Lugano

«Serve avere più polso con gli autogestiti»

A fronte delle molte manifestazioni non autorizzate e del «giallo delle chiavi», l’UDC chiede al Municipio di esercitare meglio il suo ruolo istituzionale, assicurando ordine, uguaglianza e legalità - Espressa contrarietà anche in merito al risarcimento di 35 mila franchi
©CdT/ Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
07.01.2026 06:00

All’UDC luganese non sono andate giù le molte manifestazioni non autorizzate (per la Palestina e degli autogestiti) andate in scena negli ultimi mesi a Lugano. Eventi che, si precisa in un’interrogazione rivolta al Municipio dai democentristi in Consigli comunale (primo firmatario Paolo Andreetti), si sono svolti «in aperta violazione delle regole, senza autorizzazioni, senza percorsi concordati, senza rispetto per residenti, commercianti e lavoratori, e che troppo spesso degenerano in disagi, blocchi, rumore, tensioni e problemi di ordine pubblico». Da qui tutta una serie di interrogativi all’Esecutivo, giudicato troppo attendista, forse anche perché, si sottolinea, «sulla questione si evince anche una chiara spaccatura e non trasparenza all’interno del Municipio, che non fa altro che indebolire ancor di più la posizione delle istituzioni».

Tra provvedimenti e sanzioni

Secondo l’UDC invece l’Esecutivo dovrebbe essere chiamato «a esercitare con chiarezza il proprio ruolo politico e istituzionale, assicurando ordine, sicurezza e un’applicazione coerente delle norme, nel rispetto dei principi di uguaglianza e legalità». Non va infatti sottaciuto, si annota nell’interrogazione, che «una parte significativa della cittadinanza manifesta crescente stanchezza e preoccupazione, con un progressivo indebolimento della fiducia nelle istituzioni, percepite come poco incisive nel garantire il rispetto delle regole sul territorio comunale». Per queste e altre ragioni ci si domanda «per quali ragioni, ad oggi, non sono stati adottati provvedimenti concreti (identificazioni, sanzioni amministrative, denunce o scioglimento delle manifestazioni) nei confronti degli organizzatori e dei partecipanti». E ci si chiede se «in relazioni alle manifestazioni non autorizzate, il Municipio ha già avuto l’occasione di emettere delle sanzioni e se sì se sono state incassate e a quanto ammontano nel complessivo».

L’indennizzo contestato

Ma i consiglieri comunali democentristi firmatari dell’interrogazione vanno oltre. E si domandano se «in un periodo di ristrettezze economiche della città, che ricadono sui cittadini, come è ammissibile che vengano risarciti con 35 mila franchi degli abusivi, che sono stati unicamente un costo ed un problema per la città ed i cittadini e che a sua volta questi soldi verranno probabilmente riversati ad associazioni simili, che con ogni probabilità hanno sfilato e fatto danni nella nostra città».

Non manca infine una richiesta di spiegazioni in merito al cosiddetto «giallo delle chiavi». Un giallo che ha tenuto banco negli scorsi giorni, essendo state date agli autogestiti le chiavi, appunto, per sgomberare i propri effetti personali, in un primo momento entro il 15 novembre, poi entro il 31 gennaio. «Con quale criterio si è deciso di dare le chiavi dell’ex macello agli autogestiti per tutto questo tempo e senza vincoli, visti i precedenti di questo gruppo ed il loro irrispettoso e dannoso comportamento verso istituzioni, città e cittadini?», si domanda.

Tutto questo, tenendo presente che avendo un accesso libero e senza supervisione nell’area dell’ex Macello, specificano i democentristi, riprendendo i fatti di cronaca accaduti, appunto, nelle scorse settimane, «sia la sera del 25 dicembre 2025 e dalla mattinata del 27 dicembre 2025 specialmente, ma come anche altri giorni, gruppi di persone e veicoli hanno potuto accedere liberamente, senza supervisione, improvvisando feste ed utilizzando addirittura petardi fino alla mattinata del giorno seguente».

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