La visita

Peter Merz: «Lugano-Agno per ora è salvo, ma la politica metterà ancora pressione»

L'amministratore delegato di Skyguide stamane era in Ticino: «Il nostro è un servizio di qualità ma costoso, abbiamo aumentato le tariffe per i sorvoli per riflettere la complessità dei nostri cieli»
© CdT/MP
Marcello Pelizzari
16.03.2026 14:02

I numeri, innanzitutto. Nel 2025, il traffico aereo in Svizzera ha raggiunto un nuovo record con 1,346 milioni di voli gestiti, per un aumento dell'1,3%. Anche decolli e atterraggi sono cresciuti, arrivando a quota 487.515 (+1,7%). Skyguide, l'azienda che garantisce il controllo del traffico aereo civile e militare nel nostro Paese per conto della Confederazione, può abbozzare un sorriso, a immagine del suo amministratore delegato, Peter Merz, incontrato all'aeroporto di Lugano-Agno e apparso perfettamente a suo agio. «Il 96,3% di tutti i voli ha raggiunto la propria destinazione entro i tempi previsti» ha spiegato al Corriere del Ticino, «mentre il ritardo imputabile ai nostri servizi si è attestato in media a 37 secondi per volo». Al di sotto, e pure di tanto, della media europea che invece supera i due minuti.

Non finisce qui: lo scorso anno, Skyguide ha realizzato un utile consolidto di 55,2 milioni di franchi a fronte della perdita (18,9 milioni) del 2024. Un risultato legato all'aumento delle tariffe di sorvolo (38%) e a quelle di atterraggio nei due principali scali elvetici, Zurigo e Ginevra (24%). Un aumento che, ci arriveremo, deve tuttavia essere ancora approvato dalla Commissione Europea. Fatte le dovute premesse, Merz ha pure accennato ai 70 milioni di franchi investiti nelle operazioni e in tecnologia, ai 41 milioni di franchi rimborsati alla Confederazione per il prestito Covid e alle sfide, future, cui è confrontata l'azienda, anche pensando al ruolo e all'importanza che riveste Skyguide per gli aeroporti regionali.

I primi cento giorni

«Sono qui per celebrare i miei primi cento giorni alla testa di Skyguide» ha ribadito Merz, specificando che «in realtà sono già centotrenta». Quindi, la promessa: «La sicurezza, per noi, è sempre al primo posto». A proposito di numeri, l'ex comandante delle Forze aeree si è soffermato sull'aumento di voli: «Eurocontrol, l'organizzazione intergovernativa per il controllo del traffico europeo, aveva previsto una crescita del 3,9% per la Svizzera. La differenza rispetto alle previsioni è data dall'aumento delle tariffe: alcune compagnie, infatti, hanno iniziato a circumnavigare il nostro spazio aereo per non dover pagare la tassa di sorvolo, considerata elevata».

Le discussioni con l'Unione Europea sono in corso da tempo, oramai, con due proposte da parte di Skyguide sin qui rifiutate. «Ma confidiamo che, alla fine, la Commissione accetti le nostre tariffe, volute per tutelare al meglio un Paese come la Svizzera e, soprattutto, uno spazio aereo di per sé complesso: rispetto all'Irlanda, ad esempio, gestiamo molti più decolli e atterraggi. Lo sforzo richiesto, fronte controllori, è più grande». E ancora: l'Irlanda può incassare con maggiore facilità, dato che il suo spazio aereo è più esteso «e le tariffe considerano la distanza percorsa, da un lato, e il peso dell'aeromobile dall'altro».

Concretamente, in Svizzera il 70% dei voli è guidato da un controllore. «Anche per questo – ha ribadito Merz – vogliamo cambiare il sistema delle tariffe. Vogliamo, insomma, che la complessità del nostro spazio aereo e i costi si riflettano nella cifra proposta. È vero, il nostro è un servizio costoso. Ma di qualità. Una qualità che ci viene riconosciuta tanto dagli aeroporti quanto dalle compagnie». 

Che cosa dice il futuro?

Skyguide, dicevamo, ha chiuso il 2025 con un utile pari a 55,2 milioni. Merito, appunto, delle tariffe per i sorvoli più alte. Al contempo, l'azienda ha avviato un processo di ottimizzazione dei costi all'insegna dell'efficienza. Un processo sì necessario, ma a suo modo tortuoso. «Noi – ha ricordato ancora Merz – dobbiamo pagare per l'uso delle infrastrutture, mentre altri servizi di controllo del traffico aereo, in Europa, non devono sobbarcarsi costi simili». Le buone notizie, a ogni modo, non mancano. Una su tutte: dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha respinto la limitazione del contributo di 30 milioni di franchi annui della Confederazione per sostenere i servizi per la sicurezza di avvicinamento e di decollo di otto aerodromi regionali in Svizzera. Cosa che, per lo scalo di Lugano-Agno, avrebbe voluto dire ricevere 5 milioni di franchi in meno ogni anno. «Per il momento, lo status quo è garantito. Ma la pressione, politicamente parlando, rimane alta. E ci sprona a trovare soluzioni. Noi abbiamo ottimi contatti con tutti gli aeroporti regionali, c'è un ragionamento d'insieme, a partire da Agno, per ridurre i nostri costi. Anche l'Ufficio federale dell'aviazione civile dovrà fare la sua parte». 

Skyguide, di suo, ha varato un taglio di budget, netto, di 24 milioni di franchi per il 2026. «Ma è un taglio insostenibile sul lungo periodo, o quantomeno con l'organizzazione attuale» ha chiosato Merz. «Per questo, abbiamo formato una task force interna per individuare possibili misure e strategie. Non è una cosa che faremo dall'oggi al domani, ma sono convinto che questa azienda possa ridurre la complessità e diventare più efficiente. Offrendo, quindi, i propri servizi a un costo più basso rispetto a oggi». Per risparmiare, non è un paradosso, bisogna innanzitutto investire. Nelle nuove tecnologie, considerando che quelle attuali, con cui i controllori si interfacciano ogni giorno, sono sempre più obsolete. L'idea del programma virtual centre, ad esempio, nasce proprio dall'esigenza di portare Skyguide verso il futuro. «Ma una cosa è certa, noi crediamo negli aeroporti regionali come Agno e vogliamo continuare a servirli».