Gambarogno

Ostacolò la Rega con un drone, al turista multa e pena sospesa

Decreto d’accusa per il 25.enne che aveva creato problemi al soccorso aereo
Red. Locarno
04.11.2026 06:00

Una multa di 500 franchi e trenta aliquote giornaliere da 30 franchi, sospese condizionalmente per due anni, corrispondenti a 900 franchi complessivi. È questa la pena proposta dal Ministero pubblico nei confronti del turista australiano che, facendo volare un drone sopra il Gambarogno, aveva messo in difficoltà un elicottero della Rega impegnato in un’operazione di soccorso.

L’episodio, avvenuto il 5 luglio 2025 a Indemini, aveva suscitato particolare attenzione per i rischi creati durante un intervento d’emergenza. Come riferito all’epoca su queste colonne, poco prima delle 17 era stato segnalato il volo di un drone mentre un elicottero della Rega si stava avvicinando alla zona. Gli agenti della Polizia cantonale e della Polizia intercomunale del Piano avevano rapidamente identificato il pilota dell’apparecchio radiocomandato, un cittadino australiano allora 25.enne e la cui dimora oggi non è nota, che l’aveva immediatamente fatto atterrare.

L’inchiesta penale aperta successivamente ha ora portato a un decreto d’accusa per perturbamento della circolazione pubblica, impedimento di atti dell’autorità e contravvenzione alla Legge federale sulla navigazione aerea. Se non verrà presentata opposizione entro i termini previsti dal Codice di procedura penale, il provvedimento assumerà valore di sentenza definitiva.

Il caso richiama ancora una volta l’attenzione sull’aumento dei droni amatoriali e sui rischi che possono generare quando vengono utilizzati in prossimità di interventi d’emergenza. Già all’indomani dei fatti, Polizia cantonale e Ministero pubblico avevano ricordato che durante le operazioni dei servizi di soccorso il volo di droni è vietato.

Le regole e il precedente

In queste situazioni, gli apparecchi presenti nelle vicinanze devono rimanere a terra o essere fatti atterrare immediatamente, così da non compromettere la sicurezza delle operazioni di salvataggio e dei mezzi impiegati. Le autorità avevano inoltre richiamato un precedente verificatosi poche settimane prima nel Bellinzonese, sottolineando come l’utilizzo non autorizzato di questi apparecchi in contesti d’intervento possa mettere a rischio l’incolumità delle persone e ostacolare il lavoro dei soccorritori.

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