Mendrisiotto

Progetto pilota a Pasture: «Adeguamenti possibili»

La SEM è disponile a discutere con i Comuni il piano che prevede di alloggiare i richiedenti l’asilo indisciplinati in un’area separata – «Pronti a modifiche se dovessero emergere punti importanti che richiedono aggiustamenti»
©Gabriele Putzu
Lidia Travaini
02.01.2026 06:00

Tante domande, altrettante perplessità e poche risposte, almeno fino ad oggi. È quanto ha provocato in Ticino – in particolare nel Basso Mendrisiotto – l’annuncio da parte della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) della sperimentazione di un modello di alloggio alternativo che prevede la separazione dei migranti indisciplinati in ambienti distinti nel Centro federale d’asilo di Pasture (e in quello di Flumenthal). Un progetto pilota che avrà la durata di sei mesi e che partirà la prossima estate.

A fornire risposte e, si spera, rassicurazioni alle autorità locali saranno con ogni probabilità le repliche alle due lettere partite dal Ticino in direzione di Berna nei giorni scorsi. Mittenti: i Municipi di Balerna, Chiasso e Novazzano da una parte, e il Consiglio di Stato dall’altra. Richiesta condivisa: rivalutare il progetto pilota. In attesa di queste missive, per avere un’idea più chiara di quanto sta accadendo e del margine di manovra di cui dispongono le (perplesse) autorità ticinesi abbiamo scritto a nostra volta alla SEM. Scoprendo per prima cosa che delle risposte potrebbero arrivare anche oralmente, visto che la Segreteria di Stato della migrazione sembra intenzionata ad accogliere la richiesta di incontro formulata dai Municipi locali. «La SEM è naturalmente sempre disponibile a discutere il progetto con le autorità ticinesi. Qualora nel corso di tali discussioni dovessero emergere punti importanti che richiedono adeguamenti, provvederemo ad apportare le necessarie modifiche», spiega la portavoce della SEM Anne Césard in replica alle nostre domande se saranno incontrati i Municipi che hanno espresso reticenze e se il progetto pilota è da considerare definitivo.

Come mai i Municipi del Basso Mendrisiotto non sono stati coinvolti prima? Chiediamo allora anche in conseguenza della lamentela giunta da Balerna, Chiasso e Novazzano di essere state messe «di fronte al fatto compiuto». «L’affermazione è corretta nella misura in cui il Consiglio di Stato e i sindaci dei Comuni non sono stati coinvolti nella decisione di avviare questo progetto pilota. La SEM ha preso questa decisione di propria competenza, poiché questo nuovo concetto di alloggio è una misura puramente interna al Centro federale d’asilo. Tuttavia, i signori sono stati informati in anticipo del progetto per telefono», è la reazione della portavoce.

Separati in casa

Abbiamo colto l’occasione per chiedere alla SEM anche alcuni dettagli sul progetto pilota il cui scopo, ricordiamo, è agevolare la gestione dei Centri federali d’asilo alloggiando in aree separate i richiedenti che compromettono il funzionamento dei centri stessi. A Balerna, ci vien assicurato, l’area sarà creata «all’interno del Centro federale d’asilo di Pasture». Quindi non in un altro edificio della zona. Cosa accadrà dopo la fase di test? Chiediamo infine. «È necessario attendere i risultati del progetto per poter rispondere. Il progetto pilota inizierà nell’estate del 2026 e durerà sei mesi. Se questo nuovo approccio darà buoni risultati nei CFA, la SEM intende attuarlo in tutte le regioni di asilo».

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