Progetto Lambertenghi: i tempi si allungano

Ormai è risaputo: l’iter per realizzare una nuova costruzione va spesso a sbattere contro il muro degli imprevisti. Che in Ticino, soprattutto, si chiamano ricorsi. Anche la Cooperativa d’abitazione Vivere Lambertenghi, con il suo progetto di alloggi a pigione moderata in via Lambertenghi a Lugano, è stata frenata da questo imprevisto. Solo uno, per l’appunto, inoltrato da un vicino per una questione tecnica sulla domanda di costruzione pubblicata all’albo lo scorso maggio (vedi CdT del 6.5). I tempi per il rilascio della licenza edilizia, quindi, si allungano. Ma il Comitato rassicura: «Siamo a buon punto per risolvere la questione».
I dettagli
Il progetto, che prevede la costruzione di un edificio abitativo con una ventina di appartamenti pensati per giovani, anziani e famiglie con bambini, un centro diurno per la terza età e un asilo nido (entrambi già attivi in uno stabile confinante), è partito dal basso. Nel senso che fin dall’inizio sono stati coinvolti, oltre agli attori in gioco, anche i vicini del terreno che ospiterà la nuova costruzione (fino a qualche mese fa ospitava i magazzini delle AIL). Motivo per cui, in questo caso, non stiamo parlando di rapporti tesi tra la Cooperativa Vivere Lambertenghi e il ricorrente. Il ricorso, per l’appunto, è relativo a degli aspetti geologici. «Quando abbiamo inoltrato la domanda di costruzione – ci fanno sapere dal Comitato –, la documentazione non era "completa" per quel che riguarda lo studio sulle falde acquifere: stiamo parlando di un fondo un po’ particolare e ci sono stati chiesti approfondimenti in questo senso». La Cooperativa d’abitazione ha così dovuto trovare delle soluzioni alternative per risolvere questa problematica, ma «le abbiamo già sottoposte e siamo in dirittura d’arrivo per risolvere la questione». Le tempistiche sì, si allungano, ma la speranza è che si possa staccare la licenza edilizia o avere tutta la documentazione completa «per la fine di novembre e partire con la costruzione nel nuovo anno». Al netto del ricorso, la grande difficoltà del progetto – che è un unicum a Lugano – è un’altra secondo la Cooperativa. E a spiegarla è il copresidente, Aldo Ragusa. «Se dietro a un progetto, dove l’istante non è un privato, non c’è un partner forte (che la Cooperativa ha, ndr) dal punto di vista economico e strutturale che svolge un ruolo di parafulmine, il progetto in questione è destinato a naufragare».


