Prostituzione, quattro decreti d'accusa

Dopo i numeri record registrati nel 2025, continuano i controlli della Sezione TESEU della Polizia cantonale per contrastare le forme illegali di prostituzione, ovvero quelle non notificate od operate in appartamenti non autorizzati. L’occasione per fare il punto viene da una serie di controlli avvenuti a Lugano a metà ottobre scorso, che si sono tradotti in quattro decreti d’accusa per le persone coinvolte, ormai irrintracciabili: una giovane colombiana residente in Colombia, un giovane colombiano residente in Spagna e due giovani rumene residenti in Romania. Le pene per i primi due, accusati di ripetuto esercizio illecito della prostituzione e di ripetuta infrazione alla Legge federale sugli stranieri (per l’esercizio di un’attività lucrativa senza autorizzazione) sono pari a dieci giorni di carcere sospesi e a una multa, mentre per le seconde due, accusate solo di esercizio illecito dell’attività, a una multa. Tutte e quattro le persone sono state attive in Ticino, e particolarmente a Lugano, dalle poche settimane a quasi quattro mesi. Le due cittadine rumene operavano da un appartamento in via Rava a Viganello.
Fenomeno in crescita
L’emergere di queste condanne, pubblicate sul Foglio ufficiale in quanto le persone interessate si sono nel frattempo rese irreperibili, non è che la punta dell’iceberg, numeri alla mano. Negli ultimi anni in Ticino sta lievemente aumentando il numero di prostitute che si annunciano regolarmente (369 nel 2025: erano 219 nel 2022), ma al contempo sta esplodendo il numero di persone pizzicate a prostituirsi illegalmente: nel 2022 erano state comminate 50 sanzioni per esercizio abusivo della professione, mentre nel 2025 sono state 162. Detto in altre parole, praticamente un giorno sì e un giorno no una persona viene pizzicata in Ticino a prostituirsi illegalmente. Il tutto a fronte di un numero costante di autorizzazioni concesse ai locali preposti (nove) e agli appartamenti (una ventina)
Legislazione da aggiornare?
Quanto alla cause di questo aumento delle irregolarità, le autorità sospettano che abbiano a che fare con la maggiore facilità di accedere ad appartamenti nella formula dell’affitto breve, che rende agile e facile alle prostitute spostarsi. Il tutto a confronto con le incertezze e la burocrazia necessaria a «regolarizzare» un appartamento: si tratta di una procedura dall’esito non scontato che potrebbe essere rivista. Perlomeno tanto auspica Primis, il servizio di Zonaprotetta che si rivolge ai professionisti del sesso attivi nel cantone: le norme attuali sarebbero troppo rigide e favorirebbero l’aumento dell’illegalità, anziché la sua limitazione.
Adeguamenti legislativi sarebbero d’altronde oggetto di riflessione da tempo, alla luce dei dati degli ultimi anni. Quali essi siano, non è però al momento dato sapere. A livello cantonale avevano provato a chiedere lumi i granconsiglieri verdi liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia, ma la loro interrogazione datata dicembre 2025 è rimasta a oggi senza risposta. A livello locale, il Municipio di Lugano era stato interrogato sul tema dal leghista Omar Wicht un anno fa. L’Esecutivo aveva risposto dopo poche settimane, sottolineando da un lato che la Polizia cittadina ha istituito un’unità di agenti specializzati che permette di agire in modo incisivo; e dall’altro lato la collaborazione tra Polizia e Ufficio controllo abitanti: «Quando vengono riscontrate infrazioni alla Legge cantonale sull’esercizio della prostituzione, i proprietari o subaffittuari degli spazi locati che abbiano consapevolmente favorito attività illecite vengono denunciati al Ministero pubblico».

