Nuova vita per la Cisterna: sarà la volta buona?

Dopo un ventennio di abbandono, il comparto Cisterna è (quasi) pronto per una seconda vita? Il Municipio di Sorengo ne è convinto da tempo, tanto che l’anno scorso – non senza qualche malumore da parte di alcuni consiglieri comunali che si erano visti anticipare la notizia dalla stampa – aveva riversato le proprie intenzioni in una variante di Piano regolatore necessaria per modificare l’attuale assetto pianificatorio e procedere verso una riqualificazione dell’area. Sostanzialmente, l’operazione getta una nuova base legale per passare da un’impostazione vecchia di vent’anni e che non prevede il rilancio del comparto perché codificato come un’area di svago privata, a una di fruizione pubblica e con contenuti destinati alla cittadinanza. Di recente, l’Esecutivo ha fatto un ulteriore passo avanti per «ridare vita a un’area preziosa, oggi sottoutilizzata, e per rafforzare l’offerta di spazi pubblici e di incontro di Sorengo» licenziando il relativo messaggio municipale all’attenzione del Consiglio comunale. La modifica pianificatoria – qualora venisse avallata dal Legislativo – proseguirà il suo iter con la trasmissione al Dipartimento del territorio. Il comparto, un tempo ex centro sportivo di Credit Suisse e situato accanto alla strada principale che collega Besso a Collina d’Oro, viene acquistato dal Comune nel 2023. E fin da subito emerge la chiara intenzione di quest’ultimo: restituire il terreno ai cittadini. Ad esempio, inserendovi spazi culturali e associativi, servizi scolastici, parascolastici e di prossimità oppure attività ricreative e sportive. Contenuti, questi, che potranno essere gestiti direttamente dall’ente pubblico oppure da partner privati o associazioni (rispettando però sempre l’interesse pubblico). Inoltre, il progetto pensato dall’Esecutivo vede anche la possibilità di costruire un nuovo edificio di due piani che potrebbe ospitare, appunto, questi contenuti a vocazione pubblica.
Di perplessità e spiegazioni
Malumori, dicevamo in entrata. Sì, perché l’anticipazione da parte del Corriere del Ticino dei contenuti della variante di Piano regolatore – gli atti erano stati depositati per informazione e partecipazione pubblica – ha sorpreso alcuni consiglieri comunali, tanto da inoltrare un’interpellanza (targata PLR) al Municipio in cui veniva chiesto se non fosse stato necessario, prima della pubblicazione degli atti, di incontrare il Legislativo, almeno nei suoi organi rappresentativi. «Il malumore che abbiamo percepito da diverse osservazioni ricevute ci preoccupa perché non è una buona base di partenza per la discussione a seguito del previsto messaggio municipale relativo a un progetto così importante», scrivevano i firmatari. Con la speranza che i malumori, nel frattempo, si siano appianati (il Municipio ha convocato il Consiglio comunale in una seduta ad hoc per spiegare la situazione, ndr), non è da escludere che la questione venga sollevata nuovamente quando il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sulla variante di Piano regolatore. Al netto, durante la fase di deposito pubblico della modifica pianificatoria, sono state inoltrate al Municipio sette osservazioni. Osservazioni che hanno ricevuto puntuale risposta da parte dell’Esecutivo, come ad esempio sulla questione dei posteggi e l’impatto sul traffico. A tal proposito, il Municipio ha spiegato che «non saranno realizzati nuovi posteggi pubblici» e che quindi «l’impatto sul traffico sarà minimo». «La necessità di ulteriori posteggi (privati, a servizio della zona per scopri pubblici) per il comparto sarà valutata successivamente in ambito edilizio. Si ricorda che il comparto ha un’ottima accessibilità attraverso il trasporto pubblico, in particolare con la rete ferroviaria FLP adiacente e delle linee bus poco distanti».

