Riva San Vitale

«Più che un ecocentro sembra quasi un ecomostro»

Quattro consiglieri comunali lanciano un’iniziativa popolare tramite la quale chiedono la realizzazione di una nuova area per i rifiuti, ma non solo: «Il progetto esiste, ma da due anni giace in un cassetto»
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
16.03.2026 06:00

«Vogliamo smuovere le acque». È chiaro l’intento dei consiglieri comunali di Riva San Vitale Federico Imbesi, Roberto Daverio (Per Riva), TaniaBedulli e la presidente del Legislativo Raffaella Zucchetti (Lega-UDC-Indipendenti): l’ecocentro che si affaccia su via Giuseppe Motta, confinante con il cimitero, così come appare oggi non va bene. «Più che un ecocentro sembra quasi un ecomostro» commenta Imbesi nel raccontarci il perché i quattro membri del Legislativo abbiano deciso di promuovere un’iniziativa popolare.

Una raccolta firme che, in sostanza, porti alla realizzazione di una nuova area dove deporre i rifiuti con l’aggiunta di un centro per i servizi comunali. L’idea, va detto, non è nuova. Anzi, il fatto che ci sia già un progetto per chi ha promosso l’iniziativa è quasi un invito.

Su quel terreno, infatti, sono previste le realizzazioni, oltre al nuovo e moderno ecocentro, anche di un immobile che riunisca i servizi comunali con particolare attenzione all’Ufficio tecnico, i magazzini comunali – «oggi sparsi in diverse zone del paese», sottolinea Tania Bedulli – e i rifugi della protezione civile.

«Un progetto – interviene Imbesi –, sostanzialmente già approvato, che è stato presentato al Consiglio comunale quasi due anni fa e per il quale sono già stati spesi soldi pubblici. Ma che ora si trova riposto in un cassetto».

Ecco, quindi, l’idea di promuovere una raccolta firme: «Raccogliendo diverse lamentele consideriamo corretto che la popolazione possa esprimersi».

Nel foglio per le sottoscrizioni – il termine ultimo per aderire è il 15 giugno – si spiega che «la situazione dell’attuale ecocentro è da anni fortemente problematica». Sono all’ordine del giorno «situazioni di disordine e sporcizia» che generano «malessere e lamentele presso la popolazione». Inoltre, si evidenziano «le difficoltà dell’utenza nel poter usufruire di alcuni servizi», come ad esempio l’accesso alla benna della raccolta della carta che risulta difficile per chi ha problemi di deambulazione.

Per gli iniziativisti (e per chi aderirà) non vi sono dubbi: «La realizzazione di un nuovo ecocentro, accompagnata da infrastrutture adeguate per i servizi comunali e per la Protezione civile, permetterebbe di migliorare l’organizzazione dei servizi, offrire spazi consoni alle attività comunali e contribuire allo sviluppo sostenibile e funzionale del territorio». Insomma: «Riva San Vitale merito un ecocentro moderno, pulito, accessibile e sicuro, al passo con i tempi e coerente».

Coerenza che, per i promotori, viene evocata per più aspetti. Il Consiglio comunale, allo stato attuale, è diviso sull’innalzamento del moltiplicatore d’imposta (si rivoterà il 30 marzo): «Vogliamo chiedere un piccolo sforzo alla popolazione aumentando la pressione fiscale, lo facciamo proprio per effettuare questo tipo di investimenti che vanno a beneficio dell’intera collettività». Priorità, dunque, alla realizzazione di un ecocentro, se poi dovesse essere proposto l’intero progetto, come anche un controprogetto, non vi sarebbero problemi per gli iniziativisti. «Ma – chiosano – è davvero necessario fare qualcosa. La situazione dev’essere sistemata».