Mendrisiotto

Ricorsi e ritardi permettendo ci sono 85 milioni da spendere

Fra aggregazioni all’orizzonte e finanze più o meno precarie, i Comuni del Distretto costruiranno anche nel 2026 - Tanti lavori ai centri sportivi comunali, a scuole e a case per anziani, ma vi sono anche fienili, osterie ed ex orologerie
Il centro sportivo di Stabio, un mese fa. ©CdT/Chiara Zocchetti

Che anno sarà per il Mendrisiotto quello appena iniziato? Sarà un anno, per così dire, di transizione o uno di «azione»? Nel bel mezzo di una legislatura (iniziata nell’aprile 2024) l’istinto porterebbe a scegliere la seconda opzione, con i vari Municipi che pian piano raccolgono i semi del loro lavoro, concretizzando progetti e iniziative.

La teoria però non è la pratica e, nel concreto, lo spirito d’iniziativa di più di un Comune allo stato attuale è piuttosto ingabbiato. I motivi sono presto detti, e dividono il Mendrisiotto in due aree. Un po’ in tutto il Mendrisiotto, le finanze comunali riflettono un cambio di congiuntura (non per niente più di una località ha optato per un aumento della pressione fiscale) e gli Esecutivi sono in attesa di capire le conseguenze delle recenti votazioni cantonali e federali inerenti casse malati e valore locativo. A sud del Distretto, inoltre, a creare la grande incognita è il progetto aggregativo in divenire, con più di un Municipio in attesa di capire se in futuro potrà «condividere» gli investimenti con il Basso Mendrisiotto o no.

In mezzo a tante incognite cosa c’è da aspettarsi alle nostre latitudini? Per ottenere un’istantanea il più realistica possibile ci siamo affidati ai preventivi per il prossimo anno e agli investimenti messi nero su bianco, che prevedono spese (lorde) per quasi 85 milioni di franchi. Quanti si riuscirà poi effettivamente a spenderne, fra ricorsi e ritardi, lo si scoprirà solo a Consuntivo, verso metà 2027. Per ora, siamo nel regno delle migliori intenzioni.

Ci sono già i primi inghippi

In realtà, a fronte di un 2026 giovanissimo, qualcosa è già andato storto. Lo sa il Comune di Vacallo, che progettava di spendere i primi soldi per riqualificare il proprio comparto scolastico - un progetto da 14 milioni - ma la risoluzione del Consiglio comunale è stata oggetto di ricorso la scorsa settimana e i tempi sono destinati ad allungarsi. Parimenti, e ci spostiamo a Castel San Pietro, non è scontato che il Comune potrà iniziare i lavori di ampliamento dell’Osteria Cuntitt, essendo la procedura ferma ormai da fine estate al Consiglio di Stato, anche qui in seguito a ricorsi.

Chiasso e Mendrisio

Partiamo con la nostra breve panoramica dai due centri, che affrontano l’anno su traiettorie diverse. Da un lato Chiasso, fra difficoltà finanziarie e progetti aggregativi, ha fatto notizia soprattutto per aver contenuto i suoi investimenti nell’anno a venire e per averne congelati alcuni, anche attesi (come il Gleis 4 e la rinaturazione del Faloppia). Dall’altro lato per Mendrisio si preannuncia un anno ordinario da questo punto di vista, con una spesa lorda che sfiora i 23 milioni. Fra i principali investimenti ve ne sono di quelli destinati a cambiare in modo anche importante il volto del Borgo, come i primi soldi stanziati per riqualificare il comparto del palazzo comunale e quelli per dare un volto definitivo a piazza del Ponte (e adiacenze). Il 2026 sarà anche l’anno della consegna dell’atteso autosilo di Tremona (i lavori sono iniziati a ottobre 2024) e di importanti lavori di restauro a Villa Argentina e di manutenzione straordinaria delle scuole comunali di Canavée. Si comincerà inoltre a spendere per la casa anziani Torriani 3, un progetto da 47 milioni di franchi. Per ora siamo agli approfondimenti tecnici. Si segnala infine una piccola somma da destinare al Cantone, che sta progettando una passeggiata lungo il lago a Capolago.

Cantieri che continuano

Fra gli altri Comuni del Distretto (per ragioni di spazio non riusciremo a citare tutti) si segnala in particolare a Stabio la continuazione del cantiere per edificare una palestra tripla e una sala polivalente nel nuovo Centro sportivo che termineranno nel 2028 con il pagamento delle ultime fatture. Quest’anno inizieranno anche i cantieri per l’edificazione degli spogliatoi e del campo da calcio con prato sintetico. Anche a Novazzano l’anno appena iniziato sarà caratterizzato dalla continuazione di un importante cantiere iniziato nel 2025: quello per rinnovare le Elementari. Cantiere che comprende anche l’edificazione di una sala riunioni per l’Unione musica Novazzano. Nel Comune di confine, poi, il 2026 sarà interessante anche a livello progettuale: dovrebbe essere l’anno in cui si getteranno le basi per riqualificare il fienile-essiccatoio situato dietro la Casa comunale al fine di renderlo «un luogo vivo» e per presentare il progetto che mira a realizzare un autosilo «nel centro del paese».

Lift inclinati e coleotteri

A proposito di centro paese, a Balerna dovrebbe essere l’anno buono per il progetto di riqualificazione del proprio. A fine anno, inoltre, partiranno i lavori per la realizzazione del lift inclinato, che aiuterà a ricucire la parte bassa del paese con il centro. Si metterà inoltre mano al Centro per anziani. A Castel San Pietro si lavorerà all’ex orologeria Diantus, acquistata nel 2020, che sarà riconvertita in un edificio che favorisca l’aggregazione, gestito dalla Fondazione C.Lab, creata ad hoc. Morbio Inferiore invece dovrà fare i conti con il coleottero giapponese, e la fattura sarà salata: verranno spesi 3,6 milioni per rifare (in sintetico) il manto del campo da calcio e per ammodernare il centro sportivo comunale. Per Vacallo, e chiudiamo, il 2026 potrebbe caratterizzarsi per una piccola campagna acquisti. Il Comune potrebbe infatti incamerare l’ex Spilag (per inserirci il magazzino comunale) e casa Puccini.

L'anomalia 

Il Comune dove il 2026 è maggiormente un’incognita è con tutte le probabilità Riva San Vitale. Sulle rive del Ceresio il Preventivo 2026 è infatti stato rispedito al mittente dal Legislativo (vedi CdT di ieri) e il Comune si trova in amministrazione provvisoria, può quindi garantire soltanto le spese vincolate a obblighi legali. Tra i motivi che hanno spinto a respingere il messaggio c’è anche l’assenza di una visione progettuale chiara. Novità sono attese entro fine mese. Fino a quel momento il 2026 rimane difficile da inquadrare. 

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