Ticino

Sì al compromesso sul salario minimo

L'intesa trovata in Gestione ha retto anche alla prova del Gran Consiglio - L'assetto dell'attuale sistema dal 2027 in poi subirà dunque alcune importanti modifiche
©Chiara Zocchetti
Red. Ticino&Svizzera
20.04.2026 19:17

L'ampia intesa trovata negli scorsi mesi in Commissione gestione e finanze sul compromesso per modificare l'attuale assetto del salario minimo ticinese ha retto anche alla prova del Gran Consiglio. Poco fa, con un voto schiacciante (68 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti), il plenum ha infatti approvato il rapporto commissionale sottoscritto a fine marzo pressoché da tutte le forze politiche. Dal 2027 in poi, dunque, il salario minimo ticinese (approvato dal popolo nel 2015 ed entrato in vigore nel 2021) subirà diverse importanti modifiche.  

Che cosa cambia?

L’intesa approvata oggi in Gran Consiglio prevede essenzialmente cinque punti. I quali, ricordiamo, formano un controprogetto all’iniziativa originale del PS - denominata «Per un salario minimo sociale» - che chiedeva di aumentare la soglia del salario minimo almeno a 21,50 franchi all’ora, ancorando tale soglia alle prestazioni complementari, ed eliminando al contempo le deroghe previste per i Contratti collettivi di lavoro, che possono teoricamente avere salari minimi inferiori a quelli previsti per legge.

Ora, a preoccupare l’economia su questo fronte era soprattutto il meccanismo d’ancoraggio alle prestazioni complementari che, nel corso degli anni, avrebbe potenzialmente potuto portare il salario minimo a soglie molto più importanti, anche attorno ai 25 franchi all’ora, mettendo a rischio aziende e posti di lavoro. Si è dunque lavorato a un compromesso (soprattutto tra PS e PLR, coinvolgendo il mondo dell'economia ticinese) che, come detto, prevede cinque punti essenziali. Vediamoli.

Il primo punto dell’accordo riguarda molto concretamente l’aumento del salario minimo: dagli attuali 20,50 franchi l’ora si passerebbe progressivamente a una forchetta compresa tra 21.75 e 22.25 franchi.

Il secondo riguarda l’aumento progressivo delle soglie, sull’arco di tre anni, a partire dal 1. gennaio 2027. Nel dettaglio: dal 2027 il salario minimo legale salirà a 20,50-21,00 franchi orari, dal 2028 a 21-21,50 franchi e dal 2029 a 21,75-22,25 franchi. Dal 2030 la soglia sarà inoltre indicizzata, considerando il rincaro dal 1. gennaio 2027.

Il terzo punto prevede che per calcolare il salario minimo saranno considerati tutti gli elementi che concorrono a stabilire il salario secondo i criteri stabiliti dall’AVS, ossia anche determinati benefit, esclusi però quelli che sono una compensazione di uno sforzo lavorativo (ad esempio le indennità turni, notturne o per il lavoro domenicale) o che sono dei diritti dei lavoratori (come le indennità per vacanze e per giorni festivi).

Il quarto punto prevede il primato del salario minimo sui CCL, ma con un periodo di adattamento transitorio fino al 31 dicembre 2029, valido unicamente per i CCL già in vigore al 1. gennaio di quest’anno. Su questo fronte, come abbiamo scritto negli scorsi giorni, c'è però ancora qualche dubbio legato in particolare alle discussioni attualmente in corso alle Camere federali

L’ultimo punto, infine, riguarda le deroghe eccezionali al salario minimo, ma a precise condizioni: nella legge sarà prevista una possibilità di deroga al salario minimo ma; potrà essere applicata solo ai CCL in vigore prima del 1. gennaio 2026; potrà essere solo temporanea ed essere stabilita solo per via di CCL e dovrà essere autorizzata dalla commissione tripartita alla maggioranza dei due terzi. Inoltre, l’autorizzazione potrà essere decisa solo in caso di comprovate e ingenti perdite di posti di lavoro.