Restauro ai blocchi di partenza per il Pretorio ultracentenario

Lo avevamo scritto qualche mese fa su queste colonne che il Cantone non si era dimenticato del Pretorio di Locarno. Allora, era il 7 novembre dell’anno scorso, riferivamo del concorso per la ricerca della figura che dovrà occuparsi della direzione dei lavori per ridare allo storico edificio il decoro che gli si addice anche in virtù del vincolo di protezione quale bene culturale d’interesse cantonale. Ora la Sezione della logistica del Dipartimento finanze ed economia ha compiuto un ulteriore passo avanti: fino a lunedì prossimo, 15 giugno, è in pubblicazione la domanda di costruzione per il restauro dell’edificio progettato nel 1908 dall’architetto Ferdinando Bernasconi ed inaugurato due anni più tardi. Dal voluminoso incarto che il CdT ha avuto modo di spulciare emerge innanzitutto che la proposta elaborata dal team capeggiato dallo studio Bardelli, Moranda e Padlina è stata oggetto di approfondimenti nel corso dell’ultimo anno. Il progetto definitivo è quindi da considerarsi un’evoluzione di quello di massima presentato nel maggio 2025. L’investimento stimato in 35 milioni di franchi corrisponde a quanto indicato nel 2022, anno in cui venne, come detto, scelto il progetto denominato «516101925», ossia la data che ricorda le cinque giornate del Patto di Locarno (dal 5 al 16 ottobre 1925). L’inizio dei lavori dipenderà dall’esito delle procedure di approvazione dei piani di costruzione e dal tempo necessario per lo stanziamento dei crediti da parte, prima, del Consiglio di Stato e, poi, del Gran Consiglio che dovrà dare il suo via libera. La durata dei lavori dovrebbe avvicinarsi ai quattro anni, di modo che, ammesso e non concesso che i crediti vengano approvati ancora nel corso di quest’anno, nella migliore delle ipotesi il Pretorio di Locarno potrebbe tornare a risplendere entro la fine del 2030.
La struttura rimane intatta
Malgrado i ripetuti interventi eseguiti nel 1940, nel 1975 e tra il 1977 e il 1978, il Pretorio si presenta oggi ancora nella sua immagine originale. Immagine che il restauro manterrà intatta. L’approccio conservativo previsto dal team di progettisti, si legge nella relazione tecnica allegata alla domanda di costruzione, intende «mettere in valore gli elementi, gli spazi e le qualità ancora presenti oggi di questo edificio particolarmente rappresentativo della sua epoca». I continui interventi di manutenzione, unitamente alle modifiche degli spazi e delle finiture interne, hanno di fatto eliminato buona parte della qualità architettonica dell’edificio. Il progetto prevede quindi la sostituzione di parecchi elementi interni funzionalmente e tecnicamente sorpassati, in ogni caso non originali. Entrando più nel dettaglio della suddivisione degli spazi, rileviamo che il piano interrato sarà riservato ai locali tecnici e agli archivi. I locali per questi ultimi sono concepiti per essere eventualmente trasformati in spazi di lavoro. L’ingresso principale è previsto al pianterreno, dove torneranno ad insediarsi il nuovo organismo giudiziario che sostituirà le attuali Autorità regionali di protezione con sale udienze e uffici. Al primo piano torneranno a insediarsi le due preture civili di Locarno Città e Locarno Campagna, mentre la sala del Patto sarà predisposta per poter ospitare riunioni e conferenze. Al secondo piano verranno ricavati spazi condivisi, uffici di riserva e un’ulteriore sala udienze. Tutti gli spazi saranno accessibili anche a persone con mobilità ridotta. Da notare che, contrariamente a quanto previsto inizialmente, i piani non contemplano più il ritorno al Pretorio della Polizia cantonale.
Facciate rivalorizzate
Oltre ai lavori di consolidamento dell’intera struttura dalle fondamenta fino al tetto, si procederà evidentemente anche al ripristino delle facciate, che, secondo la perizia eseguita da uno studio di ingegneria specializzato, presentano in generale un livello di degrado giudicato medio-alto. Gli interventi saranno limitati al minimo indispensabile, privilegiando soluzioni di consolidamento e di restauro conservativo. L’obiettivo è di preservare la configurazione architettonica originaria così come i materiali e i dettagli costruttivi caratteristici del palazzo.



