il dibattito sul futuro della navigazione sul Lago Maggiore potrebbe anche avere una coda giudiziaria. La SNL si riserva infatti il diritto di adire le vie legali contro i granconsiglieri socialisti Fabrizio Sirica e Maurizio Canetta per i contenuti della loro interrogazione riguardante in particolare i conti della società. «Il fatto di essere deputati in Parlamento non significa avere la licenza di diffondere impunemente calunnie e falsità», recita un comunicato stampa nel quale la SNL dichiara di aver dato mandato ai propri avvocati di promuovere le necessarie azioni penali qualora le notizie riportate dalla stampa in merito alla citata interrogazione dovessero davvero corrispondere a quanto scritto da Sirica e Canetta.