Lugano

Remigrazione, monta la protesta

L’MpS invita a «mobilitarsi» per contestare la marcia per la patria organizzata dal Fronte nazionale elvetico il 21 febbraio – Già annunciata una contro-manifestazione
Instagram Fronte Nazionale Elvetico
Red. Lugano
04.02.2026 15:21

Monta la protesta contro la «marcia per la patria e la remigrazione» indetta per il 21 febbraio dal Fronte nazionale elvetico. «Ci sono ragioni politiche e giuridiche fondate per opporsi alla sua organizzazione», scrive per esempio in una nota il Movimento per il socialismo (MpS), secondo cui le posizioni dei gruppi partecipanti sono «politicamente inaccettabili» e «incitano pubblicamente all’odio e alla discriminazione». Inoltre, «l’attuale utilizzo di simboli, slogan e concetti riconducibili alla galassia neofascista europea conferma la natura ideologica di questi gruppi, che nulla hanno a che vedere con un legittimo dibattito democratico».

L’MpS invita dunque tutti «coloro che rifiutano le idee xenofobe, razziste e neofasciste a esprimere pubblicamente la propria opposizione e, qualora la manifestazione dovesse comunque aver luogo, a essere pronti a mobilitarsi per contestarla in modo determinato e responsabile».

Decide il Municipio

L’MpS «chiede alle autorità politiche comunali e cantonali di non concedere alcuna autorizzazione». Una decisione del Municipio di Lugano è attesa a giorni. Una contro-manifestazione (non autorizzata) è nel frattempo già stata annunciata da parte di gruppi come SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction  Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo e altri.

Dal canto suo, sul proprio canale Telegram, il Fronte nazionale elvetico ha ribadito l’intenzione di manifestare e ha affermato di non voler «scendere in piazza a portare fascismo o tantomeno nazismo. Siamo lì perché siamo stanchi di questa dittatura rossa e di vedere i nostri valori perdersi così». E ancora: «Non tolleriamo più questo regime rosso. È ora di scendere in piazza e dire basta!».

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