Il caso

«Prioritario è l'insediamento delle industrie sul territorio»

Bellinzona: pur avendo puntato sulle scienze della vita, il Municipio deve comunque far fronte alle richieste di sedimi per imprese del settore produttivo ed artigianale - Fabio Käppeli: «Collaboriamo con l’Ente regionale per trovare una collocazione nel Bellinzonese e valli»
L'esempio più lampante: le Officine FFS che dalla Turrita traslocheranno... a Castione (nella foto il cantiere a fine novembre). © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
29.12.2023 06:00

Quante volte, dopo la votazione consultiva sul progetto aggregativo a Bellinzona, si è detto e scritto: «Senza Sant’Antonino ed Arbedo-Castione la Città è priva di una zona industriale comme il faut». Verissimo, anche se un po’ può ovviarvi in virtù delle aree (pure artigianali) presenti nella stessa Turrita e nei quartieri di Sementina, Giubiasco, Monte Carasso, Claro e Preonzo. Ma il Municipio ha fatto altre scelte, focalizzandosi in particolare sul rafforzamento del polo biomedico e sulla valorizzazione della Fortezza piuttosto che sull’insediamento di imprese attive nell’industria pesante.

Tant’è che, come ben sapete, la capitale da inizio 2027 sarà inoltre orfana delle Officine FFS che emigreranno a Castione nel moderno stabilimento in fase di costruzione. Mentre un altro baluardo che fino ad alcuni anni fa sembrava invalicabile - il comparto che accoglie le Ferriere Cattaneo a Giubiasco - è destinato a cambiare in parte volto nei prossimi tre lustri, con contenuti misti. Come ad esempio spazi multiuso e per eventi congressuali nonché imprenditoriali; i posti di lavoro saranno legati perlopiù al campo delle cure mediche e infermieristiche.

Si punta su altre aziende

«Le aziende sulle quali puntiamo sono differenti rispetto alle attività industriali tradizionali. L’asse di sviluppo di riferimento della Città, quello delle scienze della vita, è un settore che sta avendo una sua crescita naturale che dovrebbe dare stabilità nel tempo nonché delle prospettive interessanti (il valore aggiunto è pari ad 80 milioni; n.d.r.)», rileva da noi interpellato il capodicastero Finanze, economia e sport Fabio Käppeli. Ciò non significa tuttavia che l’Esecutivo di Bellinzona si sia dimenticato del settore industriale. Tutt’altro. «Quale Città e Comune polo della regione vediamo comunque di buon occhio la presenza di industrie e di terreni disponibili in particolare nelle Tre valli», precisa il nostro interlocutore.

Ecco dunque che il Municipio, quando viene chiamato in causa da ditte interessate ad insediarsi nel nostro comprensorio, indossa per così dire i panni dell’intermediario fra i diversi attori. «L’esperienza recente mostra che anche per l’industria tradizionale c’è richiesta di terreni e, quando la Città non è in grado di soddisfarla, prontamente come Esecutivo collaboriamo con l’Ente regionale per lo sviluppo perché si possa trovare una collocazione sul territorio del Bellinzonese o nelle valli», sottolinea a questo proposito il capodicastero Fabio Käppeli.

Da tabù ad opportunità

L’esempio più lampante è quello delle future Officine. Presenti nella Turrita da fine Ottocento, l’impianto produttivo e la ferrovia hanno plasmato anche urbanisticamente Bellinzona. Il trasferimento del sito è stato per decenni un tabù, tanto più dopo lo sciopero degli operai del 2008. Tuttavia Esecutivo e FFS hanno individuato in Castione (preferendola alla soluzione dell’ex Monteforno di Bodio-Giornico) il luogo ideale per realizzare lo stabilimento, liberando nel contempo l’area di 102 mila quadrati nel «cuore» della Turrita.

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