Ambiente

Rumori fuorilegge in Riviera? Non secondo Berna

Per l’Ufficio federale dei trasporti le emissioni della ferrovia sono diminuite significativamente negli ultimi anni dopo gli interventi eseguiti - Sulla base di uno studio il Municipio aveva chiesto altre misure per tutelare gli abitanti di Osogna e Cresciano: l'esame è in corso
Secondo l’UFT la situazione è migliorata e migliorerà ancora. © CdT/Chiara Zocchetti
Simone Berti
31.05.2022 06:00

Sulla base delle cifre a disposizione i limiti di legge sono già oggi rispettati, le emissioni sono diminuite negli scorsi anni, e ci si attende in futuro un ulteriore miglioramento. Secondo l’Ufficio federale dei trasporti (UFT), allo stato attuale e in prospettiva non ci sarebbe alcun allarme relativo a rumori e vibrazioni prodotti dalla ferrovia a Osogna e Cresciano, nel Comune di Riviera.

È in sostanza questa la posizione espressa preliminarmente dall’UFT a cui abbiamo posto alcune domande in merito allo studio effettuato su incarico del Municipio locale e presentato lo scorso mese di marzo (CdT del 15.3.2022). Realizzato dallo studio Bonalumi Ferrari Partner SA su incarico dell’Esecutivo, è giunto alla conclusione che se oggi ad essere toccate dai superamenti dell’Ordinanza federale sull’inquinamento fonico sono le abitazioni poste fino a 20 metri di distanza dai binari, entro tre anni lo saranno anche quelle fino a 30 metri, con il raddoppio dei cittadini toccati dal fenomeno. Questo in considerazione dell’aumento dei transiti determinato dal potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e in considerazione del fatto che le opere di aggiramento degli abitati non arriveranno prima di 20-30 anni. Di conseguenza il Municipio guidato dal sindaco Alberto Pellanda aveva formulato tre richieste: ripari fonici migliori e più estesi, realizzazione di nuove opere anti-vibrazioni e ricerca di altre soluzioni tecniche come la riduzione della velocità dei treni su questo tratto. Ma come abbiamo visto per l’UFT - che sta esaminando il dossier insieme all’Ufficio federale dell’ambiente e al Cantone - la situazione non sarebbe così negativa. «Secondo le misurazioni delle emissioni disponibili le emissioni sono diminuite significativamente rispetto al piano di emissioni del 2015 - spiega Berna rispondendo alle nostre domande - Sulla base delle cifre a nostra disposizione, non è plausibile che i valori limite delle immissioni pertinenti non siano rispettati». Inoltre, grazie ai «limiti di emissione vincolanti per tutti i treni merci che operano in Svizzera, ci si può aspettare un’ulteriore riduzione del rumore». Questo, come detto, in attesa di concludere l’esame dello studio per poi fornire una risposta ufficiale al Comune di Riviera.

«E si migliorerà ancora»
Sulla base delle informazioni di cui è a disposizione, l’UFT fa comunque già delle precisazioni concernenti in tratto di linea sotto la lente, quello che attraversa gli abitati di Osogna e Cresciano. «Il rinnovamento del materiale rotabile è stato completato nel 2015, il che significa che i freni in ghisa grigia non sono più utilizzati». Per quanto riguarda le misure intraprese sul posto si ricorda poi che «nel villaggio di Osogna, barriere antirumore alte 2 metri (2 metri sopra la cima delle rotaie) sono state costruite su entrambi i lati». Inoltre, «negli edifici in cui il valore limite delle immissioni è stato superato, la metà delle finestre insonorizzate da installare sono state sovvenzionate». L’UFT aggiunge poi che, come abbiamo già spiegato, «secondo le misurazioni delle emissioni disponibili, le emissioni sono diminuite significativamente rispetto al piano di emissioni del 2015». Sulla base delle cifre a disposizione dell’ufficio non è quindi «plausibile che i valori limite delle immissioni pertinenti non siano rispettati». Tutto sarebbe dunque nella norma. E vi sarebbero pure notizie positive in chiave futura: «A causa dei limiti di emissione vincolanti per tutti i treni merci che operano in Svizzera, ci si può aspettare un’ulteriore riduzione del rumore». Insomma: come detto la situazione rientrerebbe nei limiti e secondo l’UFT dovrebbe ancora migliorare.

«L’OMS non è base giuridica»
Sulla base dei risultati delle misurazioni specialistiche effettuate nel 2020 in sette abitazioni, lo studio concludeva anche che dalla situazione attuale ne conseguono effetti negativi sulla salute e sulla qualità del sonno della popolazione confinante coi binari. Si evidenziava infatti che le relative soglie previste dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono superate. Su questo punto, sempre preliminarmente, l’UFT spiega che «le raccomandazioni dell’OMS non sono una base giuridica direttamente applicabile in Svizzera. Tuttavia, tali raccomandazioni sono anche utilizzate come guida quando si fissano i valori limite nella legislazione di protezione ambientale. I valori indicati nell’ordinanza contro il rumore e i metodi di misurazione e di calcolo riconosciuti sono determinanti».

«Emissioni diminuite significativamente»
Sulla base delle informazioni di cui è a disposizione, l'UFT fa comunque delle precisazioni concernenti il tratto di linea sotto la lente, quello che attraversa gli abitati di Osogna e Cresciano. «Il rinnovamento del materiale rotabile è stato completato nel 2015, il che significa che i freni in ghisa grigia non sono più utilizzati». Per quanto riguarda le misure intraprese sul posto si ricorda poi che «nel villaggio di Osogna, barriere antirumore alte 2 metri (2 metri sopra la cima delle rotaie) sono state costruite su entrambi i lati». Inoltre, «negli edifici in cui il valore limite delle immissioni è stato superato, la metà delle finestre insonorizzate da installare sono state sovvenzionate». L'UFT aggiunge poi che, come abbiamo già spiegato, «secondo le misurazioni delle emissioni disponibili, le emissioni sono diminuite significativamente rispetto al piano di emissioni del 2015». Sulla base delle cifre a disposizione dell'ufficio non è quindi «plausibile che i valori limite delle immissioni pertinenti non siano rispettati». Tutto sarebbe dunque nella norma. E vi sarebbero pure notizie positive in chiave futura: «A causa dei limiti di emissione vincolanti per tutti i treni merci che operano in Svizzera, ci si può aspettare un'ulteriore riduzione del rumore». Insomma: come detto la situazione rientrerebbe nei limiti e dovrebbe ancora migliorare.

Oltre all’UFT, lo studio e le relative rivendicazioni del Municipio di Riviera erano stati trasmessi a marzo anche al Dipartimento federale dell’interno e ai Dipartimenti cantonali della sanità e del territorio. «Il nostro Comune si trova confrontato con diverse vie di comunicazione, è ora che le autorità superiori diano una mano ai nostri concittadini» aveva affermato Alberto Pellanda incontrando i media. Aveva quindi chiesto nuovi interventi: ripari fonici migliori e più estesi, interventi contro le vibrazioni, e riduzione della velocità dei treni.
CdT/Chiara Zocchetti
CdT/Chiara Zocchetti