Negozi sotto i ferri in stazione: che ne sarà del Piccobello?

La direzione scelta è ormai chiara e sotto gli occhi di tutti: il comparto della stazione FFS di Lugano sta pian piano cambiando volto in quella che sarà una vera e propria rivoluzione sia dal punto di vista estetico sia da quello del trasporto pubblico. Inevitabilmente, però, alcuni interventi potrebbero cambiare il destino di parti della città che hanno fatto la storia e che rappresentano un punto di riferimento per la maggior parte dei luganesi (e non).
FFS Immobili intende mettere mano all’edificio di servizio est, ovvero quello che si affaccia sulla fermata degli autobus e che da un lato guarda il parcheggio a pagamento che costeggia i binari. Lo stabile che per l’appunto ospita dal 1992, è superfluo dirlo, il Piccobello (prima si chiamava "Aperto"), lo storico negozio di alimentari aperto sette giorni su sette dalle 6 alle 22 che per anni ha salvato pranzi e cene domenicali (e non) a chiunque avesse il frigo vuoto, oltre ad essere un punto di ritrovo per i giovani prima di recarsi in centro città. Il suo destino? Sospeso.
Destino sospeso
L’occasione per intervenire sull’edificio – si legge nella relazione tecnica della domanda di costruzione – è data dalla scadenza, prevista nel 2026, del contratto di locazione per due dei tre negozi presenti al piano terra, che permetterà di intervenire con minori interferenze operative durante la fase di cantiere. Che ne sarà, quindi, del Piccobello? Il proprietario dello stabile considera prematuro esprimersi dal momento che è in corso una discussione con le FFS per capire, appunto, il destino del negozio di alimentari. Qualche informazione, però, sono state le stesse Ferrovie federali a fornircele, anche se non del tutto chiare. Prima di tutto, si sta parlando di un «risanamento completo dell'edificio, accompagnato dal rinnovamento di tutta la tecnologia presente al suo interno». Per quanto riguarda «la superficie Kkiosk, il conduttore rimarrà invariato; pertanto, sono previsti interventi di miglioria dell’attuale allestimento di vendita». Da questo punto di vista, quindi, niente verrà stravolto. Dubbi, quindi, ricadono sugli altri due "inquilini" dell’edificio est, tra cui il Piccobello. In merito alla destinazione d’uso, le FFS intendono «sfruttare la scadenza dei contratti attuali, introducendo così nuovi concetti commerciali sia nel settore delle vendite che in quello gastronomico». Il Piccobello, come siamo abituati a conoscerlo, chiuderà quindi del tutto? La domanda rimane aperta.