Chiasso

Per convincere gli scettici Bruno Arrigoni sceglie l’ottimismo

In un discorso di inizio anno farcito di soli riferimenti positivi, il sindaco ha immaginato la cittadina del futuro: un Comune aggregato, terzo per popolosità in Ticino, «ma sempre a misura d’uomo» – «Diamoci una mossa»
©Massimo Piccoli
Lidia Travaini
12.01.2026 06:00

Con un discorso incentrato sull’ottimismo, il 2026 non potrà che portare positività. Lo ha con ogni probabilità pensato il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni nel momento di decidere con quali parole rivolgersi alla popolazione nel corso della cerimonia per lo scambio degli auguri di inizio anno. Solo argomenti e notizie positive hanno trovato posto nel suo discorso. Non per nascondere la testa sotto la sabbia, ma per «guardare al futuro e costruirlo in maniera proficua», ha premesso ieri dal palco del Cinema Teatro. «Chiasso non è solo un punto sulla mappa: è una città che vale la pena conoscere, capace di sorprendere chi va oltre la prima impressione. È un luogo dove confini, culture e idee si incontrano, offrendo opportunità, qualità di vita e una forte identità ticinese». Semprre parole di Bruno Arrigoni? Sì, ma fino a un certo punto. Il sindaco ha infatti chiesto all’intelligenza artificiale una definizione di Chiasso. «E se lo dice l’intelligenza artificiale», ha aggiunto il sindaco prima di affrontare tre temi, tutti legati alla Chiasso che tanto ama e in cui crede fortemente, e tutti sorgenti di spunti positivi: la Chiasso sociale, la Chiasso economica e la Chiasso futura.

«Unire le forze»

L’obiettivo, o meglio la conclusione del suo discorso? La costruzione della diapositiva della cittadina di confine del futuro, quella che Arrigoni vuole consegnare alle prossime generazioni. Di quale Chiasso parliamo? Prima di tutto, di una Chiasso più grande, che unisce le forze con i propri vicini, insomma una Chiasso aggregata. «Sul nostro territorio, vogliamo costruire una nuova identità più grande ma sempre a misura d’uomo. Se vogliamo diventare la terza città ticinese dopo Lugano e Bellinzona, dobbiamo muoverci ora. L’aggregazione del Basso Mendrisiotto s’ha da fare, senza tante esitazioni. Vogliamo dare un futuro alle prossime generazioni? Vogliamo essere propositivi? Essere in grado di fare investimenti? Vogliamo forse un giorno avere un solo Comune per il Mendrisiotto? Diamoci una mossa», ha detto senza troppi giri di parole promuovendo l’aggregazione del Basso Mendrisiotto. Si voterà nel giugno 2027, «abbiamo tempo per convincere gli scettici - ha aggiunto -. Oggi più un Comune è piccolo, più ha difficoltà, soprattutto se vuole fare investimenti. Non facciamoci quindi abbagliare da conti finanziari oggi ancora positivi ma destinati a cambiare in peggio». L’invito ai vicini ad abbracciare il progetto aggregativo è evidente e i progetti e le notizie positive su Chiasso di cui ha parlato il sindaco prima di arrivare al tema aggregativo avevano probabilmente anche lo scopo di sciogliere qualche dubbio ai diffidenti. Tra le tante ne abbiamo scelte due: un plauso alle infrastrutture sportive chiassesi - «vogliamo continuare a occuparcene malgrado le difficoltà» -, con lode all’Ente Regionale dello Sport del Mendrisiotto e Basso Ceresio che le coordina - «Da questo ente ci aspettiamo parecchio e non in tutti i Comuni della regione è finora passato il giusto messaggio» -; e un buon momento economico con un aumento degli impieghi, degli investimenti e del fermento immobiliare. Poi spazio ad altri applausi, ai diciottenni e agli sportivi più meritevoli del 2025.