Ticino

Premi di cassa malati 2027, interrogazione al Governo

Andrea Censi e Sem Genini sollecitano il Consiglio di Stato: «Gli assicurati ticinesi devono poter comprendere quali spese giustifichino ogni aumento e quali verifiche il Cantone abbia effettuato a tutela dei loro interessi»
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Online
14.09.2026 15:47

I premi di cassa malati del 2027 non sono ancora stati annunciati ufficialmente, ma il tema è già caldo. I granconsiglieri della Lega dei Ticinesi Andrea Censi e Sem Genini hanno inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato nella quale chiedono di fare chiarezza sui dati utilizzati per valutare le proposte degli assicuratori e sulle misure per contenere i costi.

L’interrogazione prende spunto dalle anticipazioni secondo cui bonus.ch prevede per il prossimo anno un aumento medio nazionale tra il 4,5% e il 5%. Si tratta, tuttavia, di una previsione: i premi definitivi saranno annunciati dall’Ufficio federale della sanità pubblica.

Partendo dall'articolo del CdT del 9 settembre – che menziona il ritardo nella fatturazione delle prestazioni mediche ambulatoriali legato all’introduzione di un nuovo sistema tariffario globale –, Censi e Genini chiedono quali dati il Cantone abbia ricevuto dagli assicuratori e dall’UFSP, quali osservazioni o richieste di rettifica abbia presentato e come vengano considerate le prestazioni non ancora fatturate, «per evitare stime inattendibili o doppi conteggi».

Al Consiglio di Stato viene inoltre domandato di indicare il maggiore fabbisogno per la riduzione individuale dei premi in tre scenari: aumenti del 3%, del 5% e del 7% rispetto al 2026. Per ciascuna ipotesi, i deputati chiedono di distinguere la spesa complessiva, il finanziamento federale e l’onere netto a carico del Cantone.

Infine, l’interrogazione sollecita misure di risparmio già dal 2027, in particolare sui costi amministrativi della sanità, sugli acquisti e sulle eventuali duplicazioni organizzative. Il Consiglio di Stato dovrà indicare anche come finanziare l’eventuale maggiore fabbisogno «senza aumentare le imposte né trasferire nuovi oneri ai Comuni».

L’obiettivo dei deputati leghisti è ottenere dal Cantone «dati verificabili e proposte concrete a tutela del potere d’acquisto degli assicurati ticinesi».