Picchiò un richiedente l'asilo disabile, condannato un poliziotto

Emerge un nuovo caso di uso inadeguato della violenza da parte di un agente di polizia nei confronti di un richiedente l’asilo. Ne riferisce la RSI rendendo noto un episodio risalente al luglio del 2024 e iniziato a Chiasso. Una pattuglia della Polizia cantonale interviene per sedare dei disordini nella cittadina di confine.
A intervento ormai terminato, la pattuglia si sposta nei pressi del Centro federale d’asilo di Pasture per svolgere degli approfondimenti di rito. Lì però qualcosa cambia e la situazione degenera sfociando in un alterco tra un agente e un richiedente l’asilo di origine africana in sedia a rotelle. La discussione culmina con il poliziotto (un ex pugile professionista) che alza le mani sull’uomo, colpendolo in due occasioni. In seguito inoltre – spiega ancora la RSI – una volta rientrato in ufficio, mente al collega che deve scrivere il resoconto della vicenda.
Le spiegazioni poco lineari che fornisce l’agente convincono però la Polizia cantonale a fare una segnalazione al Ministero pubblico. Parte dunque un’inchiesta penale, così come un procedimento disciplinare. Quest’ultimo porta l’agente attivo per la gendarmeria del Mendrisiotto ad essere immediatamente sospeso dal lavoro sul terreno e ad essere assegnato ad altri incarichi. Il diretto interessato avrebbe inizialmente provato, senza successo, a negare l’accaduto.
La conseguenza è la condanna, tramite decreto d’accusa ora cresciuto in giudicato, per abuso di autorità, denuncia mendace e falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari. A firmare il decreto, a cui l’agente non si è opposto, è stato il procuratore generale Andrea Pagani. Nel documento si proponeva una pena pecuniaria sospesa e il pagamento di una multa. Risale invece all’inizio del 2023 la vicenda che aveva coinvolto un agente della Comunale di Chiasso, poi condannato e licenziato per un «fermo muscoloso» nei confronti di un migrante.