PoLuMe: Berna accelera, Mendrisiotto frena

Nessun intoppo. La pubblicazione del progetto esecutivo del PoLuMe dovrebbe avvenire entro i tempi previsti, ossia entro la fine del 2027. Parola di Marco Fioroni, direttore della filiale USTRA di Bellinzona. «Stiamo lavorando in questa direzione e, per il momento, siamo sulla buona strada. Non abbiamo motivi per ritenere che non riusciremo a rispettare la scadenza», dichiara Fioroni al Corriere del Ticino. Il prossimo 12 novembre, sarà ospite del CdT Forum dedicato al tema della mobilità nel Mendrisiotto. Accanto a lui ci saranno altri attori cantonali, tra cui il presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e del Basso Ceresio (CRTM), Elia Brusadelli. Sarà l’occasione per fare il punto sui progressi di un’opera che continua a dividere il territorio e a suscitare forti opposizioni, ma anche per chiarire la posizione della Commissione, chiamata a coordinare le istanze regionali e a rappresentare le esigenze dei Comuni nel confronto sul progetto. Perché se Berna preme sull’acceleratore, il Mendrisiotto – occorre sottolinearlo – frena, convinto che si possano ancora approfondire tracciati alternativi, se non mettendo in galleria una parte del tratto tra Melano e Mendrisio, almeno valutando l’interramento parziale dell’autostrada nelle zone più sensibili. Insomma, il tracciato dell’A2 è tutt’altro che definito.
Il tracciato da approfondire
È proprio in questo contesto che il Piano settoriale dei trasporti, posto in consultazione dalla Confederazione fino all’11 dicembre e aperto a Cantoni, Comuni e popolazione, assume un’importanza strategica: «Come Commissione abbiamo ribadito – come già sottolineato in altre occasioni – la necessità che tutti i progetti infrastrutturali, come il PoLuMe, affrontino in modo più approfondito alcuni aspetti legati al paesaggio, al territorio e alle zone sensibili del nostro agglomerato, ancora irrisolti», commenta Brusadelli. Vista l’entità dell’investimento e l’impatto territoriale, secondo la Commissione, occorre avere una visione di insieme, «come del resto sta approfondendo l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) su richiesta dello stesso Consiglio federale», ricorda Brusadelli. Al riguardo, la Commissione ha quindi proposto di «analizzare l’interramento parziale dell’autostrada, con aggiramento del nucleo di Melano, oppure l’interramento dell’intera tratta tra Melano e Mendrisio». In questo modo, prosegue Brusadelli, il PoLuMe non sarebbe un semplice intervento per fluidificare il traffico, ma un progetto capace di valorizzare il territorio, migliorando la qualità di vita dei suoi cittadini. «La nostra preoccupazione è che invece si consolidi una situazione che non è ottimale». Anche perché, sottolinea l’interlocutore, il potenziamento, al momento, si è concentrato soprattutto sulla tratta Lugano Sud–Maroggia/Melano, lasciando inevasa la questione dei colli di bottiglia più a sud: a Mendrisio, Stabio, Novazzano e Chiasso. «Le criticità non si fermano alla tratta tra Bissone e Melano: intervenire su un punto soltanto rischia di spostare il problema altrove. Per questo motivo, ci si dovrebbe focalizzare anche sui colli di bottiglia a sud di Mendrisio, dove la congestione è ormai quotidiana». Da decenni, prosegue Brusadelli, la popolazione del Mendrisiotto è confrontata con una serie di disagi che meriterebbero una risposta prima del completamento complessivo del progetto, previsto non prima del 2045. Secondo Brusadelli, è dunque fondamentale che il Piano settoriale dei trasporti contempli queste opere necessarie per fluidificare il traffico anche fuori dall’A2.
La pubblicazione in due fasi
Per quanto riguarda la richiesta di prolungo del tracciato in galleria verso sud, la replica di Fioroni è netta: «Il Consiglio federale ha approvato il progetto generale da Gentilino a Maroggia, assegnando inoltre all’ARE la coordinazione degli studi per il tratto a sud di Maroggia, considerando anche Alp Transit. Se emergerà la necessità di prolungare il tracciato, lo faremo in una seconda fase». Insomma, secondo Fioroni occorre «avere fiducia nelle istituzioni». E ancora: «Il progetto ha dei limiti geografici precisi. Andare oltre significa affrontare un’altra tappa attualmente non prevista». E il limite, ricorda, è anche finanziario. «Stiamo parlando di un progetto di quasi 2 miliardi di franchi. Realizzare una nuova galleria verso sud significherebbe aggiungere 1 miliardo alla spesa». Visti i chiari di luna, l’eventualità è quindi assai remota: a farne le spese, oltretutto, potrebbe essere l’altro collegamento autostradale che il Ticino attende da anni, quello del Locarnese. «Rischierebbe di slittare ulteriormente», chiosa Fioroni.
Quanto alle opere di accompagnamento nel Basso Mendrisiotto, Fioroni chiarisce che USTRA ha creato un gruppo di lavoro. «Ne fanno parte Cantone, Comuni e Commissione regionale dei trasporti. Abbiamo individuato una serie di opere che faranno parte del PoLuMe. Al momento, però, non sono ancora mature per essere pubblicate con la prima fase dei lavori». Anche per questo motivo, la pubblicazione del progetto PoLuMe avverrà in due fasi: «La prima riguarderà le opere costruttive, in particolare l’allargamento e le nuove gallerie. La seconda fase riguarderà la messa in servizio della corsia dinamica, attorno alla quale con ogni probabilità si concentreranno le discussioni maggiori. I lavori nelle gallerie richiederanno circa otto anni. Finché queste non saranno terminate, la terza corsia dinamica non potrà essere implementata. Durante questi anni, però, avremo tempo per studiare le varie misure di accompagnamento alla terza corsia dinamica. L’intenzione è quindi di inserire le soluzioni per i colli di bottiglia nella seconda fase».
