Rette delle case per anziani, rincari per chi ha risparmi

La riforma delle rette delle case per anziani, introdotta per alleggerire il peso dell’abitazione primaria nel calcolo del contributo richiesto agli ospiti, potrebbe avere effetti meno favorevoli per chi dispone soprattutto di risparmi. È uno degli aspetti che emergono nei primi mesi di applicazione del nuovo regolamento, dopo che l’attenzione si era concentrata soprattutto sui cosiddetti «casi di rigore», per i quali il Consiglio di Stato è recentemente intervenuto ripristinando la retta minima giornaliera di 84 franchi. Resta invece invariato il meccanismo che distingue tra patrimonio mobiliare e immobiliare, con conseguenze differenti a seconda della situazione economica degli anziani.
La distinzione tra i patrimoni
Al centro della questione ci sono le franchigie, ossia le quote di patrimonio escluse dal calcolo della retta. Il nuovo sistema ne prevede una di 300 mila franchi per la sostanza immobiliare e una di 15 mila per quella mobiliare. Nel sistema precedente, invece, la quota esente sulla sostanza era di 25 mila franchi per le persone sole e 40 mila per i coniugi. Una distinzione che risponde a una precisa scelta del Cantone, come spiega Daniele Stival, capo dell’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio: «Uno degli obiettivi principali era sgravare maggiormente l’abitazione primaria. Per questo motivo è stata introdotta la franchigia fino a 300 mila franchi sulla sostanza immobiliare». Alla base della scelta c’è la volontà di «distinguere tra due forme di patrimonio che, nella pratica, hanno caratteristiche diverse». In particolare, osserva Stival, «la sostanza immobiliare può essere difficilmente convertibile in liquidità disponibile per pagare la retta», mentre quella mobiliare è generalmente più facilmente utilizzabile per sostenere le spese correnti.
Inoltre, nel sistema precedente, spiega il capoufficio, «i debiti ipotecari potevano ridurre o azzerare la sostanza mobiliare considerata nel calcolo, facendo risultare una capacità contributiva inferiore rispetto alla liquidità effettivamente disponibile». L’intento della revisione è dunque anche quello di «rappresentare meglio la situazione economica reale dell’ospite in rapporto alla capacità contributiva».
Gli effetti sulle rette
Ma quali conseguenze sta producendo questa distinzione? Secondo ADICASI, l’Associazione dei direttori delle case per anziani della Svizzera italiana, dai primi calcoli effettuati dalle strutture emerge che «diversi proprietari di un’abitazione vedranno una diminuzione della retta». Una conseguenza attesa, dal momento che lo sgravio della casa primaria rappresenta uno degli obiettivi della revisione. Per altri ospiti, tuttavia, il risultato potrebbe essere diverso. «È possibile che, in alcuni casi, i residenti che possiedono sostanza mobiliare e non un’abitazione possano vedere la propria retta aumentare», osserva l’associazione, precisando che «già la sola riduzione della franchigia sulla sostanza mobiliare da 25 mila a 15 mila franchi ha un impatto in tal senso».
Ma come si concilia lo sgravio immobiliare con l’obiettivo di mantenere la riforma finanziariamente neutra? La risposta, secondo Stival, va cercata nell’«equilibrio complessivo tra più fattori». Oltre alla revisione delle franchigie, è stata modificata la deduzione per le spese personali: oggi è compresa tra 4 mila e 7.200 franchi al massimo, mentre in precedenza, per i redditi più elevati, poteva raggiungere un decimo del reddito complessivo.
Il risultato è che «per alcuni ospiti la retta può diminuire e per altri può aumentare», per garantire un impatto finanziario sostanzialmente neutro.
Bilancio provvisorio
Stabilire quanti anziani beneficeranno effettivamente della riforma e quanti, invece, si troveranno a pagare di più è per ora difficile. «La situazione patrimoniale di ciascun residente va valutata singolarmente e non è possibile tracciare una regola generale», sottolinea ADICASI. Le strutture sono ancora impegnate nel ricalcolo delle rette e, per un confronto attendibile, sarebbe necessario applicare entrambi i sistemi alla medesima dichiarazione fiscale.
Anche per il Cantone è presto per trarre conclusioni definitive. «I primi dati sono disponibili, ma non consentono ancora di trarre conclusioni definitive sull’impatto del nuovo sistema per le diverse tipologie di ospiti», spiega Stival. Il nuovo applicativo informatico consentirà comunque un monitoraggio più accurato, così da seguire l’evoluzione della situazione e aggiornare progressivamente le analisi.
Resta comunque, per gli ospiti già presenti, la protezione transitoria di due anni, che evita eventuali aumenti immediati. Solo al termine di questo periodo sarà possibile valutare pienamente gli effetti della riforma sulle rette.


