Mendrisiotto

Oro blu più caro a sud del Distretto: «Abbiamo dovuto aumentare le tariffe»

Il presidente del Consorzio Francesco Meroni: una decisione che si rende necessaria «per far fronte ai costi legati alla costituzione del Consorzio e agli importanti impegni finanziari connessi»
©Ti-Press / Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
12.01.2026 22:29

Una decisione che si rende necessaria «per far fronte ai costi legati alla costituzione del Consorzio e agli importanti impegni finanziari connessi». Da inizio anno la tassa sul consumo dell’acqua nel comprensorio del Servizio Idrico Basso Mendrisiotto (SIBM) – ovvero per l’approvvigionamento idrico dei Comuni di Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo – è aumentata. Dal primo gennaio, in sostanza, la tariffa è passata da un franco e venti al metro cubo a 1,55 franchi.

Alla base della decisione, come detto, ci sono anche gli importanti impegni finanziari che coinvolgono il Consorzio. «Il SIBM è attivo dal 2023 e, allora, ci eravamo prefissi di mantenere invariate le tariffe almeno per 3 anni – ci spiega il presidente del Consorzio Francesco Meroni –. Così è stato ma oggi, a fronte della richiesta di investimenti di ARM e la necessità di dover intervenire sul nostro acquedotto, abbiamo dovuto aumentare le tariffe». L’ARM – acronimo di Acquedotto regionale del Mendrisiotto – è un insieme di opere distribuite sul territorio dei Comuni del Distretto ed è composto, oltre che dalla stazione di captazione e potabilizzazione a lago, da 21 km di condotte (di cui 13 di dorsale principale e 8 di collegamenti tra reti comunali), nuovi serbatoi, impianti di pompaggio e telegestione. Una volta ultimate le varie opere, il Mendrisiotto sarà in rete e l’acqua potrà essere prelevata dal lago e pompata verso tutti i Comuni. Tutto ciò, però, ha evidentemente un costo ed è frutto di investimenti milionari.

Investimenti e adeguamenti

Il SIBM, racconta ancora Meroni, partecipa agli investimenti di ARM con una quota di circa il 40% (la risultanza dei quattro Comuni consorziati). «Oltre a questo onere dobbiamo far fronte anche all’adeguamento delle nostre reti». L’implementazione dell’acquedotto regionale, infatti, implica «il cambiamento di alcune reti di approvvigionamento idrico, l’aumento del diametro delle condutture e la realizzazione di nuove reti. Tutto ciò – conferma il presidente – porta ad avere necessità d’investire».

Di riflesso, non si nasconde, è giunto il momento di ritoccare verso l’alto le tariffe.

Tassa base invariata

Nella nota stampa che annuncia l’aumento della tariffa si specifica che «oltre agli importanti introiti delle rifusioni, la creazione del Consorzio ha soprattutto permesso ai Comuni di evitare ingenti investimenti individuali per il risanamento delle infrastrutture, offrendo al contempo una gestione più efficiente grazie a un sistema interconnesso». Oltre a ciò vanno fatti i conti, appunto, con le quote ARM. «Nel corso del 2025 – si sottolinea nel comunicato – il ricorso a prestiti bancari è aumentato fino a raggiungere complessivamente 29 milioni di franchi. La legge stabilisce che il servizio di approvvigionamento idrico debba autofinanziarsi tramite le tasse d’uso: ciò implica che gli investimenti necessari, laddove possibile, vengano coperti dalla gestione corrente». Anche da qui, dunque, la necessità di aumentare le tariffe. Rimane invece invariato l’importo della tassa base. 

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