«No, il PoLuMe non renderà il Mendrisiotto più vivibile»

«No, il PoLuMe non renderà il Mendrisiotto più vivibile». In una nota, l'AlternativA Verdi e Sinistra di Mendrisio – rispondendo a un articolo pubblicato sabato sul CdT – ribadisce con fermezza la propria contrarietà al progetto. «Di fronte alle prese di posizione favorevoli al progetto apparse recentemente sulla stampa, riteniamo necessario riportare il dibattito sui fatti e sugli interessi della popolazione del Mendrisiotto», si legge nel comunicato. «Il nostro distretto vive già oggi una situazione viaria difficile. Congestioni quotidiane, inquinamento atmosferico e fonico, perdita di qualità di vita e consumo di territorio sono problemi ben noti a cittadine e cittadini. In questo contesto, continuare a investire in infrastrutture che favoriscono il traffico motorizzato significa affrontare le conseguenze senza intervenire sulle cause».
Problemi che si ripresentano
Secondo quanto scrive l'AlternativA Verdi e Sinistra sostiene che il PoLuMe sia stato presentato come una soluzione ai problemi della viabilità, sebbene rischi di produrre «un effetto ben conosciuto»: aumentare la capacità stradale porta, nel medio periodo, ad attirare nuovo traffico. «Il risultato è che, dopo una fase iniziale, la congestione tende a ripresentarsi, mentre il territorio si ritrova con un'infrastruttura più invasiva e un impatto ambientale maggiore», si legge ancora nella nota. Secondo l'AlternativA Verdi e Sinistra, le cosiddette misure di compensazione non cambiano questa realtà. «Pur potendo rappresentare singoli interventi puntuali, non renderanno il Mendrisiotto più vivibile se il risultato complessivo del progetto sarà un aumento del traffico motorizzato. Non basta riqualificare alcuni spazi pubblici o prevedere interventi accessori quando si continua a favorire un modello di mobilità che genera più automobili, più emissioni e maggiore pressione sul territorio».
«Occorre una strategia diversa»
Per l'AlternativA Verdi e Sinistra, la vera compensazione consiste nel ridurre il traffico alla fonte, «non nell'accompagnarne la crescita». «Per il Mendrisiotto occorre una strategia diversa: un deciso potenziamento del trasporto pubblico, una rete ciclabile continua e sicura, una migliore gestione della mobilità aziendale e misure efficaci per ridurre il traffico pendolare e di attraversamento. Sono queste le politiche che permettono di migliorare realmente la qualità della vita della popolazione».
Non ignorare la volontà popolare
Non solo. Nel comunicato viene menzionato anche «un principio democratico che non può essere ignorato». «La volontà popolare espressa nelle urne deve essere rispettata. Come ha opportunamente ricordato l'Associazione traffico e ambiente, le decisioni democratiche rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per le istituzioni e per chi fa politica»
Per questo motivo, per l'AlternativA Verdi e Sinistra, riproporre sotto altre forme progetti che la popolazione ha chiaramente respinto significa indebolire la fiducia nei processi democratici. «L'AlternativA Verdi e Sinistra di Mendrisio continuerà quindi a opporsi al PoLuMe e a sostenere soluzioni che mettano al centro la salute delle persone, la tutela del territorio, la sicurezza e una mobilità realmente sostenibile». Secondo il gruppo, il futuro del Mendrisiotto non passa dall'aumento del traffico, «ma dalla sua riduzione attraverso politiche lungimiranti, coerenti con gli obiettivi climatici e con le esigenze di chi vive e lavora quotidianamente nella nostra regione»
