In aula

Presunti abusi sulla figlia, chiesto il proscioglimento

Il legale del cittadino siriano accusato in via principale di violenza carnale e incesto contesta tutti i capi d’imputazione sostenendo che non ci sono sufficienti prove per condannarlo – «Il diritto penale richiede chiarezza e in questa vicenda navighiamo in un mare di contraddizioni»
La sentenza verrà pronunciata domani pomeriggio. © CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
23.04.2026 16:55

«Le accuse sono gravi e alcune, come la violenza carnale e l’incesto, sono tra le più impressionanti previste dal nostro ordinamento. Esiste di peggio a livello emotivo? Verosimilmente no. Ma il diritto penale pretende chiarezza e uno sforzo ulteriore, che consiste nel mettere da parte la reazione passionale e i giudizi personali. In questa vicenda navighiamo in un mare di contraddizioni, e quando i dubbi persistono devono giocare a favore dell’imputato». Ha fatto leva sulla credibilità della vittima – così come accade nella stragrande maggioranza dei casi di abusi sessuali – la tesi difensiva dell’avvocato Massimiliano Parli, patrocinatore del 60.enne cittadino siriano alla sbarra da ieri mattina perché accusato di aver ripetutamente violentato, dal 2015 al 2022, la figlia (all’epoca dei fatti sedicenne) affetta da un ritardo cognitivo. La giovane sarebbe anche rimasta incinta in quattro occasioni, abortendo ogni volta dopo essere stata accompagnata dal padre in ospedale.

«Contraddizioni» e «versioni incompatibili tra loro» che secondo il legale dell’imputato traggono origine dalle dichiarazioni della figlia rese nei verbali in sede di inchiesta. Dichiarazioni sulle quali è peraltro stato basato l’intero impianto accusatorio del procuratore pubblico Pablo Fäh (che aveva chiesto per l’uomo una pena detentiva di 10 anni e l’espulsione dalla Svizzera per la stessa durata) e del difensore delle accusatrici private (la moglie e la figlia), l’avvocato Carlo Borradori. «La giovane è stata interrogata quattro volte e le dichiarazioni non sono mai state coerenti e costanti. Anzi, siamo di fronte a versioni incompatibili tra loro, e anche le tempistiche non quadrano. Dice tutto e il contrario di tutto anche nell’arco di poche righe dello stesso verbale. Navighiamo in un mare di contraddizioni, può quindi la figlia essere ritenuta credibile?», si è chiesto Parli durante la sua arringa invocando a più riprese il principio in dubio pro reo per chiedere il proscioglimento del suo assistito da tutti i capi d’imputazione, tra cui figurano anche lesioni semplici ripetute, vie di fatto reiterate, minaccia ripetuta, appropriazione indebita aggravata e rappresentazione di atti di cruda violenza.

«Padre padrone sì, ma...»

In aula, durante la fase dell’interrogatorio, l’imputato ha per la maggior parte del tempo risposto alle domande della giudice Monica Sartori-Lombardi giustificando le sue azioni facendo leva sul retaggio culturale e religioso. E la pubblica accusa, nella requisitoria, ha dipinto l’uomo come «un padre padrone, calcolatore e controllante che ha alzato sistematicamente e per anni le mani sui suoi familiari, creato un clima di terrore ed esercitato pressioni psicologiche sui membri della famiglia». Anche l’avvocato Parli è tornato su questi aspetti, osservando che «è probabile che l’imputato non sia stato un buon padre e un buon marito come lo intendiamo noi, e che abbia imposto un modello familiare rigido e severo. Ma non possiamo ignorare il contesto da cui proviene – profondamente diverso da quello in cui vive adesso –, fortemente patriarcale e in cui l’obbedienza all’uomo è un valore centrale. Un contesto, in aggiunta, in cui la poligamia è accettata. Ma il diritto penale non lo punisce per aver incarnato un modello educativo e coniugale diverso dal nostro, lo punisce solo per fatti precisi, provati e che violano le disposizioni stabilite rigorosamente dall’ordinamento». Per Parli, quindi, bisogna fare una distinzione netta tra l’uomo e l’imputato, e «in questa aula penale nessuno avrebbe voluto l’imputato come padre o come marito». La Corte delle assise criminali procederà alla lettura della sentenza domani pomeriggio.

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