La successione

Riviera, il nuovo sindaco ringrazia il PPD

Alberto Pellanda (PLR) dopo la rinuncia popolare democratica: «Colpito positivamente dalla loro volontà di mettere il bene del Comune davanti a considerazioni politiche» - Incontrata intanto la consigliera federale Viola Amherd per l’aeroporto di Lodrino
Da Raffaele De Rosa ad Alberto Pellanda: la successione è cosa fatta senza bisogno di votare. (Foto Reguzzi)
Simone Berti
16.05.2019 15:00

BELLINZONA - Alberto Pellanda ha appreso solo stamattina la decisione del PPD, anticipata ieri sera dal CdT, di rinunciare a correre per la carica più importante nell’Esecutivo di Riviera con il municipale Giulio Foletti, facendo tramontare la chiamata alle urne del 2 giugno. E oggi, da noi raggiunto per un commento ancora a caldo, il nuovo sindaco liberale radicale (finora vicesindaco) ringrazia la sezione popolare democratica. «Sono colpito positivamente dalla loro volontà di mettere il bene del Comune davanti a considerazioni politiche che sarebbero comunque state legittime» spiega colui che assumerà il timone del Municipio succedendo a Raffaele De Rosa eletto in Consiglio di Stato. «Ringrazio il presidente sezionale del PPD Massimo Ferrari e l’assemblea per la pacatezza con cui ha affrontato il tema, per aver fatto prevalere la tutela dell’armonia all’interno dell’Esecutivo e aver fatto capire chiaramente che si va nella direzione di un progetto condiviso» aggiunge sottolineando che ciò sprona ancor più il Municipio a lavorare nell’interesse della comunità. Mettendo appunto in secondo piano aspirazioni che «sarebbero comunque state politicamente comprensibili», ovvero la candidatura al sindacato. La dichiarazione di fedeltà alle leggi da parte del nuovo sindaco dovrebbe tenersi la prossima settimana, quando occorrerà anche designare internamente la carica di vicesindaco. Poi di nuovo al lavoro. Quali le priorità? «Gestione dei problemi territoriali e benessere del cittadino» risponde Alberto Pellanda.

L’aeroporto di Lodrino è atterrato a Berna
Intanto, ancora nella sua veste di vicesindaco, Alberto Pellanda è stato al centro di un passo avanti nell’annosa trattativa per il passaggio dell’aeroporto di Lodrino al Comune di Riviera, che intende trasformare la struttura da militare a civile, sviluppando poi un centro di competenza in materia di aviazione. Per discutere la questione a cui l’autorità locale sta lavorando da anni, martedì della scorsa settimana Pellanda ha incontrato a Berna la consigliera federale Viola Amherd, responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Ed era la prima volta che un rappresentante del Comune incontrava direttamente la massima carica all’interno dello stesso Dipartimento a cui sottostà Armasuisse, ovvero il centro di competenza della Confederazione per gli acquisti, la tecnologia e gli immobili, proprietario anche dell’infrastruttura lodrinese. L’incontro si è tenuto a Palazzo federale grazie ai buoni uffici del consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi, presente alla riunione, e vi hanno partecipato anche il segretario comunale Patrick Laube e, per il DDPS, due collaboratori della ministra. Alberto Pellanda confidava in un cambiamento di rotta di Berna sul dossier: Riviera vorrebbe infatti diventare proprietario. Ma così non sarà: «La consigliera federale ha ribadito che dal 2014 l’opzione della vendita non è più valida a seguito del cambiamento di strategia della Confederazione in materia di vendita delle strutture aeroportuali» spiega al CdT il nuovo sindaco di Riviera. Si è quindi proseguito nella discussione sul passaggio dell’aeroporto al Comune sotto la forma del diritto di superficie per 99 anni, concentrandosi sugli aspetti finanziari. «La consigliera federale ha capito le ristrettezze finanziarie in cui si trova la nostra regione – continua – incaricando un suo alto funzionario di organizzare un incontro definitivo con Armasuisse». Si tenterà il possibile per ottenere un prezzo più favorevole rispetto alla cifra su cui si era finora discusso, ovvero 900.000 franchi. «Abbiamo inoltre concordato di accelerare i tempi per concretizzare l’operazione». Dopodiché il Municipio si rivolgerà al Legislativo, e il Consiglio di Stato potrà procedere a sua volta alla richiesta di un credito che dovrebbe essere di 3 milioni, cifra da destinare al lancio del progetto.