Progetti

Quando una vecchia fabbrica diventa ostello

Il Municipio di Faido pensa di riconvertire lo stabile industriale ex Galvanica in struttura per associazioni sportive, fondazioni e scuole: stimati cento posti letto - Si mira ad attingere al fondo cantonale da 10 milioni per il recupero di edifici dismessi
Lo stabile ex Galvanica di Faido: è stato costruito a tappe a partire dall’Ottocento, inzialmente come lanificio.
Simone Berti
27.11.2021 06:00

Costruito a tappe a partire dall’Ottocento per un uso di tipo industriale, inizialmente come lanificio, lo stabile denominato ex Galvanica di Faido potrebbe essere trasformato in una struttura di accoglienza pubblica per gruppi sportivi, associazioni, fondazioni e scuole, con cento posti letto, spogliatoi e docce. Questa, almeno, è l’intenzione del Municipio che chiede al Legislativo 81.800 franchi per studiare la fattibilità a livello sia imprenditoriale che edilizio, affidando i rispettivi incarichi a due ditte specialistiche. L’edificio si trova nei pressi della zona sportiva-ricreativa, che a mente dell’Esecutivo necessita di un complesso adibito all’accoglienza, che favorisca il soggiorno di gruppi. Una volta delineato un piano preciso, si vorrebbe poi sottoporre il progetto all’Ente regionale per lo sviluppo, che nel frattempo ha già confermato la valenza strategica dell’iniziativa. Il Comune potrebbe infatti beneficiare di un sussidio cantonale a fondo perso del 50% sia sullo studio, sia sul progetto concreto che dovesse poi essere proposto, attingendo al decreto legislativo approvato a gennaio 2020 dal Gran Consiglio per l’incentivo alla rivitalizzazione degli edifici dismessi, che prevede un sostegno complessivo di 10 milioni di franchi fino al 2024.

Una storia ultracentenaria
L’immobile è costituito da tre elementi distinti, i primi costruiti come detto ancora nell’Ottocento. Dopo gli interventi principali negli anni ‘50 del secolo scorso, fino al 2003 il complesso era poi stato utilizzato come deposito dei pompieri. Una storia dunque ultracentenaria, che si sviluppò in particolare dal 1929, quando Luigi Cattaneo fondò a Faido una ditta che si occupava della lavorazione delle pietre sintetiche. Dopo la grande crisi degli anni Trenta, seguita al crollo di Wall Street, l’attività cambiò focus e con Massimo Siegrist di Winterthur nel 1937 costituì la Elettro-galvanica e minuteria, che si occupava della lavorazione dei metalli e della produzione in serie di articoli minuti. Nel 1946, poi, la società venne sciolta ed il capitale trasferito alla nuova fabbrica di Luigi Cattaneo, la Galvanica SA, che occupava una quarantina di persone. Fu allora che si cambiò nuovamente il genere di produzione, passando a forgia, pressatura e stampaggio dei metalli. Infine, nel 1975 la fabbrica si trasferì a Biasca assumendo il nome di Schmiedemeccanica.

Preoccupa lo spopolamento: che fare?
Intanto il Municipio ha firmato anche il Preventivo 2022 del Comune, che stima un disavanzo di 230.950 franchi, portando il moltiplicatore d’imposta al 95% (negli ultimi anni era sempre stato al 100). Diverse, anche qui, le incognite legate a quelle che saranno le reali conseguenze della pandemia. L’Esecutivo afferma inoltre di monitorare l’evoluzione demografica, che preoccupa così come nel resto della Leventina. Nel Comune i numeri della popolazione non danno segnali di ripresa. Anzi, dai 3.181 residenti permanenti di fine 2013 si è scesi nel 2020 a 2.823. «Questo - si legge nel messaggio trasmesso al Legislativo - ci ha fatto riflettere ed è per questo che uno dei segnali che possiamo dare verso l’esterno è sicuramente quello di proporre un moltiplicatore che psicologicamente si discosta dal 100% e quindi possa favorire l’arrivo di qualche contribuente». Una sfida che il Municipio dice di voler cogliere, consapevole però che lo spopolamento è dettato anche da fattori non solo fiscali ma pure di carattere occupazionale, oltre ad essere legato alla qualità della vita.